Ipersensibilità e persone altamente sensibili quali differenze

L’alta sensibilità e l’ipersensibilità sono tipiche di persone profondamente sensibili nei confronti delle altre persone e dell’ambiente che le circonda. Ma quali sono le differenze?

14 MAG 2020 · Ultima modifica: 19 MAG 2020 · Tempo di lettura: min.
Ipersensibilità e persone altamente sensibili quali differenze

Nonostante vengano spesso confuse, l'alta sensibilità e l'ipersensibilità sono due concetti diversi che non hanno a che fare l'una  con l'altra. Prima differenza tra tutte riguarda  il fatto che l'alta sensibilità è biologica, mentre l'ipersensibilità deriva da una necessità di adattamento.

Ipersensibilità e alta sensibilità quali differenze?

L'alta sensibilità e l'ipersensibilità sono caratteristiche comportamentali che si differenziano sia nella loro orgine, sia nel tipo di comportamento e reazione che suscitano.

L'ipersensibilità è descritta soprattuto come fragilità emotiva. Tutti noi siamo stati partecipi  o abbiamo visto situazioni sociali o lavorative, in cui una parola detta male o un fatto non grave, abbiano fatto soffrire profondamente qualcuno, senza che gli altri ne capissero esattamente il motivo.

In questi casi, probabilmente abbiamo spiegato l'accaduto con l'ipersensibilità emotiva, una  caratteristica che rispecchia un lato estremamente sensibile della persona.

D'altro canto, le persone altamente sensibili (PAS o HPS in inglese) sono quelle persone più sensibili agli stimoli ambientali rispetto ad altre: questo significa che hanno maggiore capacità di percepire stimoli sottili, sensoriali e intuitivi, che altre persone non notano.

L'alta sensibilità è una predisposizione biologica riconducibile alle strutture cerebrali come il sistema di attivazione reticolare e nervoso e che ha poco a che fare con la solidità emotiva. Come ogni predisposizione, l'altra sensibilità è  un insieme di vantaggi e svantaggi. Se da un lato infatti, tale caratteristica rende le persone ad essere più ricettive nei confroni dell'ambiente, dall'altro questo persone devono adattarsi il più possibile all'ambiente e limitarne gli  stimoli  per non esserne sovraccaricate.  

Pertanto non è detto che le persone altamente sensibili siano per forza ipersensibili: la prima caratteristica ha a che fare con la biologia e la gestione degli stimoli ambientali, mentre la seconda è un riflesso della capacità emotiva di una persona in seguito a un trauma.

Elain Aron e HPS, Highly Sensitive People

L’alta sensibilità è un termine che deriva dagli studi di Elain Aron e che descrivono persone dotate di alti livelli di sensibilità di elaborazione sensoriale (SPS Sensory Processing sensitivity).

Questa caratteristica è un vero e proprio tratto della personalità che sottende un processo cognitivo più profondo per quanto riguarda stimoli fisici, emotivi e sociali, e una maggiore sensibilità del sistema nervoso centrale.

Questa caratteristica include certi comportamenti come una spiccata intuizione per stimoli sottili o nascosti, processi cognitivi più approfonditi durante l’osservazione e la messa in atto di azioni che prevedano la simulazione di atteggiamenti altrui, la capacità di fermarsi a riflettere prima di agire, insieme ad una grande reattività (e sensibilità appunto) emotiva, sia in senso positivo che negativo.

GLi studi della dottoressa Aron, sono iniziati negli anni ’90 e sono stai poi ripresi in seguito, attraverso studi genetici, neuroscientifici ed evoluzionistici, confermando alcune caratteristiche che sono frutto dell’interazione tra ambiente e genetica, che includono:

  • Processazione sensoriale (un alto livello di SPS)
  • Maggiore risposta agli stimoli sociali ed emotivi
  • Attivazione di aree specifiche del cervello chiamate aree di neuro-sensibilità
  • Caratteristiche comportamentali
  • Difficoltà nella gestione dello stress psicofisiologico.

Alcuni studi scientifici hanno dimostrato che il 20% della popolazione è  altamente sensibile, ovvero caratterizzato da una maggiore sensibilità ed è un tratto che si trova nella stessa proporzione nei maschi e nelle femmine, e non è connesso ad altre variabili di personalità, come introversione, nevrosi, etc..

Vuoi sapere se sei una persona altamente sensibile? scoprilo con il nostro test.

