Il corpo del bambino e i suoi segnali

All'attenzione del pediatra si presenta un sintomo o un disturbo fisico che in realtà nasconde altre sofferenze non conosciute, inconsce.

29 FEB 2016 · Tempo di lettura: min.
Il corpo del bambino e i suoi segnali

Sempre più i genitori si interrogano sul disagio fisico e sulle sofferenze dei loro bambini. Si rivolgono a me perché i loro figli non mangiano, non dormono, non parlano, non si lavano, manifestano frequenti malesseri o sintomi di malattia, sono irritabili o incapaci di autonomia o difficili da capire; sono bambini che fanno fatica a crescere o manifestano aree oscure e disarmoniche della personalità.

La sofferenza del corpo racconta una storia

All'attenzione del pediatra si presenta un sintomo o un disturbo fisico che in realtà nasconde altre sofferenze non conosciute, inconsce. Questo tipo di disagi fisici inizia molto presto e può accompagnare variamente il percorso della crescita: dalle colichette del neonato, all'enuresi, all'encopresi o altri disturbi frequenti nella prima infanzia, per passare poi alle varie forme di disturbi alimentari, dolori addominali ricorrenti, cefalee, episodi asmatici, che caratterizzano maggiormente l'età scolare e adolescenziale.

La collaborazione tra pediatra e psicoterapeuta infantile permette di dare un senso e di individuare i percorsi personali e originali che hanno condotto all'insorgenza del disagio

La medicina parla del corpo inteso come oggetto. Cosa accade quando il corpo si esprime come soggetto? Bisogna studiare, imparare ad ascoltare, capirne il linguaggio come quando si impara una lingua straniera. Si deve imparare ad ascoltare sia i segnali della mente, sia quelli del corpo per poter osservare la persona nel suo complesso. Non esiste la mente senza il corpo, sono attaccati l'una all'altro come un corpo alla propria ombra. Può accadere che un disagio psicologico trovi una manifestazione corporea. Il pediatra non trova un problema organico che possa giustificare quel dolore, ma il corpo soffre. Paure, angoscia, rabbia, delusioni spesso non trovano parole ed è il corpo che le esprime in varie forme. Il corpo parla attraverso i sintomi di quelle emozioni che non riescono ad essere comprese e metabolizzate.

Il bambino è artefice di un proprio linguaggio

Non è soltanto l'ambiente in cui cresce un bambino che influenza i suoi sintomi.

Il bambino è un soggetto che si esprime in prima persona, a volte con il proprio corpo. Il mondo della fantasia e delle rappresentazioni non deve essere sottovalutato nella formazione dell'individuo, è cosi anche quando un bambino si ammala. Il sintomo è un compromesso tra corpo e mente, tra fisiologia ed emozione. Il sintomo irrompe, è una soluzione di ripiego, forse necessaria ma alla lunga non buona né per il bambino, né per gli adulti che gli sono vicini. Il sintomo entra in gioco sulla base di aspettative ma anche di immagini, fantasie, pensieri inconsci. Il bambino non simula. Il suo corpo racconta quello che non si può dire in un altro modo. Il sintomo non parla chiaramente ma lo fa in maniera indiretta ed ambigua.

Trovare le parole per affrontare il disagio

Il male non sparisce grazie al desiderio di liberarsene. Continua a disturbare perché è parte di noi. Proviene da dentro, da processi senso-motori e viscerali del corpo stesso.

Trovare le parole per ciò che fa male, è un passo in direzione del processo della simbolizzazione, è grazie alla possibilità di simbolizzare, di mettere in parole, per esempio la sofferenza, che si ha la possibilità di prendere un po' di distanza.

Le parole possono essere trovate grazie ad un percorso psicologico che riesca ad elaborare e risolvere i nodi conflittuali che hanno indotto il bambino al suo disagio manifestato attraverso il corpo in questo modo la comprensione psichica va di pari passo con la guarigione fisica.

Scritto da

Dottoressa Izzo Daniela, Infanzia, Adolescenza, Famiglia, Individuo

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