L' ansia

Che cos'è l'ansia? perchè tante persone ne parlano? Siamo veramente sicuri di avere una conoscenza approfondita ed accurata di essa e, soprattutto, di conoscere i modi per superarla?

26 MAR 2018 · Tempo di lettura: min.

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L' ansia

La prima precisazione da fare è che l'ansia fa parte delle emozioni secondarie (ossia quelle che richiedono una elaborazione cognitiva) e, in quanto tale, è assolutamente indispensabile alla sopravvivenza della specie.

Quali sono i sintomi dell'ansia? Le manifestazioni ansiose riguardano il sistema neurovegetativo, quello motorio e quello psichico e si accompagnano a modifiche comportamentali e motorie. Caratteristico è il senso di angoscia, di impotenza, di pericolo imminente e, a volte, di catastrofe.

Sintomatologia principale:

  • Manifestazioni neurovegetative: sudorazione, tachicardia, affanno…
  • Somatizzazioni: disturbi riguardanti vari apparati (per es: gastrointestinali e cefalee)
  • Disturbi cognitivi: difficoltà di concentrazione, di memoria e di attenzione, confusione
  • Angoscia ed eccessive preoccupazioni
  • Ritiro in se stessi
  • Senso di impotenza e difficoltà di azione
  • Disturbi del sonno

All'interno dei disturbi d'ansia rientrano delle tipologie specifiche come: disturbo d'ansia generalizzato, attacchi di panico, agorafobia, ipocondria, disturbo ossessivo compulsivo, fobia specifica, sociale...

Tutte queste patologie hanno sicuramente una cosa in comune: sono disturbiinvalidanti in grado di destabilizzare completamente la persona che ne soffre e influenzando in toto la realtà che vive (personale, relazionale, sociale e lavorativa).

Nonostante le tipologie sopra citate siano al loro interno diverse, una cosa hanno in comune: tutte le persone affette mettono in atto lo stesso meccanismo, ossia l'evitamento! si cerca di evitare una situazione, un oggetto/animale, un pensiero, un luogo etc...

L' evitamento è una delle strategie che viene messa in atto quasi automaticamente per risolvere il problema (Nardone 1993) ma che, in tutti i casi, non fa altro che peggiorare la situazione. Evitare, infatti, come anche richiedere l'aiuto di qualcuno, crea maggiori danni e, nello stesso tempo, permette al disturbo (magari in una fase iniziale) di strutturarsi e di ampliarsi a macchia d'olio.

La persona che evita o che chiede aiuto, inoltre, si sta comunicando due cose:

  • "la situazione è veramente seria e preoccupante" (con conseguente incremento della paura)
  • "da solo non ce la posso fare, non sono in grado" (con successiva e coerente diminuzione dell'autostima).

Senza contare che se oggi si evita una cosa domani se ne eviterà un'altra e così via all'infinito fino a che non ci si ritroverà chiusi in casa a scacciare nemici immaginari che ci bussano alla porta.

Secondo la psicoterapia strategica, il mio approccio di riferimento, i problemi relativi all'ansia (e quelli psicologici in generale), si mantengono e amplificano a causa delle cosiddette "tentate soluzioni disfunzionali" messe in atto dalla persona (Nardone, Salvini, 2004). Esse possono essere: evitamento, richiesta di aiuto, tentativo di scacciare i pensieri ossessivi/ricorrenti etc… Sono soluzioni che, a breve termine, sembrano alleviare la persona da tutta quella sintomatologia descritta prima ma che, a lungo termine, non fanno altro che peggiorare la situazione, cronicizzando la patologia.

A volte c'è bisogno di una persona che ci aiuti a vedere ciò che non siamo in grado di vedere, ossia altre strategie di soluzione del problema che la nostra mente, abituata ad attuare sempre le stesse, non ci permette di scoprire e utilizzare.

Cosa possiamo fare allora? Innanzitutto c'è da dire che non per forza patologie così invalidanti hanno bisogno di tempi lunghi e di sforzi eccessivi per superarle!

L'approccio strategico, con i protocolli di intervento specifici messi a punto dal Centro di Terapia Strategica di Arezzo, ha dimostrato che in breve tempo possono essere curate con successo anche patologie che la persona si porta dietro da anni ed anni. Ad esempio nel caso degli attacchi di panico il successo si attesta al 95-96%.

Un consiglio che mi sento di dare a chi ha iniziato a vivere o ha sperimentato un episodio di ansia è sicuramente non evitare e non chiedere aiuto, ossia non ricorrere alle due principali tentate soluzioni disfunzionali che vanno a peggiorare la situazione.

Se invece sono anni che vive questo tipo di patologia è arrivato il momento di rivolgersi ad un professionista esperto che possa aiutarla a superare questo disagio invalidante restituendogli il pieno possesso della propria vita.

Come scritto nel titolo, l'ansia può essere una risorsa se ben sfruttata (e se non è patologica)! E non solo perchè è indispensabile per la sopravvivenza della specie, ma anche, e soprattutto, perchè uscire da un disagio ci rende più forti! Solo chi ha vissuto un momento di difficoltà, infatti, e ne è uscito, si è rafforzato e ha acquisito maggiori competenze da spendere in ogni ambito di vita!

Vi invito a contattarmi qualora aveste dubbi, domande o richieste sull'argomento in questione.

Bibliografia di riferimento:

  • Nardone G. (1995), Paura, panico, fobie, Ponte alle Grazie, Milano.
  • Nardone G., Salvini A., Il dialogo strategico, Milano, ed Ponte alle grazie, 2004

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Scritto da

Dott.ssa Chiara Illiano

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