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Io resto a casa

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Articolo rivisto dal Comitato di GuidaPsicologi

Una breve riflessione circa lo stare a casa in questi giorni di quarantena, un po' difficili per tutti.

17 MAR 2020 · Tempo di lettura: min.
Io resto a casa

#IOSTOACASA.

Un paio d'ore, il tempo di farsi una doccia, cambiarsi, mangiare e uscire. A casa si sta quando si è ammalati. E con ammalati intendo febbre sopra i 38.5°, perché al di sotto di questa temperatura si esce comunque, si va a lavorare. Basta una tachipirina e subito ti riprendi.

A casa si sta quando fuori piove, è Dicembre e fa troppo freddo per uscire.

A casa si sta alla sera accoccolati a guardare un film, assieme a qualcuno a cui si vuol bene, anche fosse un amabile animale da compagnia.

La vera vita è fuori casa. All'aperto, in compagnia, nel divertimento. A casa è solo il momento OFF di una vita piena di cose da fare.

Oggi, invece, non funziona così. Possiamo arrabbiarci, rifiutare l'ordinanza, non rispettare le regole. Ma è così e così deve essere.

E la casa diventa improvvisamente quel luogo in cui trascorrere la vita, in cui divertirsi, fare sport, stare in compagnia. I più fortunati (mi si conceda questa parola "fortunati", al quanto sciocca) sono anche in compagnia di una persona che si sono scelti. Ma molti sono costretti a casa con persone con cui non erano soliti condividere il proprio tempo. Un carcere, direbbe qualcuno.

Bene, la situazione è questa. Conviene continuare a rifiutarla, infrangere le regole, arrabbiarsi, litigare?

Vedete voi. Non servono esperti per capire che possiamo e abbiamo la possibilità (in quanto il nostro cervello è plastico) di rendere "divertente", o almeno il meno pesante possibile questo periodo.

Fare le pulizie di casa con della musica di sottofondo. Fare degli esercizi per tenersi in forma, bere un caffè affacciati alla finestra, preparare un pranzo senza correre e mangiare lentamente. Se prima erano cose scontate, ora diventano uniche, speciali, lente.

La lentezza che tanto ci spaventa è ora di affrontarla. Ma come?

Pianificazione è la parola d'ordine. Di lavori domestici, di esercizi fisici, di lettura di libri. Tutto ha un ordine. Alcuni giorni sarà più facile, altri sarà più difficile. Fa parte del gioco.

La cosa bella non è (solo) che tutto questo finirà, ma che ne usciremo arricchiti. E come?

Creando nuove routine, giocando con se stessi. Ci siamo dimenticati come si fa. Usiamo la creatività.

A tutti manca fare una passeggiata all'aperto. A tutti manca la routine che con costanza e fatica ci eravamo costruiti. Però a nessuno manca la possibilità. La possibilità di creare una nuova routine, di dare spazio a qualcosa che era stato lasciato in sospeso. La possibilità di riposare di più, la possibilità di non avere orari e scadenze.

Infine, alla mattina, quando spalancate le finestre e le porte per far entrare un po' di luce, provate a farci caso che l'aria che entra dal naso ha un sapore diverso. Che ci sono le api che stanno iniziando a fare il loro "lavoro". Che i fiori stanno iniziando a dare il meglio di sé (anche i pollini, per gli allergici!).

La solitudine è in chi vuole stare da solo. I rapporti umani e sociali sono cambiati. Si possono apprezzare i piccoli gesti, anche fosse lo schivarsi in mezzo alle strade per garantire i metri di distanza e di sicurezza.

Quando finirà, non si sa. Cosa succederà dopo nelle relazioni umane, anche questo è un mistero.

L'unica certezza è il tempo presente che, e ovunque siamo, stiamo vivendo.

Quindi, non ha senso sprecare tempo. Agendina per organizzarsi, creatività per godere della bellezza del proprio essere, esercizi a casa per tenersi in tono e buona alimentazione.

"Torneremo ad abbracciarsi più forti che mai", certo, però ora ricordiamoci che la vita sta trascorrendo anche adesso. A voi la scelta!

Dott.ssa Serena Mangano

Scritto da

Dott.ssa Serena Mangano

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