Caratteristiche comportamentali: vantaggi e svantaggi delle Persone Altamente sensibili

  • Le high sensitive people, secondo gli studi dei Elaine Aron e suo marito Arthur Aron, si contraddistinguono per le caratteristiche riassumibili nell’acronimo D.O.E.S.:
  • Depth of processing: ossia la capacità di elaborare più profondamente le informazioni
  • Overarousability: ossia la caratteristica di essere più soggetti a sovrastimolazione e sovraccarico
  • Emotional Intensity o empathy: ossia la capacità di vivere con più “vividezza” le emozioni ed avere maggiore empatia.
  • Senstitivity to subtle stimuli: ossia la capacità di percepire stimoli minori e dettagli sottili delle relazioni sociali e dell’ambiente

Seguendo queste caratteristiche, possiamo tracciare alcuni comportamenti tipici delle persone altamente sensibili sia a livello di relazioni sociali, sia a livello personale.

Le persone altamente sensibili sono quelle che ...

  • Sono altamente sensibili, non come reazione a situazioni vissute o esperienze personali, ma come tratto e modo di sentire. Nascono con un sistema sensoriale molto più fine e percepiscono l'ambiente in modo più dettagliato.
  • Sono più ricettive e si preoccupano di più rispetto alla maggior parte delle persone,
  • Sono dotate di una grande empatia e cercano sempre di capire o aiutare gli altri.
  • Sono molto intuitive e hanno una profonda conoscenza emotiva di sé e degli altri, ma allo stesso tempo tendono ad essere molto coinvolti emotivamente (provano un eccesso di emozioni positive e negative).
  • Sono persone osservatrici, che riescono a percepire dai dettagli considerazioni profonde.
  • Nella maggior parte dei casi sono persone che amano la solitudine e attività solitarie (in questo modo riescono a proteggersi dall'intensità emotiva).
  • Sono persone che tendono ad affaticarsi di più e ad avere dei tempi di recupero più lunghi, a causa dell’eccessivo impatto degli stimoli esterni.

Il dono dell’alta sensibilità è allo stesso tempo un vantaggio e uno svantaggio, ma imparando a conoscerci a fondo e cercando di gestirlo il meglio possibile, può portare a farci conoscere il mondo da una prospettiva diversa e ricca di dettagli.

Sono una persona altamente sensibile? 

Se pensi di essere una persona altamente sensibile e a volte ti senti sopraffatto dagli stimoli esterni, puoi provare a cambiare il modo in cui vedi il mondo.

L'alta sensibilità è qualcosa di biologico che non si può cambiare, ma si può  cambiare il modo in cui viene interpretata trasformandola in un punto di forza. Percepire i dettagli dell'ambiente e dei comportamente delle persone e saperli leggere, avere una grande capacità empatica, capire le persone, sono tutte caratteristiche che possono essere molto positive se le incanaliamo nella giusta direzione, allontanandole dal dolore personale. Ma come fare? 

Ecco alcuni passi per iniziare:

  • inizia un processo conoscitivo di te stesso, osservando quelle situazioni che ti sovraccaricano e segnale magari su un diario.
  • Accetta la tua capacità di percepire i dettagli e di saper decifrare le tante informazioni che ti arrivano dall'ambiente, facendoti sentire diverso dagli altri (non migliore né peggiore, solo diverso)
  • Accetta di avere la capacità di provare emozioni in maniera molto intensa, ma prova a pensare a cosa faresti se tutto quel sentire fosse un po' meno pesante e cerca di agire seguendo questo pensiero.
  • Impara a dire di "no" e a concentrarti su te stesso: la tua elevata capacità empatica potrebbe portarti a non fissare limiti con gli altri e a sentirti male se non fai quello che dicono.
  • Usa le tue doti altamente sensibili a tuo vantaggio (ad esempio, iniziando una carriera nell'ambito sociale o dedicandoti ad  attività molto creative ...).
  • Affidati a uno psicologo per approfondire e conoscere al meglio le tue caratteristiche e potenzialità e per trovare il tuo benessere personale.

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Ipersensibilità emotiva, fisica e mentale

Possiamo definire l’ipersensibilità emotiva, fisica o mentale, come una forma di risposta molto forte nei riguardi degli stimoli sociali, ambientali o interiori, ovvero i processi in cui le persone riflettono su sé stesse e agiscono nel mondo e con le persone. Vediamo qualche esempio più da vicino.

