La Depressione. Conoscerne i sintomi e affrontarla

Un articolo che aiuta ad orientarsi rispetto alle caratteristiche del disturbo depressivo e a capire come affrontarlo

10 APR 2017 · Tempo di lettura: min.

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La Depressione. Conoscerne i sintomi e affrontarla

I disturbi depressivi. Conoscere i sintomi per intervenire

Di Paola Guerreschi

Non esiste soltanto una tipologia di quella che generalmente è definita con il termine "depressione". I vari manuali diagnostici attualmente in uso (per esempio Dsm IV e V, Pdm, Gabbard) offrono varie classificazioni e raggruppamenti, distinguendo il tema per qualità e quantità dei sintomi e della loro durata, convinzioni e vissuti sottostanti, per manifestazioni distinte in segni, sintomi, sindromi primarie o secondarie a strutture di personalità specifiche.

È importante dire che tutte queste classificazioni sono più rilevanti per il clinico che per il paziente che chiede un aiuto al suo malessere. Cosa c'e di veramente importante da sapere per capire se è il caso di rivolgersi a un terapeuta? Innanzitutto è fondamentale ascoltarsi, auto osservarsi, cogliere i cambiamenti nel proprio stato d'animo, nelle proprie abitudini, nei propri stati fisici.

L'ambito principale a cui guardare è quello psicofisico:

- La qualità del sonno: difficoltà ad addormentarsi, risveglio precoce al mattino, sonno interrotto frequentemente.

- Il rapporto con il cibo: l'appetito è alterato, in eccesso o in difetto.

- Il desiderio sessuale: il desiderio risulta modificato, è assente o eccessivo

- Il corpo: pur non essendoci una vera e propria malattia il corpo è "triste" , oppresso, soffre di un malessere generalizzato.

- L'umore: l'umore è teso alla tensione, all'ansia, ai pensieri negativi, all'irritabilità facile e anche all'aggressività, sia in reazione a eventi esterni che interni. Può cambiare repentinamente, senza una ragione specifica.

- Le emozioni: le emozioni si spengono, non c'e più piacere nel fare le cose, viene meno l'interesse per ciò che circonda e succede interiormente o esternamente. Le emozioni possono subire un senso di perdita di controllo ed essere gestite con difficoltà. Possono essere "ambivalenti" cioè di segno opposto rispetto a una stessa persona, oggetto o situazione. Possono essere difficilmente riconoscibili.

- Il comportamento: a volte la depressione alterna fasi di spegnimento con fasi di "mania" nei quali, all'opposto, c'e un'esasperata eccitazione, accelerazione, voglia di fare le cose, iperattività.

L'intensità, la forma e le caratteristiche con cui questi sintomi possono presentarsi può essere diversa a seconda dei casi. È sempre bene confrontarsi con un clinico, capire qual è la cura più indicata per il proprio caso.

Prima di buttarsi sui farmaci è opportuno valutare l'opportunità di intraprendere una psicoterapia. È possibile che si valuti comunque l'associazione di quest'ultima con un'adeguata prescrizione farmacologica, per esempio quando i sintomi sono forti, invalidanti e ostacolano la riflessione, ma non è sempre detto che sia necessario.

Le ragioni all'origine della depressione possono essere svariate, vanno ricercate caso per caso negli avvenimenti interni ed esterni alla vita personale.

È fondamentale individuare un terapeuta di fiducia, con cui si sente un buon incontro relazionale e lasciarsi accompagnare lungo la propria unica e individuale strada di cura.

La depressione è curabile, ne vale la pena non lasciar correre e subirne il dolore.

Paola Guerreschi

Riferimenti bibliografici:

Albasi C. (2009). Psicopatologia e ragionamento clinico. Raffaello Cortina, Milano.

American Psychiatric Association (2000). Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali. Text Revision (Dsm- IV- Tr). Masson, Milano 2002.

American Psychiatric Association (2014). Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali. Biondi G. (a cura di). (Dsm-V ). Raffaello Cortina, Milano.

Gabbard G.O. (2000). Psichiatria Psicodinamica. Raffaello Cortina, Milano.

Lingiardi V., Del Corno F., (2008). Manuale diagnostico psicodinamico. Raffaello Cortina, Milano.

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Scritto da

Dr.ssa Paola Guerreschi

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