La consulenza psicologica nella fecondazione eterologa

Ogni trattamento di pma ha un impatto emotivo sulla coppia.

24 AGO 2016 · Tempo di lettura: min.

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La consulenza psicologica nella fecondazione eterologa

La fecondazione eterologa in particolare attiva determinati stati emotivi conflittuali che necessitano di essere elaborati prima.

«Nè la carne della mia carne nè l'osso del mio osso
ma tuttavia, miracolosamente, mio.
Non dimenticare per un solo istante
che non sei cresciuto sotto il mio cuore
ma in esso.»
Anonimo

Ogni trattamento di fecondazione assistita ha un impatto emotivo notevole sui singoli partner e sulla coppia in base: all'invasività della tecnica cui si ricorre, ai tempi del trattamento, nonché alle probabilità di successo, senza considerare che già al momento in cui la coppia ricorre alla pma arriva già sofferente per via della scoperta della propria infertilità e, quindi, per la paura di non diventare genitori, e per via degli insuccessi già sperimentati.

In modo particolare la fecondazione eterologa, che consiste nella tecnica che prevede l'utilizzo di gameti (ovociti e/o spermatozoi) esterni alla coppia, proprio per questa sua peculiarità scatena delle emozioni conflittuali che sfociano in una serie di timori che andrebbero affrontati prima di decidere di sottoporsi a questa tecnica e di essere rassicurati duranti l'impiego della stessa, al fine di accogliere il proprio figlio.

Nello specifico essi consistono in:

La paura di non riconoscere il figlio come proprio; si teme che la non somiglianza fisica ricordi costantemente che quello non è il figlio proprio e di conseguenza il dolore della propria infertilità. Non si considera né che esistono altre caratteristiche che vengono apprese dai genitori e che non sono trasmesse geneticamente, nè del legame affettivo che si crea durante i 9 mesi di gravidanza.

La presenza del terzo estraneo (donatore/i): un altro aspetto da elaborare oltre al lutto per l'infertilità, è la presenza di un terzo, il donatore, che si inserisce nella relazione. Si ha la sensazione di tradire il partner infertile tant'è che spesso le coppie affrontano più serenamente questo aspetto se sono donati entrambi i gameti. Un altro terzo presente a livello più o meno consapevole è il medico che rende possibile ciò che alla coppia non è riuscito.

Il dilemma di rivelare o meno al bambino il modo in cui è stato concepito: se non sono stati elaborati bene i primi due punti e soprattutto il dolore della propria infertilità, sarà difficile comunicare al proprio figlio la modalità con cui è stato concepito; in quanto bisognerà nuovamente confrontarsi con l'ansia, la vergogna, il senso di inadeguatezza ma anche con la paura che, conoscendo la verità, il figlio un giorno possa non riconoscerli come genitori. Ecco perché nella maggior parte dei casi si potrebbe pensare sia meglio mantenere il segreto. Con l'aiuto di uno psicologo la coppia potrebbe giungere a comprendere qual è la scelta migliore, potendo conoscere e valutare le conseguenze psicologiche e relazionali del mantenere o meno il segreto, ed eventualmente quando e come rivelarlo tenendo conto anche dell'età del bambino. La cosa più importante è come rivelarlo.

Al fine di essere supportati sia durante la fase decisionale prima di sottoporsi al trattamento, che durante lo stesso; sia in un secondo momento quando i genitori dovranno decidere se comunicare o meno la modalità di concepimento e, nel primo caso, come e quando parlarne, è possibile rivolgersi ad uno psicologo che si occupa di tematiche legate all'infertilità per ricevere le indicazioni e la consulenza specifica per il proprio caso.

La legge 40, proprio per questo motivo, prevede la presenza di uno psicologo all'interno dei centri di pma per offrire la possibilità di sottoporsi ad una consulenza psicologica sia prima di scegliere il trattamento che durante lo stesso.

Spesso le coppie hanno, però, fretta di intraprendere il trattamento e rifiutano il consulto psicologico anche quando viene offerto loro. Questo avviene perché lo si vive come una perdita di tempo, si desidera trovare una soluzione immediata e definitiva, si ha fretta per l'età che passa, per i lunghi anni di attesa, per il tempo richiesto da ogni tentativo, i fallimenti e, quindi, per l'intensificarsi della paura di non riuscire a diventare genitori da cui si desidera fuggire. Prendersi del tempo invece consente di prendere in considerazione e valutare tutti gli aspetti conoscibili del percorso e il loro impatto sulla coppia nonchè contenere la paura e il dolore ed elaborare aspettative realistiche.

Dott.ssa V.Moretti

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Scritto da

Anonimo-151135

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