Processi interiori: per esempio l’incapacità di fermare pensieri ed emozioni, l’alterazione del sonno o dell’appetito a causa di problemi, una bassa autostima e un costante paragonarsi agli altri
Relazioni con gli altri: per esempio provare una maggiore empatia ma sentirsi costantemente giudicati dagli altri, o sentirsi ferito facilmente o permaloso.
Relazioni con l’ambiente: per esempio sentirsi a disagio in presenza di assembramenti troppo grandi di persone, o in una sala con un volume troppo alto o leggendo brutte notizie sui giornali o sui social.
L'ipersensibilità tende pertanto a rendere una persona più sensibile agli umori degli altri e ai propri, a causa di un riflesso doloroso delle informazioni che percepiamo. Ma essere ipersensibili non condanna una persona alla fragilità emotiva. Le persone ipersensibili non sono meno in grado di chiunque altro di sviluppare capacità di recupero emotivo e di allenare le proprie abilità.

Per queste persone è importante imparare a gestire le proprie emozione e la propria sensibilità, utilizzando tecniche di immunità sensoriale ed emotiva che cercano di calmare e arginare l'influsso che gli altri e gli eventi hanno su di noi.

Per saperne di più su queste strategie emotive, potete contattare i nostri psicologi esperti in orientamento personale. 

Caratteristiche comportamentali delle persone ipersensibili 

Abbiamo visto che l'ipersensibilità è collegata normalmente a un vissuto emotivo e nasce come risposta eccessiva agli stimoli esterni che  in qualche modo coinvolgono le nostre emozioni e il trauma che abbiamo vissuto.

Alcuni dei comportamenti tipici dell'ipersensibilità sono:

  • Reazione eccessiva agli stimoli
  • L'iper-reazione è collegata alla storia personale, alle carenze emotive e a ciò che si è appreso nel passato (il che include anche traumi emotivi e affettivi). Per esempio se non si è stati apprezzati nel passato, si avrà la tendenza a pensare di non essere valorizzati dagli altri, reagendo in maniera esagerata a banali commenti o critiche.
  • Incapacità di gestire le proprie emozioni, finendo speso per reagire in modo esagerato con drammi o comportamenti eccessivi.
  • Comportamenti impulsivi: in seguitò all'incapacità di gestire le emozioni, le reazioni possono essere impulsive ed esagerate senza prendere in considerazione il pensiero razionale.
  • Estrema sensibilità alle opinioni altrui: l'ipersensibilità porta a sentire in maniera eccessiva anche le proprie insicurezza personali e a ricercare negli altri apprezzamento e approvazione. In questo senso le persone ipersensibili sono molto vulnerabili a critiche e commenti altrui, che possono farli sentire subito attaccati.
  • Il mondo è interpretato a partire dalla propria realtà, portando tutto a un livello personale: tutto ciò che accade o che gli altri fanno è fatto contro di loro e si sentono sempre al centro del mirino.
  • Tutte queste caratteristiche influenzano la quotidianità delle persone ipersensibili e fanno sì che le emozioni, soprattutto quelle negative, abbiano spesso il sopravvento.

Sono ipersensibile? 

Se pensi di essere ipersensibile e vuoi cercare di migliorare la tua relazione con il mondo e con te stesso, imparando a gestire le emozioni, puoi iniziare ad approfondire la conoscenza di te, quali sono i traumi  che ti hanno portato all'ipersensibilità e magari chiedere aiuto a uno psicoterapeuta.

Ma vediamo quali sono alcune delle domande che ti puoi porre. Ricordati di scrivere i  tuoi pensieri su un diario, ti aiuterà a ricordare i fatti e ad elaborare i tuoi pensieri ed emozioni. 

Iniziamo!

1. Pensa all'anno appena trascorso e rispondi a queste domande:

Quali sono le situazioni  in cui le tue emozioni si fanno più intense?  In quali situazioni ti senti attaccato e suscettibile? Quali sono le situazioni in cui tendi a perdere il controllo? Ci sono situazioni che sono accompagnate sempre dalla stessa emozione?

