Il coming out come evento ciclico

Quando parliamo di coming out pensiamo ad un’esperienza unica nella vita di un individuo.

28 OTT 2019 · Tempo di lettura: min.
Il coming out come evento ciclico

Quando parliamo di coming out pensiamo ad un'esperienza unica nella vita di un individuo. Si tratta di un fenomeno generalmente associato a persone della comunità LGBTQ+ che fanno i conti con la propria identità.

Il coming out è un vero e proprio processo che riguarda il raggiungimento di un'accettazione di sé e successivamente la presa di decisione di dichiarare la propria identità a coloro che fanno parte della nostra vita. Nella situazione ideale, il coming out è seguito da accettazione e affetto da parte dei nostri cari. Ma in realtà si tratta di un processo ben più complesso che non va ricondotto ad una singola esperienza, bensì ad una serie di passaggi che toccano l'intera vita del singolo.

Le persone LGBTQ+ si ritrovano a conti fatti a dover affrontare un certo numero di fattori stressanti quando prendono in considerazione l'idea di fare coming out. Sebbene nutrano la speranza di essere accolti con affetto e comprensione, sono comunque tediati da una serie di quesiti come:

"Capiranno? Riceverò ancora lo stesso trattamento? Mi giudicheranno? Si arrabbieranno? Mi faranno del male? Li renderò tristi? Perderò il lavoro? Se perdessi la casa? Posso ritenermi ancora al sicuro?".

Tutti questi quesiti non vengono da soli, ma sono spesso accompagnati da stati emotivi di un certo tipo: la paura del giudizio, la vergogna, la percezione di vulnerabilità e debolezza, la tristezza e la rabbia, che scaturiscono spesso dalla sensazione di ingiustizia, e il senso di solitudine. Questi sono fattori di stress che espongono maggiormente le persone LGBTQ+ tre volte di più del resto della popolazione ad una condizione critica di salute mentale.

Dal momento che le persone possono reagire nei più disparati modi al coming out (dall'accettazione alla violenza), ogni processo di rivelazione della propria identità è assolutamente diverso da un altro. Il coming out va prima di tutto pensato come un evento ciclico. Una volta che lo si è detto ai propri cari, specie ai genitori, potremmo dire che dirlo agli altri è una passeggiata, ma non è sempre così. Sebbene un soggetto si possa essere trovato nella condizione in cui si è dichiarato senza problemi, grazie a fattori ambientali e individuali a suo favore, potrebbe comunque ritrovarsi in situazioni in cui "venire fuori" non è proprio, come dicevamo, una passeggiata. Possiamo fare alcuni esempi: trovarsi nella situazione in cui dobbiamo cambiare città o cambiare lavoro. Sebbene ci sia già stato in questi casi un lavoro di accettazione, le domande, che abbiamo citato prima possono ritornare in mente e con loro tutti i vissuti emotivi possibili che ne derivano, generando un aumento dei livelli di stress.

La consapevolezza

La fase di consapevolezza inizia nel momento in cui un individuo è spinto a prendere in considerazione se dichiararsi. Esempio: Giorgio ha detto ai propri genitori di essere gay quando aveva 25 anni, ma ci ha messo più tempo a dirlo agli altri parenti, nonostante sia in una relazione stabile che va avanti da 5 anni. Di recente, un collega gli ha chiesto se è impegnato sentimentalmente. Nonostante Giorgio si senta accettato dai suoi cari, potrebbe dover vivere una situazione di stress nel valutare se sia il caso di dire al collega che sta con un uomo. In questo caso, dieci anni dopo, Giorgio si trova in un altro processo di coming out.

La valutazione

Nella fase di valutazione, il soggetto fa appunto un'analisi dettagliata mirata a stabilire se dichiarare la propria identità agli altri è veramente necessario e soprattutto utile. Questa fase può durare da pochi minuti a mesi. A prescindere da quanto tempo è passato dal primo coming out, in base a quali sono le variabili che entrano in gioco, un soggetto può ancora valutare se è il caso di esporsi tenendo conto delle conseguenze. In questi casi può essere fondamentale aiutare il soggetto nel valutare se fare coming out è importante per lei /lui.

La decisione

La fase di decisione riguarda il momento in cui ci si incammina verso la strada che si è scelto di prendere che si tratti di "restare nell'armadio" o "venire allo scoperto". Ogni volta che ci si imbatte nella fase di decisione il soggetto si sente rafforzato in un certo senso. Ogni situazione-opportunità di venire allo scoperto fornisce al soggetto una possibilità di crescita. Riconoscere i risultati che derivano da questo arricchimento può fornire le basi per combattere i fattori stressanti vissuti durante il processo di coming out. Prendere consapevolezza di questo processo e del fatto che è un evento ciclico è importante per gestire meglio lo stress che si presenterà in situazioni di futuri coming out.

Articolo della dottoressa Maria Teresa Caputo, iscritta all'Ordine degli Psicologi della Campania.
Scritto da

Dott.ssa Maria Teresa Caputo Linkedin

Psicologa Nº iscrizione: Nº iscrizione all’Albo 5836

La dott.ssa è Psicologa e Psicoterapeuta ad indirizzo Cognitivo-Comportamentale, iscritta all'ordine degli Psicologi della Regione Campania. Svolge la professione privatamente occupandosi di disturbi d’ansia, depressione, disturbo ossessivo compulsivo, lutto nell’ età evolutiva e nell’età adulta.

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