Insoddisfazione sul lavoro: come ridurla?

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È possibile ritrovare la motivazione persa sul lavoro?

15 mar 2017 · Tempo di lettura: min.
Insoddisfazione sul lavoro: come ridurla?

"Il lavoro dovrebbe essere una grande gioia ed è ancora per molti tormento, tormento di non averlo, tormento di fare un lavoro che non serva, non giovi a un nobile scopo", (Adriano Olivetti).

Durante questo lungo periodo di crisi economica, non è raro che molte persone non siano soddisfatte del proprio lavoro. L'inizio della settimana spesso viene vissuto con ansia, stress e stanchezza. Secondo i dati di una ricerca eseguita dall'agenzia Gallup nel 2013 su 140 paesi, infatti, solo il 13% ha affermato di sentirsi felice e motivato sul posto di lavoro. Si tratta di un grande problema che colpisce non solo la produttività delle imprese ma anche il benessere psicofisico dei lavoratori.

Qual è la soluzione?

Non per tutti il rimedio può essere quello di trovare un nuovo impiego. È possibile, invece, "innamorarsi" nuovamente del proprio lavoro e ritrovare la passione per l'attività che occupa gran parte della nostra giornata. Anche chi ha una vocazione ben precisa per un determinato lavoro può soffrire nel medio-lungo periodo una perdita d'interesse. La passione per il lavoro, infatti, non riguarda solo il tipo di impiego ma anche le condizioni lavorative e il rapporto con il proprio gruppo di lavoro.

La routine, inoltre, può mandare in crisi anche i lavoratori più appassionati, proprio come succede alle coppie quando finisce la fase dell'innamoramento. Allo stesso modo, i cambiamenti nella propria vita possono trasformare anche la maniera d'intendere la nostra professione.

Prima di prendere decisioni avventate, come quella di lasciare il lavoro, è necessario porsi delle domande dirette per capire i motivi della nostra insoddisfazione. Cerca di comprendere se questa insoddisfazione sia dovuta a fattori esterni, come il troppo lavoro, un cattivo rapporto all'interno del gruppo di lavoro o, in generale, le condizioni di lavoro (stipendio, disorganizzazione, ecc.) o interni, come il troppo perfezionismo, l'abitudine o lo stress provocato da eventi esterni al lavoro.

Trovare le motivazioni

Se dopo un'attenta analisi pensiamo che non sia il caso di cambiare lavoro, è perlomeno il momento di cercare un equilibrio nella nostra relazione con il lavoro e di trovare le giuste motivazioni per andare avanti. di seguito vi presentiamo alcuni consigli.

  • Fare una lista delle cose che vogliamo cambiare, scegliendo le azioni più adatte per raggiungere i nostri obiettivi. È importante che sia un elenco realistico e che la sua attuazione dipenda principalmente da noi stessi.
  • I più perfezionisti devono cercare di riconoscere e apprezzare i risultati professionali ottenuti. Premiarsi ogni tanto permette di migliorare l'autostima.
  • È necessario migliorare i rapporti con i propri colleghi e capi, cercando di stabilire una collaborazione positiva. Se ci sono problemi, bisogna cercare il modo migliore per risolverli, senza scatenare liti o lamentarsi continuamente.
  • Se si vuole un aumento o avanzare di posizione, può essere utile intraprendere un percorso di formazione che permetta di essere adatti per quelle mansioni di cui ha bisogno l'impresa.

Non solamente i lavoratori devono fare uno sforzo per trovare le giuste motivazioni. Anche le imprese devono introdurre nuove politiche aziendali che potenzino il rispetto del lavoratore, la conciliazione fra lavoro e vita personale, promuovere periodicamente degli aumenti salariali e coinvolgere gli impiegati nella vita dell'impresa.

Se vuoi ricevere maggiori informazioni sul tema, puoi consultare il nostro elenco di professionisti esperti in orientamento professionale.

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