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Il gruppo di caregivers di persone con demenza

Gli aspetti positivi nel caregiving solo recentemente sono diventati oggetto di studio e, ancora più innovativa e rilevante dal punto di vista clinico, rispetto alla già avviata ricerca sugl

11 NOV 2015 · Tempo di lettura: min.
Il gruppo di caregivers di persone con demenza

La letteratura più recente dimostra che fattori come la qualità della relazione, la motivazione interna e altre caratteristiche interne come la stabilità emotiva, il senso di padronanza e competenza, l'autoefficacia e il coping attivo influenzano positivamente la considerazione dello stress e moderano il distress emozionale del caregiver che si prende cura di una persona con demenza.

Altri fattori sono invece in grado di promuovere il caregiving da onere, impegno e distress a esperienza di crescita personale e di relazione gratificante e appagante. L'esperienza positiva nel caregiving dipende dalla cura della persona piuttosto che della demenza e dalla capacità di riconsiderare le difficoltà del caregiving attribuendo ad esse significati nuovi.

Gli interventi dedicati a coloro che si occupano di persone con demenza si dimostrano efficaci se mirati e multidimensionali, tuttavia, come nel caso della psicoterapia cognitivo-comportamentale, le tecniche apprese risultano alleviare il distress emozionale a breve termine ma non promuovono la ricerca di significati più adattivi nel caregiving e, forse di conseguenza, non influenzano il ricorso all'istituzionalizzazione della persona cara con demenza.

Terapia di gruppo per caregivers

Il gruppo costituisce un contesto terapeutico di per sé (Yalom et al., 2005): al di là delle tecniche impiegabili, sicuramente integrabili, è soprattutto il luogo e il tempo, il qui e ora di un'esperienza interpersonale che cura attraverso la relazione tra i membri, mediata dai processi di risonanza e specularità affettiva. Esso è lo spazio inter soggettivo per promuovere resilienza e sviluppo personale attraverso la consapevolezza emotiva, l'accettazione delle modalità affettive emergenti, la co-costruzione di nuovi significati e l'assunzione di responsabilità.

Un gruppo terapeutico ispirato al un modello integrativo EAIE (Menoni & Iannelli, 2011) può accogliere, contenere e integrare il distress emozionale di caregivers che assistono e si prendono cura di una persona con demenza, inoltre, i processi esperienziali e intersoggettivi, attivati dall'appartenenza a un gruppo sicuro e protetto (affettività), favoriscono la crescita in complessità del sistema-persona (evolutività).

Aspetti positivi del caregiving

Come è stato accennato prima, gli aspetti positivi nel caregiving solo recentemente sono diventati oggetto di studio e, ancora più innovativa e rilevante dal punto di vista clinico, rispetto alla già avviata ricerca sugli aspetti di resilienza del caregiver, è l'esplorazione e l'analisi dei fattori che favoriscono la soddisfazione e la ricerca di significato nel prendersi cura di una persona con demenza. Altrettanto innovativo, a partire da queste evidenze scientifiche, sarebbe un modello di intervento sul caregiving che avesse come obiettivo l'attivazione di risorse interne a disposizione dei caregivers.

La tesi ha voluto dimostrare che il gruppo terapeutico, per la sua valenza integrativa intrinseca, non solo risponde multidimensionalmente ai bisogni del caregiving, ma soprattutto promuove e arricchisce la resilienza della persona prima di quella del caregiver.

Scritto da

Dott. Federico Fontana

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