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Il panico. Sintomi e cura.

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Articolo rivisto dal Comitato di GuidaPsicologi

L'attacco di panico può essere definito come uno stato d'ansia intenso e acuto, di durata breve, ma molto grave, durante il quale si sperimenta una sensazione di catastrofe imminente

11 FEB 2015 · Tempo di lettura: min.
Il panico. Sintomi e cura.

Cosa sono gli attacchi di panico? Quali sono i sintomi degli attacchi di panico?

L'attacco di panico può essere definito come uno stato d'ansia intenso e acuto, di durata breve, ma molto grave, durante il quale si sperimenta una sensazione di catastrofe imminente, paura di impazzire, di perdere il controllo, di svenire o di morire, accompagnate da sintomi come tachicardia, dolori al petto, sensazione di soffocamento, sensazione di confusione, vertigini, difficoltà di deambulazione, forte sudorazione, nausea e brividi. Ogni attacco ha durata variabile, da pochi minuti ad un'ora, ed è seguito da un forte senso di malessere, disagio ed apprensione.

Può accadere che le persone sviluppino anche la paura degli attacchi di panico, trovandosi letteralmente a vivere nel terrore che l'attacco di panico si ripresenti. Gli attacchi di panico possono essere associati ad agorafobia.

Quali sono le cause degli attacchi di panico?

Le origini dell'attacco di panico si trovano in molti fattori, alcuni che riguardano la propria infanzia e altri che invece continuano ad agire nel presente. È importante non sottovalutarli e prendere subito dei provvedimenti seri perché gli attacchi di panico sono segno di un malessere profondo, come per esempio una situazione familiare difficile da gestire, un serio problema sul posto di lavoro o qualcosa che ha riaperto una ferita antica.

Come curare gli attacchi di panico?

Ogni persona è diversa dalle altre perciò non si può parlare di una terapia standard valida per tutti. La persona vittima degli attacchi di panico deve richiedere l'intervento di uno psicologo che, dopo una valutazione attenta, capirà qual è la terapia migliore per quel paziente. In generale, la terapia può andare dal sostegno psicologico fino al lavoro d'equipe con uno psichiatra, quando sono necessari gli psicofarmaci. Ovviamente gli psicofarmaci devono essere utilizzati sempre sotto la guida di uno psichiatra (che è l'unica figura che può prescriverli!) e non devono essere considerati sempre come la migliore cura al disagio psicologico. Essi, infatti, possono avere degli effetti sui sintomi, ma non sulla causa della sofferenza delle persone.

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Scritto da

Dr. Andrea Cappabianca - Psicologo Napoli

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