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Il Ddai e il trattamento psicologico

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Articolo rivisto dal Comitato di GuidaPsicologi

Il disturbo da deficit di attenzione e iperattività è un disturbo che compare in età evolutiva ed è caratterizzato da disattenzione, iperattività e impulsività.

26 GIU 2017 · Tempo di lettura: min.
Il Ddai e il trattamento psicologico

Per descrivere gli studi sull'attenzione bisogna dapprima affermare che vi sono 2 sistemi nella corteccia visiva nel cervello che riguardano l'attenzione agli stimoli visivi, ma che hanno influenza sul riconoscere cosa di vede (e detta "via del what"), e dove e collocato l'oggetto (e detta "via del where"). Il sistema del what arriva fino alla corteccia temporale, il sistema del where arriva fino alla corteccia parietale inferiore, e la via dorsale.

Il blind sight, detto "visione cieca", e una patologia del sistema visivo in cui il paziente, pur non vedendo, e capace di dire dove e stato presentato lo stimolo. Il Paradigma di Posner e un metodo comportamentale, in cui il paziente e posto davanti allo schermo del computer di fronte a 2 pulsanti; il paziente clicca con il tasto sinistro se le due lettere presentate sono uguali, con il destro se sono diverse (la pressione del dito ferma la misura del tempo necessario al soggetto per riconoscere se le lettere sono uguali o diverse), vi sono varie condizioni: le parole presentate sono entrambe in stampatello AA, e le parole morfologicamente diverse Aa sono la seconda condizione, oppure possono essere entrambe consonanti BC, o vocali. La legge di Hebb dice che, quando due cellule nervose scorrono contemporaneamente alla presenza di uno stimolo, le loro cellule sono potenziate (l'intensità del potenziale d'azione viene aumentata), se e presente solo una cellula la connessione e inibita. Questo spiega come la memoria ha collegamenti con l'attenzione. La traccia mnestica viene elaborata già a livello cellulare. L'attivazione cellulare riguarda il consolidamento della traccia mnestica. L'amnesia anterograda e l'incapacità di ricordare gli eventi dopo il trauma, e testata sperimentalmente con l'elettroshock; l'amnesia retrograda e l'incapacità di ricordare eventi precedenti il trauma. W. James afferma che l'attenzione e come uno spostamento nello spazio del focus che permette di riconoscere gli stimoli nell'intervallo di tempo considerato, l'attenzione divisa e studiata con la tecnica dell'ascolto dicotico.

Il neglect e le aree cerebrali coinvolte nell'attenzione

Il neglect, o eminegligenza spaziale unilaterale o bilaterale, e una patologia che riguarda la percezione dell'immagine mentale: quando sono presentati due stimoli contemporaneamente, il paziente riconosce solo lo stimolo non controlaterale a quello della parte del cervello interessata dalla lesione nel caso del neglect unilaterale. Riguarda l'impossibilita di vedere una sola parte del proprio corpo o oggetti negletti presentati al paziente di una sola parte del campo visivo. La tecnica dei potenziali evocati sensoriali ci hanno permesso di capire che la P1 e N100 sono onde attentive (rilevate sullo scalpo del cervello) la cui riduzione in prove valide mostra un picco massimo di attivazione. L'attività generale del cervello viene registrata con un'onda diffusa su tutta la superficie cerebrale.

L'attenzione riguarda anche la corteccia prefrontale, sede del controllo del movimento, della pianificazione e dell'attivazione dei comportamenti. Il lobo temporale superiore riguarda l'attenzione verso gli stimoli acustici. Inoltre una struttura del talamo, cioè il pulvinar, nel lobo posteriore del talamo, e connesso al lobo parietale e alle aree della corteccia visiva, ha la funzione di regolare i processi attentivi con l'area posteriore del lobo parietale. Il nucleo reticolare del talamo funge nella modulazione dei segnali che dal talamo arrivano alla corteccia cerebrale. Il collicolo superiore e la fovea sono centrali nell'attenzione visiva perche alcuni recettori sono localizzati nella retina, altri nella fovea, per stimoli più periferici. La selettività del lobo temporale riguarda le caratteristiche degli stimoli, il tronco dell'encefalo coinvolge gli stati di sonno o veglia e gli stati di coscienza, esso proietta alla regione pretettale del mesencefalo e riguarda l'elaborazione di informazioni sui riflessi visivi.4il meccanismo di controllo degli stati attentivi secondo Broadbent e detto sistema attenzionale supervisore dell'Esecutivo Centrale (Baddeley,1992). Esso controlla i processi cognitivi dislocando selettivamente l'attenzione su un processo a spese di un altro, e organizza le azioni in base a ciò che e importante fare alle cose meno importanti da fare. Questi processi servono oltre che per il controllo cognitivo, per la pianificazione e l'organizzazione del comportamento. Il Sistema attentivo supervisione esegue operazioni di monitoraggio dell'attenzione di azioni in successione. La forza delle associazioni dipende da quanto e stata rinforzata l'azione.

