Il dramma del ritorno a scuola

Così come noi adulti rispondiamo quando avvertiamo una minaccia per la nostra libertà, altrettanto fanno i ragazzi e questo è tanto più vero e manifesto nel rientro dalle ferie, quando il sa

15 OTT 2014 · Tempo di lettura: min.
Il dramma del ritorno a scuola
Il ritorno tra i banchi scolastici può rappresentare un vero dramma per il ragazzo cui i genitori non sanno come far fronte anche perché, spesso, non ne comprendono la causa.

Allora provate a immaginare come sarebbe per voi lavorare sapendo di dover essere continuamente messi in discussione dal vostro capo, subendo giorno dopo giorno il confronto con i vostri colleghi, dovendo rispettare sempre delle scadenze, delle regole inflessibili, degli orari senza libero arbitrio di poter prendere un giorno di ferie.

Così come noi adulti rispondiamo quando avvertiamo una minaccia per la nostra libertà, altrettanto fanno i ragazzi e questo è tanto più vero e manifesto nel rientro dalle ferie, quando il sapore della libertà è stato più forte. Per questo occorre tempo prima che il ragazzo si abitui alla nuova condizione, ma, ancora di più, occorre la capacità del genitore di comprendere e far fronte ai suoi stati d’animo.

A scuola, il ragazzo, non ha la libertà di movimento ed espressione necessaria al suo benessere: il suo è un lavoro a ciclo continuo che inizia in aula e termina a casa quando si troverà ad affrontare tutta una mole di compiti che inevitabilmente ruberanno tempo e spazio agli interessi e alla socializzazione, entrambi indispensabili per la crescita.

E non stupisce che i dati raccolti dalle ultime ricerche evidenzino una massiccia presenza di disturbi d’ansia e depressione anche nella fascia di popolazione più giovane.

Diviene importante allora che il bambino o il ragazzo imparino a fare i conti con le proprie ansie, non senza il supporto dei familiari. Ecco allora qualche piccolo consiglio

  1. Anticipare le aspettative: conoscere i nuovi insegnanti,gli orari delle lezioni, le materie che si dovranno affrontare preclude l’ansia che aspettative irrealistiche potrebbero determinare
  2. Non rinunciare al proprio benessere: il sonno e l’esercizio fisico sono indispensabili. Dormire tra le 7 e le 8 ore a notte e dedicarsi magari ad un’attività che rispetta le proprie preferenze può rappresentare un ottimo aiuto.
  3. Incoraggiate vostro figlio a discutere delle proprie paure: lasciandogli uno spazio di discussione non giudicante egli avrà modo di confrontarsi con il suo stesso malessere e, nella sicurezza di una presenza, troverà un supporto che lo aiuterà a sentirsi più forte.
  4. Rivolgersi ad un esperto: se l’ansia ha ripercussioni importanti sulla vita scolastica e sociale del ragazzo, allora è bene richiedere un aiuto professionale.

Nel ritorno a scuola l’ansia è un fattore comune: non dobbiamo quindi allarmarci più del dovuto se il nostro ragazzo non sarà da subito pronto ad affrontare il nuovo anno accademico. D’altra parte, se ci riflettiamo, possiamo accorgerci di come anche noi adulti, nel rientro a lavoro, abbiamo sperimentato un simile vissuto.

L’ansia non è nociva, anzi, entro certi limiti è una spinta in più verso il miglioramento: accelera le nostre prestazioni, ci induce ad applicarci in maniera più intensa e, soprattutto, ci difende da eventuali pericoli che potrebbero minacciare il nostro organismo. E’ un mezzo di difesa, dunque, di cui la natura ci ha dotati e di cui non possiamo dispensare. E’ l’eccesso quello da cui bisogna tenersi in guardia.

 

Scritto da

Dr.ssa Daniela Saurini

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