Il doppio legame: che cos'è, come funziona, come si può rompere

Il doppio legame è un elemento patologico della comunicazione, poiché non raggiunge l'obiettivo proprio del mezzo comunicativo: esprimere un messaggio.

17 GEN 2014 · Tempo di lettura: min.

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Il doppio legame: che cos'è, come funziona, come si può rompere

"È possibile descrivere gli elementi di doppio legame come segue: due o più persone sono coinvolte in una relazione che ha un alto valore di sopravvivenza fisica e/o psicologica per una di esse o per tutte. In un simile contesto viene dato un messaggio che è strutturato in modo tale che asserisce qualcosa, asserisce qualcosa sulla propria asserzione e queste due asserzioni si escludono a vicenda. Il significato del messaggio è perciò indecidibile. Infine, si impedisce al ricettore del messaggio di uscir fuori dallo schema stabilito da questo messaggio, o metacomunicando (commentandolo) su esso o chiudendosi in sé stesso. Una persona in una situazione di doppio legame è quindi probabile che si trovi punita (o almeno che le si faccia provare un senso di colpa) per aver avute percezioni corrette, e che venga definita cattiva o folle per aver magari insinuato che esiste una discrepanza tra ciò che vede e ciò che dovrebbe vedere".

Watzlawick, Beavin e Jackson (1967), Pragmatica della comunicazione umana, ed. Astrolabio

Per comprendere il doppio legame è necessaria una breve premessa: nella comunicazione umana sono distinti due livelli, uno di contenuto ed uno di relazione. Il contenuto trasmette un'informazione, la relazione comunica come deve essere ricevuta l'informazione, il suo significato, in base al legame esistente tra gli interlocutori. Il livello di relazione è trasmesso sia attraverso elementi del linguaggio non verbale (prossemica, intonazione, fisiognomica .. ) sia attraverso elementi contestuali (cosa stanno facendo gli interlocutori, che ruoli stanno ricoprendo ..).

Quando la comunicazione è patologica il contenuto è sottomesso alla relazione.

Il doppio legame è un elemento patologico della comunicazione, poiché non raggiunge l'obiettivo proprio del mezzo comunicativo: esprimere un messaggio. Il messaggio in questo caso è appunto doppio, o paradosso.

Il paradosso è quella modalità per cui si mandano messaggi contraddittori a partire da premesse coerenti (per esempio 'Sii spontaneo').

Paradosso è quando si fa un richiesta verbale ma poi si rifiuta la risposta sul piano non verbale. La comunicazione è ambigua e confusa, tale per cui si vanificano i tentativi predittivi dell'agire altrui, funzione primaria della socialità animale.

Poiché la comunicazione non è più utile all'adattamento, le persone coinvolte perdono fiducia nella comunicazione stessa. Accade allora che si ritirino dalla comunicazione.

Il doppio legame è una comunicazione fondata su messaggi paradossali, questi messaggi avvengono all'interno di una relazione che ha per il soggetto un alto valore di sopravvivenza, la metacomunicazione perciò è impossibile.

La metacomunicazione è un dialogo che ha per oggetto la comunicazione, per cui se i soggetti implicati hanno gli strumenti sufficienti a mettere in discussione il messaggio paradosso, possono annullarlo. Questo può avvenire se i due comunicanti sono pari e consapevoli di che cosa sia una comunicazione distorta e siano nella posizione di potere esprimere il proprio dissenso/disagio.

Il legame si dice doppio proprio perchè invece si crea in situazioni in cui i comunicanti sono all'intero di una relazione non paritetica: genitore-figlio, adulto-bambino, insegnante-allievo, etc .. per cui il soggetto in posizione 'down' non ha sovente la possibilità di proporre un confronto.

Una relazione non paritetica indica spesso una situazione formativa: uno dei due interlocutori ha il ruolo di formatore mentre l'altro apprende. Se la comunicazione paradossale ha per oggetto la definizione di sé o del ruolo dell'altro, come nella formazione all'interno della famiglia, il risultato sarà un senso frammentato e ambiguo di sé e dell'altro.

La comunicazione paradossale non è utilizzata normalmente in modo volontario, fatte salve forse le comunicazioni commerciali .. bensì è appresa precocemente nell'ambiente di appartenenza come elemento della lingua stessa. Chi si esprime in modo ambiguo generalmente non sta facendo un torto all'interlocutore ma sta esprimendo una modalità di scissione del pensiero molto forte.

La possibilità per gli interlocutori che avvertono la dissonanza nel doppio legame è senza dubbio quella di metacomunicare, cioè di chiedere l'esplicitazione della volontà dell'altro: cosa sta chiedendo? cosa sta affermando?

Tuttavia se è vero che la lingua in-forma il nostro pensiero, la persona che si esprime attraverso paradossi non sempre sarà in grado di riformulare il messaggio in modo coerente. E' utile allora allenarsi alla valutazione del messaggio prioritario: una volta avvertita la dissonanza, stabilire quale parte del paradosso assume priorità nel contesto: il contenuto o la relazione? La persona sta dicendo COSA fare o COME comportarsi con lei?

Esiste comunicazione paradossale non patologica, ovvero la comunicazione che ha per elemento di contenuto un fatto e per elemento di relazione una convenzione sociale. Queste comunicazioni paradossali funzionano come i modi di dire ed i proverbi: implicano un livello di astrazione tale che il soggetto sappia tradurre un'affermazione illogica in un concetto socialmente in uso e dotato di senso.

Susanna E. Violanti

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