​Il primo incontro con lo psicologo: cosa aspettarsi?

Che cosa succede nel primo incontro con lo psicologo? Nel seguente articolo ho raccolto gli interrogativi più comuni, nell'obiettivo di rispondervi e fare chiarezza su cosa aspettarsi.

22 GIU 2020 · Tempo di lettura: min.

PUBBLICITÀ

​Il primo incontro con lo psicologo: cosa aspettarsi?

Nella mia esperienza professionale, mi capita quasi sempre di incontrare persone che non sono mai state prima da uno psicologo. Più raramente qualcuno mi chiede aiuto dopo averne già fatto esperienza, ma spesso questo è avvenuto molti anni addietro, addirittura nell'infanzia o nell'adolescenza. Ad eccezione di questi rari casi, chi mi contatta esplicita fin dal primo contatto o colloquio i suoi timori relativi a questa prima esperienza.

Approcciarsi per la prima volta ad uno psicologo può indubbiamente essere una fonte di ansia e timore.

Proprio in vista di questo evento, la persona formula inevitabilmente una serie di fantasie e cerca di prefigurarsi nella mente come il colloquio potrebbe svolgersi a livello pratico: questa operazione mentale è un processo tipico che la nostra mente attua rispetto alle situazioni nuove, poiché ci consente di essere più preparati a livello sia emotivo che cognitivo. Le fantasie rispetto allo psicologo sono le più svariate e dipendono dalle pregresse esperienze di ciascuno di noi. Talvolta può accadere di essere bloccati dal vedere un professionista poiché abbiamo delle fantasie o credenze che però sono molto distanti dalla realtà, oppure addirittura siamo bloccati proprio dall'impossibilità di "prefigurarci mentalmente" questo incontro, che ci spaventa troppo.

I dubbi relativi all'incontro ruotano più frequentemente intorno ad alcune domande, che generalmente sono:

- Che cosa dovrò dirgli o raccontare di me? Devo preparare un discorso? - Cosa mi dirà? Quali sono le domande strane che potrà farmi? - Come si comporterà nei miei confronti? Si aspetta qualcosa in particolare? - Come funziona la seduta?

Gli interrogativi sono molteplici e tutti assolutamente legittimi, perché l'incontro con uno psicologo è qualcosa che ci mette dinnanzi ad una situazione nuova ed emotivamente molto coinvolgente. Spesso le persone si rivolgono allo psicologo dopo averci ragionato mesi o addirittura anni: questo fa sì che vi sia un accumulo fisiologico di domande, dubbi, fantasie e timori. Formulare una richiesta di aiuto non è un'operazione semplice, poiché richiede una forte motivazione ed un certo grado di consapevolezza di sé.

Per facilitare questa richiesta, così coinvolgente e spesso difficile da gestire a livello emotivo, può essere utile fare un po' di chiarezza sui più comuni interrogativi. Chiarire questi elementi può essere infatti utile per vincere il "timore" di un primo incontro ed approcciarsi ad una richiesta di aiuto con maggior serenità.

1) Che cosa dovrò dirgli o raccontare di me? Devo preparare un discorso? Non è assolutamente necessario preparare un discorso, poiché la prima seduta con uno psicologo è una forma di dialogo piuttosto che un monologo solitario. La persona avrà lo spazio affinché possa spiegare i suoi obiettivi e raccontarsi, mentre lo psicologo è nella posizione di ascoltare, comprendere ed accogliere: questo potrà farlo anche attraverso la formulazione di domande. Qualora ci fosse il dubbio di non sapere da dove cominciare o cosa dire di preciso, (infatti può succedere di essere confusi ed imbarazzati al primo incontro), questo non costituisce un problema: in questi casi, sarà lo psicologo stesso a farci da guida e potrà porci le domande giuste che ci facilitino la spiegazione di ciò che sentiamo. Può anche accadere di rivolgersi ad uno psicologo senza avere un'idea precisa di quali siano i nostri obiettivi e di cosa possa essere fatto: anche in questo caso, sarà compito dello psicologo aiutarci a fare maggior chiarezza su quali siano i problemi e come si possa procedere per affrontarli.

