Il ruolo dei genitori nello sport

Lo sport è una componente importante nella vita dei nostri figli. Come possiamo valorizzare questa preziosa esperienza e promuovere in modo adeguato l’attività sportiva dei nostri ragazzi?

30 apr 2014 Psicologia e famiglia - Tempo di lettura: min.

Lo sport è una componente importante nella vita dei nostri figli e costituisce per loro una grande risorsa svolgendo un’importante funzione educativa.

Come possiamo quindi valorizzare al massimo questa preziosa esperienza e promuovere in modo appropriato l’attività sportiva dei nostri ragazzi?

Ecco 5 consigli per supportare i nostri figli ad uno stile di vita sano e attivo, valorizzare le loro inclinazioni e desideri in tema di scelte sportive e sostenerli nella propria crescita agonistica senza pressioni.

1. Valorizziamo le loro emozioni. Non sminuiamo ansie preoccupazioni con un “Cosa vuoi che sia?”, piuttosto accompagniamoli nella rilettura positiva di questo vissuto, spiegando che è segno di impegno e dedizione e che anche i grandi campioni lo vivono.

2. Rispettiamo i loro desideri e sosteniamo le loro inclinazioni sportive. Ricordiamoci sempre che i nostri figli sono diversi da noi. Non proiettiamo su di loro il nostri sogni o desideri mancati, costringendoli a rivivere il nostro passato sportivo e a diventare i campioni che non siamo stati.

3. Dimostriamo approvazione, orgoglio e rispetto indipendentemente dal risultato. La sconfitta è già un fardello molto pesante da sopportare, non aggraviamolo anche dalla preoccupazione di averci deluso o di aver disatteso le nostre aspettative.

4. Diamo fiducia all’allenatore e non sostituiamoci a lui. E’ un punto di riferimento importante per i nostri figli, solo se noi per primi rispettiamo il suo ruolo e la sua competenza potranno farlo anche loro.  

5. Cerchiamo di essere sempre un esempio e un modello di etica sportiva per i nostri figli. Anche quando siamo in tribuna facciamo in modo che il nostro comportamento sia irreprensibile nei confronti di avversari, allenatori e giudici o arbitri.

…D’altronde come insegna Sant’Alberto Hurtado, “È più facile insegnare che educare, perché per insegnare basta sapere, per educare bisogna essere”.

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