Il peccato originale – la verità che nessuno ti ha detto mai – parte seconda

Ci sono cose che nn avrei voluto scoprire.....ma nn potevo negarmi la voglia di osare....e di cercare sempre e comunque la verita'.....e cosi' ho provato a farmi male....

11 MAR 2014 · Tempo di lettura: min.

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Il peccato originale – la verità che nessuno ti ha detto mai – parte seconda

Te lo ricordi dove eravamo rimasti, vero?

Al fatto che per quanto fermamente pensiamo di essere liberi, liberi per davvero non lo siamo né lo saremo mai fino a quando non capiamo cosa ci tiene prigionieri, stropicciandoci gli occhi dell'anima perché i sensi finalmente riescano a vedere…

Quello che impariamo nei primi cinque anni della nostra vita deciderà per noi, e lo farà senza esitazioni. Noi non lo dimentichiamo mai di essere stati ominidi, e gli ominidi erano fragili. Pensa che tra tutti i mammiferi siamo i più fragili in assoluto. I nostri cuccioli sono persino più fragili di quelli di un topolino. Questo perché veniamo al mondo molto prima di quando dovremmo.

La nostra nascita biologica ci vuole alla luce tra 17 e 21 mesi, invece noi veniamo al mondo solo dopo appena 9 mesi. Se non venissimo cacciati violentemente fuori dalla culla di mamma il nostro cervello si ingrandirebbe così tanto che non potremmo uscire più. Resteremmo prigionieri in quella culla fino a morire. Sarebbe una bara. Invece la Natura ci spinge fuori, e ci fa uscire dal Paradiso (l'utero è caldo, avvolgente, e il liquido amniotico ci fa dondolare soavi in una estasi che vorremmo non finisse mai), per farci incontrare l'inferno della vita. Piangiamo per questo appena nati, non solo per liberare le vie respiratorie.

Siamo così fragili che per noi è fondamentale ci sia qualcuno che sappia prendersi cura di noi. A questo qualcuno ci leghiamo come l'edera, fino quasi a farne parte di noi. Da questo qualcuno ci aspettiamo amore incondizionato, l'appagamento di ogni nostro desiderio, la pace di ogni nostro bisogno. Su questo qualcuno investiamo tutte le emozioni che possiamo, e gli diamo la nostra stessa vita. Ma questo qualcuno prima o poi ci tradirà, come Pietro, il discepolo che più di tutti amava il Cristo fino a diventare apostolo, eppure non lo riconobbe.

Come tante volte mamma o papà non ci riconosceva, o non ci riconosce, e ci chiede, aspettandosi da noi. E noi per non deludere, diamo, ma diamo ciò che lei o lui vorrebbe da noi. Non diamo noi. E mentre diamo il dolore dentro è forte. Ma silenzioso. Quando chi avrebbe dovuto darci amore ce lo ha negato, lo abbiamo odiato, ma non avremmo mai e poi mai potuto gridarlo quell'odio, altrimenti lo avremmo perso, e per noi sarebbe stata la fine. Non potevamo neppure permetterci di piangere. Pensa a cosa sarebbe successo ad un piccolo di ominide se avesse pianto in mezzo alla savana, con le sue foglie alte e folte. I primi ad accorgersi di lui sarebbero stati i predatori. Lo avrebbero massacrato. Allora nessun pianto. Fingiamo di essere forti, anche se sappiamo non lo siamo mai davanti al dolore. Per questo impariamo a non ribellarci mai a mamma o a papà, se non con le malattie, perché quelle ci tolgono ogni responsabilità.

Un giorno ti dimostrerò come ogni malattia è un grido di ribellione contro qualcosa. Ogni singola malattia che esiste in medicina. Ma è una ribellione strozzata. Dirottata vigliaccamente verso qualcosa che sappia far male senza colpire mai. Purtroppo però fa male solo a chi la prova, non a chi quella malattia avrebbe dovuto ferire. Attimo dopo attimo, dal transagire quotidiano con mamma e papà, tu formi il tuo carattere, lo formi in ogni suo aspetto. E quel carattere diventa la tua cella, la prigione in cui sconterai gli anni più belli della vita tua. La gioventù dei sensi, l'adolescenza delle emozioni, l'età dell'oro dei desideri.

Ti innamorerai, senza rendertene conto un solo istante, di qualcuno, tra la gente, che sta recitando il copione di mamma o di papà, e che magari gli somiglia pure. E tutto quello che non sei riuscito a vivere bene con papà e mamma lo vivrai male con quel qualcuno che gli somiglierà e che tu sceglierai, innamorandoti.

Quello che noi siamo soliti chiamare Amore, e che viene esaltato nelle arti, nella letteratura, nel cinema, nella musica, altro non è se non il tentativo di darci un'altra possibilità, nell'illusione che come in un meraviglioso sogno si possa poi tornare indietro e riscrivere ciò che nell'infanzia della vita non è stato scritto: la favola che avremmo sempre desiderato vivere. In realtà non è così, non lo sarà mai. Papà e mamma sono esseri umani, e sbagliano come esseri umani, e non per questo non amano quando lo fanno. Perché anche loro hanno sofferto da bambini, lo han fatto comunque, e senza volerlo, come non lo vuoi tu ma non puoi far nulla per impedirlo se non capire…e perdonare, perdonandoti, hanno fatto gli stessi errori dei loro genitori. Chiunque riceve dolore poi quel dolore lo dà, e lo dà alle persone che ama di più, fino quasi a distruggerle. E lo fa per amore. Un amore sbagliato. Che si fa veleno.

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La prossima volta ti insegnerò come provare a reagire a tutto questo, regalandoti la libertà di inventarti la tua vita, prima che qualcun altro la inventi per te. Perché non c'è gioia più meravigliosa al mondo che quella che provi quando crei, quando fai nascere qualcosa che prima non c'era. In fondo il peccato originale della Bibbia è quello di esser come Dio. Ma Dio crea, inventa, come un artista. E quando in gioco c'è la tua vita da inventare, da creare, da colorare di te e di tutto ciò che nasce da te, nessun peccato può essere più bello di questo.

“Ama, ama follemente, ama più che puoi e se ti dicono che è peccato, ama il tuo peccato e sarai innocente." ……… Jim Morrison

Tutto il resto viene da sé….

Francesco Attorre

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