2) Cosa mi dirà? Quali sono le domande strane che potrà farmi? L'obiettivo del primo colloquio è quello di conoscersi reciprocamente: lo psicologo, prima di formulare delle ipotesi di lavoro, ha necessità di comprendere chi ha davanti e quali sono le sue motivazioni. Il colloquio sarà quindi indirizzato a poter creare una relazione positiva di accoglienza e alla raccolta di alcune informazioni essenziali, ad esempio: quale sia il disagio o il problema che si desidera affrontare, quali obiettivi si desiderano raggiungere e quali sono le aspettative, la nostra storia personale. Le domande che potrà formulare saranno quindi volte a raggiungere una reciproca conoscenza, ma non sono mai "strane", piuttosto potranno essere delle domande che ci suonano come "insolite", poiché il processo di conoscenza profonda implica spesso la formulazione di domande nuove. (Formulare le giuste domande è uno degli strumenti più importanti dello psicologo.) A seconda dello stile di conduzione, ci saranno psicologi che saranno più in posizione di ascolto ed altri che avranno un ruolo più attivo e partecipativo, ma in generale lo psicologo si sa adattare sulla base della persona che ha dinnanzi, nell'obiettivo di farla sentire a suo agio. Non ci sono quindi regole fisse.

3) Come si comporterà nei miei confronti? Si aspetta qualcosa in particolare? Lo psicologo ci accoglie nell'obiettivo di conoscerci e capire come sia possibile lavorare insieme. I suoi comportamenti sono volti alla creazione di una relazione positiva e saranno sempre direzionati verso il nostro benessere ed interesse. In tal senso, lo psicologo non si aspetta niente da noi e non servono discorsi preparati da studiare a casa per cercare di fare una buona impressione su di lui: il primo colloquio non serve alla formulazione di giudizi definitivi sulla persona, ma alla creazione di un clima di fiducia. Ciò che ci possiamo aspettare da lui è che ci accolga, ci faccia esporre il più liberamente possibile la nostra situazione restando in ascolto e, se necessario, formulando domande per chiarificare alcuni punti salienti della nostra storia.

4) Come funziona la seduta? Il primo colloquio e gli incontri successivi durano tra i 50 e i 60 minuti e si svolgono in una stanza silenziosa ed accogliente, in grado di garantirci la privacy rispetto a ciò che diremo. Durante il primo incontro, generalmente il soggetto non deve assolvere a nessun compito. È invece un compito importante dello psicologo quello di fornire durante la prima seduta (o precedentemente) il modulo contenente il consenso informato e la privacy. Il modulo è un documento nel quale vengono fornite informazioni chiare su come funziona un percorso psicologico, mentre la privacy è uno strumento di tutela e protezione in merito ai dati personali ed ai contenuti che verranno trattati durante il percorso, che sono soggetti al segreto professionale. Proprio in questa sede, lo psicologo potrà darci tutte le informazioni sul suo metodo di lavoro, insieme ad un chiarimento rispetto a ciò che ci possiamo aspettare dal percorso: noi stessi possiamo fargli qualsiasi domanda ed esprimere ogni dubbio o timore che abbiamo.

Come si può uscire dal primo incontro con uno psicologo?

Le esperienze possono essere diversissime, a seconda della storia personale del soggetto e del professionista. Può succedere che il primo incontro con uno psicologo attivi tante emozioni contrastanti. Alcuni lo affrontano con maggiore serenità e curiosità, mentre altri possono essere più coinvolti emotivamente, più ansiosi e preoccupati. Non è infrequente che si verifichino dei grandi pianti liberatori, spesso tenuti nel groppo molto a lungo: l'incontro con lo psicologo è il luogo giusto e protetto in cui lasciarci finalmente andare. Non esiste una formula giusta rispetto a come "ci si dovrebbe sentire" nel primo colloquio, poiché siamo tutti diversi e sono diverse le situazioni in cui chiediamo aiuto.

Nella mia esperienza, le persone riferiscono di provare un senso di generale "sollievo" per aver finalmente fatto questo passo. La sensazione di essere stati accolti, compresi e riconosciuti sono altri importanti vissuti che accomunano le persone dopo questo incontro.

Niente di strano e di astruso succede, dunque, nel primo incontro con lo psicologo. Non possiamo aspettarci nulla di diverso che un dialogo tra due persone che cercano di conoscersi reciprocamente e di raggiungere un medesimo obbiettivo: farci stare meglio.

PUBBLICITÀ

Scritto da

Cristina Paschina

Lascia un commento

PUBBLICITÀ

ultimi articoli su psicoterapia