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Intelligenza collaborativa, la competenza più importante

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Articolo rivisto dal Comitato di GuidaPsicologi

Se due persone discutono di un’idea finiranno con il generare nuove idee e nuove soluzioni. Questo significa che più informazioni si condividono più soluzioni si potranno trovare.

3 SET 2018 · Tempo di lettura: min.
Intelligenza collaborativa, la competenza più importante

Se due persone discutono di un'idea finiranno con il generare nuove idee e nuove soluzioni. Questo significa che più una persona condivide con gli altri maggiore sarà la quantità di informazioni, di nozioni e quindi di soluzioni che riuscirà a trovare.

È facile quindi comprendere che generare, sviluppare e portare a compimento idee e progetti in collaborazione con altre persone è al giorno d'oggi una delle competenze più importanti di cui possiamo disporre. Per questa ragione invece di cercare di superare o di ignorare i colleghi dovremmo sempre cercare di ascoltare e capire la loro prospettiva, il loro approccio e la loro visione delle cose.

Ogni persona ha il suo modo unico e particolare di pensare, di fare domande e di affrontare le nuove sfide. Per poter lavorare assieme in modo efficace e produttivo è essenziale riuscire a comprendere il nostro modo di lavorare ma anche quello dei nostri compagni di squadra. Esplorare e comprendere le diversità all'interno del nostro gruppo di lavoro ci consentirà di migliorare la comunicazione e la collaborazione raggiungendo risultati migliori e in minor tempo.

Tutti noi disponiamo di diversi tipi di attenzione. Siamo cioè in grado di concentrarci su un particolare o un dettaglio ignorando tutto il resto oppure siamo in grado di concentrarci su un'idea in generale vagliandone i pro e i contro e siamo infine in grado di ripensare ad una idea rielaborandola e producendo nuove soluzioni e nuovi concetti (ad esempio quando cerchiamo soluzioni a vecchi problemi già incontrati in passato). Durante le nostre giornate lavorative ognuno di noi è in grado di passare da un tipo di attenzione all'altra a seconda delle situazioni in cui ci troviamo.

Tutte le tipologie di attenzione sono egualmente importanti e tutte si mescolano con i tre canali percettivi (uditivo, visivo e cinestetico) di cui ognuno di noi dispone. In questo modo, in seguito alla combinazione dei diversi tipi di attenzione con i diversi tipi di percezione, ci saranno diversi modelli mentali, ciascuno con le sue forze e le sue debolezze.

Conoscere e capire qual è il proprio modello mentale è essenziale per poter portare a termine i propri compiti e non rimanere bloccati. Prima di prendere un'importante decisione ad esempio potrebbe essere utile fare una chiacchierata con un amico o fare una passeggiata oppure resettare il proprio cervello guardando per qualche minuto fuori dalla finestra.

Così come ognuno di noi preferisce usare la mano o il piede destro o sinistro così ognuno di noi ha un suo modi preferito di pensare. Come è stato dimostrato esistono quattro diversi stili cognitivi, due per ciascun emisfero del cervello, per un totale di quattro quadranti di pensiero.

Nell'emisfero destro c'è il pensiero relazionale che ha a che fare con i sentimenti, la morale, il lavoro di squadra, i pensieri innovativi, una preferenza per il futuro e le novità.

Nell'emisfero sinistro c'è il pensiero analitico, una preferenza per i dati, i fatti, i numeri, la razionalità, i processi, la logistica, le procedure.

Ogni modo di pensare è associato con uno stile cognitivo cosa che fa sì che ognuno di noi abbia alcune abilità più marcatamente di altre. Conoscere lo stile cognitivo di noi stessi e degli altri membri del nostro team di lavoro farà aumentare la collaborazione e la comunicazione all'interno del gruppo.

Il modo migliore di apprendere, sviluppare le proprie idee e connettersi agli altri è fare domande. Una buona domanda ci può consentire di vedere il mondo da una prospettiva diversa: ogni grande idea inizia da una grande domanda.

È per questa ragione che dovremmo fare in modo che durante una riunione ciascun partecipante faccia una o più domande. Ogni membro del team di lavoro ha infatti il suo particolare modo di vedere le cose e sarà quindi portato a fare domande sulla base del suo particolare stile cognitivo mettendo in luce nuove sfaccettature della tematica presa in esame e quindi nuove soluzioni.

Dott.ssa Vania Camerin Psicologa Psicoterapeuta Funzionale ed EMDR

Fonte: "Collaborative intelligence" di Dawna Markova e Angie McArthur

Scritto da

Dott.ssa Vania Camerin Psicologa Psicoterapeuta, EMDR

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