Il lutto prenatale

Aspetti psicologici dell'aborto prenatale. Vissuto della donna e della coppia e possibili conseguenze sul piano emotivo-esistenziale.

27 LUG 2020 · Tempo di lettura: min.
Il lutto prenatale

Tante donne nel tempo si sono sentite riprese solo perché, vista l'alta incidenza dell'aborto spontaneo, tale evento viene percepito come qualcosa che "può capitare a tutte". Così, spogliato della sua drammaticità, viene tendenzialmente banalizzato. Molte donne raccontano che dopo l'aborto si sono sentite rimproverate per i sentimenti di tristezza e di sconforto avvertiti. I loro racconti sono intrisi di un profondo senso di solitudine che nella maggior parte dei casi non ha avuto il giusto supporto e la giusta accoglienza. In realtà l'aborto spontaneo è un vero e proprio evento traumatico, un lutto reale che viene vissuto dalla coppia e più da vicino dalla donna.

Le statistiche in merito affermano che vi è una percentuale che oscilla tra il 10 e 30% di casi che terminano con un aborto spontaneo e il 17% di questi si presenta nelle prime settimane di gravidanza.

Si parla di aborto spontaneo quando la perdita del feto avviene tra la prima e la 24esima settimana di gestazione o prima del raggiungimento della vitalità del feto stesso.

In termini tecnici, l'aborto prende diverse accezioni a secondo del periodo gestazionale in cui avviene:

  • Aborto spontaneo (prima della ventiduesima settimana di gestazione)
  • Morte intrauterina (dopo la ventiduesima settimana di gestazione)
  • Morte in utero precoce (dalla ventiduesima alla ventottesima settimana)
  • Morte in utero tardiva (dopo la ventottesima settimana)
  • Lutto perinatale (dalla ventiduesima o ventisettesima settimana di gestazione, fino al primo mese dopo il parto)

Per quanto la terminologia ci aiuti a inquadrare la tipologia di aborto resta il fatto imprescindibile che l'aborto lascia un segno indelebile nel cuore di chi lo vive. Infatti esso viene annoverato tra gli eventi paranormativi del ciclo di vita ovvero tra quegli avvenimenti che avvengono in maniera del tutto imprevedibile ed incontrollabile ed è propria tale caratteristica che diventa prerogativa del possibile insorgere di traumi psicologici. Gli eventi paranormativi infatti si intrecciano agli eventi normativi (matrimonio, nascita dei figli, adolescenza dei figli, età adulta e invecchiamento) alterando il consueto procedere del ciclo di vita familiare ed e individuale.

La gravidanza è di per sé un momento particolare e capita spesso di avere scarse informazioni rispetto a cosa potrebbe accadere, quali sono i cambiamenti fisici che si generano, quali vissuti emotivi che attendono. Possono sopraggiungere ansia, insicurezza e paure che si mescolano con emozioni piacevoli che hanno a che vedere con le aspettative nei confronti del futuro nascituro. Il naturale arricchimento della sfera emozionale può virare però verso stati ansiosi pervasivi e pensieri angosciosi che possono accompagnare la gravidanza fin dalla sua scoperta. E' un momento molto delicato e lo diventa ancor di più se ci si scontra con un aborto.

È come se ad un certo punto tagliassero la via di comunicazione esclusiva che si è instaurata tra madre e figlio. Un legame psico-fisico unico che viene reciso in maniera brusca. Per chi la vive il dolore percepito è insopportabile. In particolare la donna si trova a dover affrontare il dolore e la sofferenza su più livelli: emotivo, fisico e relazionale. La ferita viene percepita come incolmabile e il senso di sé, il suo essere donna, viene messo a dura prova. Spesso la consapevolezza di non avere alcun controllo sull'evento può portare ad un vero e proprio stato di shock. Nonostante il trauma legato all'evento sia strettamente legato alle caratteristiche della coppia e nello specifico della donna è possibile delineare delle costanti come:

  • La sensazione di vuoto
  • La confusione
  • Umore depresso
  • Senso di colpa
  • Isolamento
  • Rabbia

Nei casi più gravi si può incorrere in idee suicidarie e tendenze autolesioniste.

Ovviamente i casi più gravi sono generalmente legati ad una malattia mentale pregressa che aumenta i fattori di rischio.

Pertanto illutto prenatale deve essere considerato un evento traumatico importante che se non adeguatamente e tempestivamente trattato può sfociare in disturbi psicologici come:

  • Depressione
  • Disturbi d'ansia
  • Disturbo post traumatico da stress
  • Psicosi

La cosa fondamentale da fare in questi momenti è quella di parlare e condividere il dolore, dando voce alla sofferenza e avviando così il processo di elaborazione del lutto. Non sempre la coppia e la donna riescono a mobilitare le proprie risorse per avviare il processo di elaborazione del lutto. In questi casi è opportuno richiedere l'intervento di una figura professionale che sia capace di condurre la coppia verso un nuovo assetto.

Scritto da

Dott.ssa Stefania Manganaro

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