2. Dopo aver risposto per iscritto a queste domande, prova a pensare a un passato più remoto e rispondi a queste domande:

In quali altre situazioni del tuo passato hai provato queste stesse emozioni?
Come descriveresti le emozioni a parole? Cos'è che ti fa davvero provare quell'emozione?
Che cosa vorresti di più mentre invece non hai in quelle situazioni?
Qual è l'elemento che vorresti cambiare per non provare più quell'emozione?
3. Iniziare a mettere le parole nero su bianco, analizzando il passato e quella ferita che ti porta a reagire in modo eccessivo nel presente è il primo passo per accettarla e cambiare il nostro comportamento. Una volta fatto questo e approfondito il perché del nostro dolore, possiamo cercare di imparare a gestire le nostre emozioni.

Per esempio potremmo provare a frenare le nostre reazione impulsive inserendo qualche comportamento che ci distragga: per esempio prima di reagire, andare a un bicchiere d'acqua, cambiare posizione, contare fino a 10. Questa pausa ci permetterà di frenare l'impulsività e farci elaborare meglio la nostra reazione.

Oppure potremmo dare un nuovo significato alle situazioni che ci ricordano la vecchia ferita, guardandole da un altro punto di vista.

In ogni caso è sempre utile farci accompagnare da un professionista attraverso un nuovo processo di apprendimento, rivolto alla gestione delle emozioni e al reindirizzamento delle nostre  "reazioni eccessive". Con un aiuto esterno e professionale, potrebbe essere molto più facile superare l'ipersensibilità.

Come sapere se sono una persona Ipersensibile o altamente sensibile

Se sei una persona che si sente a disagio nella quotidianità, estremamente sensibile agli stimoli dell'ambiente e non sai come gestire le tue emozioni e tutto questo ti crea sofferenza, probabilmente la cosa più utilie da fare è consultare uno psicologo.

Non sempre è possibile affrontare il passato o la propria personalità da soli. Un processo di auto-conoscenza e psicoterapia ti permetterà di conoscere meglio te stesso e ti aiuterà a orientare le tue qualità, esperienze personali e capacità in modo adattivo e positivo per te.

empatia alta sensibilità

Caratteristiche cerebrali delle High Sensitive People

È stato dimostrato a livello scientifico che esistono persone altamente sensibili, proprio in seguito a studi di neuropsicologia che hanno aiutato a identificare le zone di attivazione nel cervello delle persone ipersensibili.

Queste differenze di attivazione sono in parte dovute a fattori genetici, ma anche a fattori di crescita ambientale. Infatti se si nasce già con una predisposizione all’alta sensibilità, crescendo questa sensibilità si amplierà ulteriormente, dal momento che le persone altamente sensibili sono particolarmente ricettive alle influenze dell’ambiente, sopratutto da bambini.

Ma quali sono le principali differenze tra il cervello di una persona altamente sensibile e una non?

  • Una risposta diversa alla dopamina. La dopamina è l’ormone legato al sentimento del piacere e della ricompensa: è responsabile di farci sentire bene quando realizziamo un’azione e ci aiuta a decidere quello che vogliamo fare, anche in base a questa sensazione. Ma sulle persone altamente sensibili o PAS, quest’ormone ha degli effetti diversi, quasi come se ne fossero immuni, in una maniera che ancora non si è riusciti a spiegare. Probabilmente questa “resistenza” alla dopamina permette alle PAS di non essere sopraffatti dai troppo stimoli e dalle emozioni forti, che li tramortirebbero, e li rende più riflessivi e attenti mentre elaborano le informazioni, prendono le decisioni o vivono esperienze quotidiane.
  • Maggiore attività dei neuroni specchio (e dell’empatia). I neuroni specchio sono neuroni che ci aiutano a capire cosa sta provando l’altro persona, confrontando i suoi comportamenti con i momenti in cui noi stessi ci siamo comportati allo stesso modo. Questo ci permette di capire come sta l’altra persona e di capire i suoi stati mentali. Questa caratteristica ci serve per diverse possibilità, prima fra tutte l’empatia. Un’attività maggiore dei neuroni specchio permette una maggiore empatia non solo verso le persone care, ma anche verso gli estranei. Questa caratteristica permette alle PAS di essere premurose, intuitive e accoglienti nei confronti delle altre persone e del loro stato d’animo, e in contrapposizioni molto sensibili per esempio a eventi forti, come per esempio a film violenti in tv, o situazioni tristi e adrenaliniche che potrebbero farle stare male.
  • Capacità di vivere le emozioni in maniera più vivida. Le emozioni, i dati sensoriali e i valori vengono elaborati in una zona del cervello chiamato corteccia prefrontale vetromediale (vmPFC). Anche se ancora non sono chiari al 100% tutti i processi regolati da tale parte e come si svolgano, sappiamo che tale area controlla e regola le emozioni e la loro intensità. Tutti gli esseri umani vivono in maniera profonda, vivida e intensa i loro momenti emotivi, ma le PAS (o HSP in inglese) dispongono di un gene che permetto loro di provare le emozioni “con una soglia maggiore”. Questo gene crea un potenziamento emotivo che influisce direttamente sul vmPFC e sull’elaborazione dell’esperienza, con un effetto molto maggiore del solito. Questa caratteristica delle persone altamente sensibili non è prettamente una questione sociale, ma riguarda il fatto di come si vivano le emozioni interiormente, ossia quanto vivide siano le emozioni dentro di loro rispetto a quello che sta succedendo intorno. Le persone HSP hanno la capacità di cogliere anche i più sottili segnali emotivi e reagire ad essi.
  • Capacità di leggere le altre persone. Nelle PAS le zone del cervello che si attivano in un contesto sociale, sono molto più intense rispetto al comune. Infatti non si attiva solo la zona del cervello collegata all’empatia, ma anche due altre zone (l’area cingolata e l’insula) che sono la “sede della coscienza e della consapevolezza del momento”, che si attivano nelle PAS al minimo stimolo sociale ed emotivo. Questo significa che l’ipersensibilità porta a un maggiore attenzione, intuizione e consapevolezza di ciò che sta accadendo in un contesto sociale.