L'attenzione selettiva

Per quanto riguarda l'attenzione selettiva, cioè la capacita di dirigere l'attenzione su più compiti contemporaneamente, vi sono due approcci. Il primo approccio afferma che i processi si selezione sono la conseguenza di limiti del sistema cognitivo umano, sono il risultato di insufficienti risorse o capacita di elaborazione la funzione dell'attenzione selettiva e di proteggere questo sistema dal sovraccarico di informazione (Broadbent). Il secondo approccio afferma che l'attenzione selettiva e motivata dalla necessita di manifestare comportamenti coerenti, flessibili e sensibili ai cambiamenti (Allport, 1985). La codifica dell'informazione non e limitata la scelta dell'informazione e fatta sull'azione da compiere e riguarda una selezione tra fonti in competizione.

La capacità di prestare attenzione selettiva sembra legata a due meccanismi: un meccanismo di attivazione che opera, prima della selezione, sia sull'informazione rilevante che su quella non rilevante. Inoltre vi e un meccanismo di inibizione attiva della risposta per l'informazione non rilevante, che blocca l'attività che deriva dall'informazione non rilevante. L'inibizione e un meccanismo attivo che decade rapidamente per esempio quando non e più necessario mantenere uno stato selettivo, ed e influenzato dalle richieste del compito e dalle strategie dei soggetti.

Il Ddai e il trattamento psicologico

In questo contesto gli studi di West hanno dimostrato l'esistenza di vari sistemi di memoria che influenzano la capacita di attenzione (West). La sua teoria dell'integrazione temporale afferma che vi sono 4 componenti principali considerate: la prima e la memoria retrospettiva, serve a mantenere attive le rappresentazioni necessarie all'esecuzione dei compiti; la seconda e la memoria prospettica, basata sulle aspettative dell'individuo ed e orientata all'azione, rimane attiva fino a quando e eseguita la sequenza d'azione. Il controllo dell'interferenza inibisce invece le informazioni irrilevanti interferenti rispetto all'interesse del soggetto. Infine l'inibizione di risposte dominanti evita che risposte salienti ma inappropriate ottengano il controllo della sequenza d'azione.

Nell'ADHD, disturbo da deficit di attenzione e iperattività, vi sono molti studi in letteratura che si sono occupati di osservare l'attenzione visiva in questi soggetti. Gli psicologi clinici utilizzano con soggetti affetti da ADHD il test Continous Performance Test che prevede un compito di vigilanza, cioè di mantenere attiva l'attenzione per un determinato periodo di tempo, e di mantenimento di questa attenzione. Attraverso un registratore viene presentata una serie di lettere dell'alfabeto in ordine casuale. Il bambino ha il compito di segnalare la presenza di un target specifico battendo la mano sul tavolo ogni volta che compare il target. Sono osservati e raccolti dati dei soggetti sottoposti al test inerenti le seguenti aree tematiche: il numero di risposte corrette, omissioni e falsi positivi (il soggetto batte la mano senza la comparsa del target). L'immissione dei suoni che interferiscono provoca una caduta della selettività dell'attenzione e un conseguente decremento della prestazione, sono approcci alla selezione tardiva e precoce sulle informazioni a cui prestiamo attenzione. L. e Tsal affermano che vi sono due ipotesi: i soggetti con ADHD presentano performance al test inferiori e un maggior numero di errori rispetto ai soggetti normali nel test CPT. La seconda ipotesi e che i soggetti con ADHD potrebbero elaborare in parallelo l'informazione rilevante e quella irrilevante (cioè vi e una selezione tardiva) e sono più sensibili di quelli normali agli effetti negativi degli stimoli che distraggono l'attenzione.

La consapevolezza è uno stato della mente che non ha nessun ruolo causale nello svolgimento della nostra attività mentale. È studiata attraverso il test subliminale per vedere se la coscienza e influenzata dagli stimoli sotto soglia rispetto alla coscienza.

Queste operazioni mentali sono differenti rispetto alle operazioni abituali. Il Modello SAS di Norman e Shallice ci spiega il controllo dell'azione tramite l'attenzione. Hanno osservato i lapsus mentali quotidiani o propri dei disturbi di comportamento con pazienti affetti da patologie neuropsicologiche. Le azioni che svolgiamo possono essere controllate tramite le abitudini, che controllano le azioni di routine, poiché possono mettersi in atto con l'azione nuova senza interferire sui processi in atto. In questo caso le decisioni sono prese in automatico per mezzo delle quali alcune regole più importanti riferite all'azione implementano le conoscenze in memoria. Lesioni del lobo frontale provocano deficit nell'organizzazione, pianificazione e controllo dell'azione, cioè soffrono della sindrome da deficit nel Sistema Attenzionale Supervisore.

Infine, vi sono studi che dimostrano l'importanza del ciclo fonologico rispetto alle componenti dell'esecutivo centrale della memoria di lavoro. La comprensione, ad esempio della lettura e l'esecutivo centrale dipendono dalla capacita attentiva.

Bibliografia

F.Stablum: "L'attenzione", Carocci, 2002

C. Umilta: "Manuale di neuroscienze". Il Mulino, 1985

C.Cornoldi: "Apprendimento e memoria nell'uomo", Utet, 1986

A. Baddeley: "La memoria umana: teoria e pratica", il Mulino

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Scritto da

Dott.ssa Scuderi Oriana

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