Il Disturbo da Binge Eating

Il Binge eating o disturbo da alimentazione incontrollata si caratterizza per abbuffate alle quali consegue una perdita di controllo e un forte senso di colpa.

13 LUG 2021 · Tempo di lettura: min.
Il Disturbo da Binge Eating

Il termine "Binge Eating" deriva dall'inglese e nasce in relazione a un'assunzione elevata di bevande alcoliche definita "Binge Drinking", nel corso del tempo questo concetto è stato poi esteso anche all'alimentazione; in italiano si può tradurre con "disturbo da alimentazione incontrollata". Questa condizione non si caratterizza per il semplice "mangiare troppo" né per un semplice peccato di gola, ma fa riferimento a un quadro tale per cui la persona ingerisce una quantità di cibo importante in un lasso di tempo ristretto e la percezione durante l'abbuffata è quella di perdere il controllo, tanto che alcuni suggeriscono di sentirsi come ipnotizzati o in trance durante questi episodi in quanto è come se si annullassero all'interno di quel lasso di tempo.

L'abbuffata in genere cessa solo quando la persona percepisce forti dolori allo stomaco e a seguito di questi episodi si avverte un forte senso di colpa e di vergogna per non essere riusciti a controllare il proprio comportamento alimentare. Inizialmente, negli anni Ottanta, si parlava solamente di disturbo bulimico caratterizzato dal quadro appena descritto, con abbuffate, sensi di colpa e perdita di controllo, tuttavia non si riusciva a spiegare il motivo per cui alcune persone obese si presentassero in terapia con tali sintomi ma in assenza di condotte eliminatorie.

Infatti il binge eating può essere una condizione che si manifesta in persone che non sono bulimiche e che dunque non attuano condotte di eliminazione del cibo a seguito dell'abbuffata, al contrario invece della bulimia nervosa che si caratterizza per il ricorso a vomito autoindotto, uso di lassativi e attività fisica estenuante per cercare di eliminare le calorie ingerite durante l'abbuffata. Va sottolineato come l'uso di lassativi e il vomito sono erroneamente associati a una riduzione della possibilità di assorbimento calorico a seguito delle abbuffate, in realtà non è una convinzione adeguata e sono comportamenti che nel tempo portano gravi problemi di salute come per esempio una perdita di importanti sali minerali e disidratazione, nonchè problemi come erosione dentale e lesioni alla gola nel caso del vomito.

Sarebbe necessario inoltre definire i concetti di abbuffata oggettiva e soggettiva.

  1. La prima è quella tipica di persone con disturbo da alimentazione incontrollata e bulimia, e rientra effettivamente nella definizione di abbuffata suggerita poco prima.
  2. L'abbuffata soggettiva è tipica in soggetti con anoressia nervosa e riguarda una condizione per cui viene assunto un quantitativo di cibo maggiore rispetto al solito, ma che rimane comunque limitato a livello di quantità e dunque è riferito esclusivamente alla percezione cognitiva distorta di chi lo descrive.

I motivi che aprono alla possibilità di sviluppare un disturbo di questo tipo sono in realtà molteplici come per esempio traumi o vissuti non elaborati, diete eccessivamente restrittive, tensione nervosa, difficoltà di gestione delle emozioni. Le abbuffate presentano alcune importanti caratteristiche, come ad esempio il fatto che all'inizio dell'abbuffata il cibo ha effettivamente un sapore e una consistenza piacevole, ma questa sensazione viene meno quando lo stomaco comincia a riempirsi molto anche se la persona fatica comunque a smettere. Inoltre il cibo ingerito viene assunto con una gran velocità, come se si mangiasse in modo meccanico provando anche un senso di agitazione in quanto vagano apparentemente disperati senza una meta arrivando anche a sottrarre cibo ad altri o rubare nei negozi.

Queste sensazioni sono naturalmente avvertite come disgustose e degradanti. Questi comportamenti compulsivi rimangono tali anche in quanto vengono attuati in grande segretezza, proprio per il grande senso di vergogna che la persona prova.

Un'altra caratteristica è la seguente: la persona è come se fosse in trance durante questi momenti, ossia è come se fosse annullata e un'altra persona stesse mangiando al suo posto, spesso questo è favorito dal fatto che durante un'abbuffata si ascolta musica ad alto volume, si guarda la televisione o si usa il cellulare il che rende difficile prendere il controllo di ciò che si ingerisce; di fatto è proprio la perdita di controllo uno dei punti cardini del disturbo in questione ed è ciò che distingue il binge eating dal mangiare eccessivo di tutti i giorni. La perdita di controllo può comparire già prima di iniziare a mangiare, oppure mentre si sta mangiando, addirittura alcuni pianificano l'abbuffata in anticipo.

In ogni caso è possibile con un dovuto trattamento curare e gestire i comportamenti di binge eating, ad esempio col supporto di farmaci o con la psicoterapia interpersonale, cognitivo-comportamentale o con tecniche di auto aiuto.

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Scritto da

Dott.ssa Bassan Marcella

Bibliografia

  • C. Fairburn (2014). Vincere le abbuffate. Come superare il disturbo da binge eating. Raffaello cortina editore.
  • C. Fairburn (2018) La terapia cognitivo-comportamentale dei disturbi dell'alimentazione. Erickson.

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