Il dono delle persone altamente sensibili

Come abbiamo visto il dono delle persone sensibili è quello di avere una percezione più profonda della realtà: Le informazioni vengono elaborate a livello più profondo, si capiscono meglio le persone e si tende a prendersi di più cura di esse e si riescono e percepire meglio le connessioni tra le cose.

Allo stesso tempo le persone altamente sensibili possono utilizzare tutte queste informazioni per proteggersi: se ci sono cattive notizie, o una situazione non è giusta, o se le persone intorno a loro non sono proprio in buona fede, le PAS possono percepirlo prima degli altri ed evitare situazioni tossiche (anche se non sempre ci riescono). In questo modo il loro cervello è progettato per proteggerle e mantenere un ambiente sano, privo di stimoli che potrebbero sopraffarle. È pertanto importante per le persone altamente sensibili, riconoscere di esserlo, e cercare di valorizzare questi tratti fuori dal comune e allo stesso tempo proteggersi, per cercare di vivere una vita piena di valore e intuizione.

comportamenti ipersensibili

 

 

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Bibliografia

  • https://en.wikipedia.org/wiki/Elaine_Aron
  • https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4086365/
  • The Highly Sensitive Person - Elaine Aron
  • https://www.healthline.com/health/mental-health/what-its-like-highly-sensitive-person-hsp#8
  • https://www.psychologytoday.com/us/blog/the-secret-lives-introverts/201907/what-its-really-being-highly-sensitive-person https://www.psychologytoday.com/us/blog/highly-sensitive-refuge/201901/4-brain-differences-highly-sensitive-people
  • https://en.wikipedia.org/wiki/Sensory_processing_sensitivity
  • https://it.wikipedia.org/wiki/Ipersensibilit%C3%A0_(psicologia)

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2 Commenti
  • Anonimo nonimo

    Io ho scoperto di essere molto sensibile da poco tempo perché pensavo di essere un malato di mente, però non ero sicuro perché so muovermi quando serve e uno malato non può, le persone sono diverse con me e da poco ho imparato a non prendermela più evito il più possibile le situazioni che non mi piacciono, non riuscivo a capire perché mi innervosito o arrabbiavo quando c'era folla e chiasso. È vero della dopamina riesco a mantenere la calma che nemmeno gli spari mi muovono ma poi sono svenuto in piedi e la testa a penzoloni per due tre secondi e poi sono esploso come se fossi pieno di elettricità e non avevo più paura di niente e sentivo tutto più amplificato del solito, adesso che ho capito di essere fatto così che non è colpa mia cerco di conoscermi di più perché ho perso troppo tempo

  • Pavla Stastna

    Un articolo veramente interessante,sono rimasta molto entusiasta grazie 1000

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