Il trauma nell'infanzia

Caratteristiche del trauma in infanzia: anche i bambini, se vivono esperienze stressanti, rischiano di sviluppare un disagio psicologico perciò è importante aiutarli ad elaborare tali eventi

15 mag 2019 Bambini e adolescenti - Tempo di lettura: min.

Ogni evento di natura traumatica, quale può essere una catastrofe naturale, un incidente, un lutto significativo, una malattia grave, un abuso fisico o sessuale o psicologico, porta con sé una serie di conseguenze, che dipendono in parte dal tipo di evento e dalla sua gravità e in parte dalla possibilità di elaborare e dare senso al fatto stesso insieme a persone significative, prima di tutto parlandone.

Negli adulti lo studio degli effetti del trauma ha dato origine ad una categoria diagnostica specifica, il Disturbo Post-Traumatico da Stress, tuttavia anche i bambini possono essere vittime di diverse tipologie di trauma e in questo caso hanno reazioni diverse a seconda anche dell'età e della fase evolutiva che attraversano.

Sembra che esistano tre fattori correlati in particolar modo al rischio di sviluppare un disturbo da trauma nei bambini: il primo è la gravità dell'evento stressante, il secondo la sua vicinanza nel tempo e il terzo la reazione degli adulti significativi; quest'ultimo aspetto appare molto rilevante per i bimbi, che appaiono soffrire maggiormente di conseguenze traumatiche se anche gli adulti di riferimento, soprattutto i genitori, ne sono vittima. Inoltre un'esposizione anche indiretta ad un fatto grave può causare effetti duraturi, ad esempio assistere ad un'aggressione.

Per quanto riguarda le manifestazioni del disturbo, per i bambini più piccoli spesso è difficile avere una diagnosi precisa "da manuale", in quanto fino all'età scolare le capacità verbali e la padronanza linguistica sono più ridotte ed è necessaria un'attenta valutazione fatta da un professionista e con la collaborazione degli adulti significativi che meglio conoscono i bambini. Esistono quindi liste di sintomi legati a traumi adeguate alla prima infanzia, come:

  • paure generalizzate come ansia da separazione, timore verso gli sconosciuti;
  • tendenza ad evitare situazioni che possono essere o meno legate al trauma;
  • disturbi del sonno;
  • gioco o disegno traumatico, con poca coerenza o con tematiche spaventose;
  • comportamenti regressivi (succhiarsi il pollice, bagnare il letto, avere paura del buio);
  • comportamenti antisociali, aggressivi e distruttivi.

I bambini più grandi, in età scolare, oltre a questi comportamenti possono manifestare anche quelli che vengono definiti "sfasamenti temporali" (cioè sbagliare a collocare gli eventi nel tempo) e "presagi" (cioè credere che esistano segnali d'allarme che predicono il trauma), che non si riscontrano negli adulti. Di conseguenza i bambini possono convincersi che, se saranno attenti, potranno riconoscere questi segnali premonitori, evitando esperienze simili in futuro. Come i più piccoli inoltre tendono a rappresentare il trauma nei giochi e nei disegni, oltre che nelle verbalizzazioni.

Ci sono quindi alcuni elementi di attenzione nella clinica del trauma: l'importanza di una diagnosi precoce del disturbo, con una rilevazione attenta dei sintomi e un trattamento terapeutico adeguato, che tenga conto non solo degli aspetti di trauma o di rischio per lo sviluppo possibile di traumi, ma anche degli elementi protettivi presenti. Infine, un elemento che riguarda in generale gli adulti di riferimento del bambino, è l'attenzione a prevenire traumi minori e indiretti, qualora siano legati a comportamenti non adeguati ed evitabili, ad esempio lasciare il bambino da solo davanti a programmi televisivi con contenuti non adatti alla sua età.

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