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Il disturbo bipolare

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Articolo rivisto dal Comitato di GuidaPsicologi

Disturbi bipolari e disturbi correlati: episodio maniacale, ipomaniacale e depressivo maggiore. Differenze e similitudini.

3 MAR 2017 · Tempo di lettura: min.
Il disturbo bipolare

Nel DSM-V, il "Disturbo Bipolare e correlati" sono posti, come dice lo stesso manuale, come un ponte tra i disturbi psicotici e quelli depressivi. Si tratta di un problema complesso caratterizzato da numerose variabili, per cui tenterò di semplificarne al massimo la descrizione in modo da rendere la lettura di questa nota il meno noiosa possibile. È necessario, al fine della comprensione, distinguere innanzitutto i diversi stati dell'umore tipica di quella che un tempo veniva chiamata "Sindrome maniaco-depressiva".

Tale sindrome è genetica e pare derivare da uno squilibrio biochimico di alcune sostanze nel cervello che regolano l'umore. La cura principale consiste nell'assunzione di sali di litio.

Episodio maniacale

Un periodo definito di umore anormalmente e persistentemente elevato, espanso o irritabile con un aumento delle attività finalizzate e dell'energia dell'individuo per almeno una settimana. Durante questo periodo possono essere presenti:

  • autostima grandiosa (l'euforia è talmente eccessiva da apparire facilmente inappropriata, niente sembra al di fuori della portata dell'individuo);
  • diminuito bisogno di sonno (esempio: tre ore di sonno per notte);
  • loquacità incessante e difficile da interrompere (spesso l'eloquio diventa addirittura incomprensibile tanto da essere rapido);
  • fuga delle idee (i pensieri viaggiano ad una velocità superiore rispetto a quella con cui possono venire espressi attraverso l'eloquio), ed esperienza soggettiva che i pensieri si succedano rapidamente (spesso senza controllo);
  • facile distraibilità (c'è un'incapacità nel filtrare stimoli esterni irrilevanti);
  • aumento dell'attività finalizzata (tali attività si sovrappongono una all'altra, vengono iniziati con scarsa o nessuna conoscenza dell'argomento in questione, coinvolgendo l'individuo anche in orari del giorno e della notte insoliti);
  • coinvolgimento in attività potenzialmente dannose (guida spericolata, acquisti compulsivi, comportamento sessuale sconveniente (che la persona normalmente non metterebbe in pratica) ecc.

L'alterazione dell'umore è così grave da costituire un'evidente anomalia della persona, ed è così pervasiva da compromettere il funzionamento sociale e lavorativo conducendo perfino all'ospedalizzazione per limitare danni a sé o altri. Possono essere presenti inoltre manifestazioni psicotiche. L'episodio non è attribuibile all'effetto fisiologico di una qualsiasi sostanza (droghe, medicinali, alcol ecc.). Gli individui, durante questi episodi, possono non percepire di essere malati e resistere agli sforzi fatti per curarli.

Episodio ipomaniacale

Simile al precedente, ma la durata è inferiore (almeno quattro giorni). Inoltre, lo stato ipomaniacale non è così grave e pervasivo per cui il funzionamento sociale e lavorativo viene conservato. Non sono presenti alterazioni psicotiche e in conseguenza l'individuo non richiede ospedalizzazione. Il funzionamento però è comunque anomalo ed estraneo al normale comportamento dell'individuo. Anche qui, l'episodio non è attribuibile all'effetto fisiologico di una qualsiasi sostanza.

Episodio depressivo maggiore

Sempre seguendo il DSM-V, questo episodio dura due settimane e sono presenti almeno cinque criteri tra i seguenti (i primi due obbligatori):

  • umore depresso per la maggior parte del giorno quasi tutti i giorni;
  • marcata diminuzione di interesse per tutte (o quasi tutte) le attività;
  • anomalie nel peso ponderale;
  • anomalie del sonno;
  • anomalie nel comportamento psicomotorio;
  • sentimenti di auto-svalutazione o colpa eccessivi;
  • pensieri ricorrenti di morte

L'episodio causa disagio o compromissione del funzionamento sociale o lavorativo, inoltre non è attribuibile agli effetti di una qualche sostanza. Consideriamo le differenze tra episodi di perdita (ex. lutto, tracollo finanziario, perdite dovute a disastri naturali, una grave patologia medica o handicap): mente ad esempio nel lutto prevale il senso della perdita e di vuoto, nell'episodio depressivo maggiore si sperimenta un'incapacità di provare piacere o felicità. Inoltre, non si è legati a particolari sentimenti o sensazioni (come la perdita), invece ad esempio nel lutto l'autostima viene preservata. I pensieri di morte sono associati alla volontà di raggiungere il defunto mentre nell'episodio depressivo consiste nel porre fine alla sensazione di inutilità.

Disturbo Bipolare I: è necessario sperimentare un episodio maniacale seguito o preceduto da un episodio depressivo. L'età di esordio è di solito intorno ai diciotto anni.

Disturbo Bipolare II: è caratterizzato da uno o più episodi depressivi maggiori e da almeno un episodio ipomaniacale. L'età media di esordio è intorno alla metà della terza decade, cioè più tardi rispetto al Disturbo bipolare I.

Disturbo Ciclotimico: per essere diagnosticato questo disturbo deve durare da almeno due anni, ed il soggetto che ne è affetto sperimentare numerosi periodi con sintomi ipomaniacali e depressivi, pur non soddisfacendo pienamente i criteri né dell'uno né dell'altro (per frequenza, durata, intensità e pervasività). Durante questi due anni (di un solo anno per bambini ed adolescenti), la persona non rimane senza sintomi per più di due mesi e sperimenta gli episodi ipomaniacali e depressivi per almeno la metà del tempo. È un'alterazione cronica dell'umore ad andamento fluttuante, tuttavia la diagnosi può essere modificata nel momento in cui il clinico si accorge che la persona invece soddisfa pienamente i criteri per ipomaniacalità o depressione.

Personalmente ho sempre trovato la classificazione di questo disturbo un tantino artificiosa, che non comprende veramente le caratteristiche associabili agli stati compresi durante i passaggi di umore. Inoltre, la semplice descrizione dei criteri diagnostici non rende conto della complessità e variabilità di questa malattia.

Scritto da

Dott. Roberto Pasero

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1 Commenti
  • Fabio de Simone

    Salve dove si può fare il test sul bipolarismo per favore gentilmente