Il cinema come percorso di crescita

Andare al cinema è un momento di intrattenimento ma anche di crescita personale. La nostra psiche, le nostre emozioni hanno un cambiamento ricevono una possibilità nuova. .

7 NOV 2016 · Tempo di lettura: min.
Il cinema come percorso di crescita

Andare al cinema è una bella passione, che coltivo da alcuni anni. È intrattenimento, voglia di stare insieme e scambiarsi opinioni.

In tutto ciò entrano in gioco anche due meccanismi di difesa come la proiezione e l'identificazione.

Ci sentiamo partecipi della storia e della narrazione. In età evolutiva, infatti, gli adolescenti vengono catturati e qualche volta suggestionati dai film, tanto che alcuni imitano i comportamenti ahimè a volte violenti.

La suggestione e l'effetto catartico di "purificazione" che attivano alcuni film, sono sicuramente esaltati dalla condizione: al cinema siamo comodi, al buio, concentrati su un grande schermo.

Pertanto l'effetto di farci riconoscere e rispecchiare alcuni emozioni, ci permette di prenderne coscienza. Già il mondo greco con le tragedie, aveva un "effetto catartico": lo spettatore s'immergeva nella tragedia e cosi riaffioravano tutti gli stati e le situazioni interiori.

Andare al cinema ai giorni nostri eredita in parte la suggestione del mondo greco.

Il cinema, secondo molti studi psicologici, rileva stati psicologici inconsci molto resistenti per essere riconosciuti e identificati. Un film si serve della forza, delle immagini, delle musiche e della narrazione scenica che crea una suggestione psicologica e una catarsi dei nostri stati emotivi.

Anche la scelta del film è dettata proprio dalla potenza che crea un film nell'amplificare ciò che stiamo vivendo. Il film, a parer mio, a volte è come una "medicina" che ci prescriviamo inconsapevolmente.

È una medicina "rinforzante" che se somministrata correttamente, ci cura dalle sensazioni di malessere e d'identità. A tal proposito ricordo il testo "Filmtherapy - i film che ci aiutano a stare meglio" dello psichiatra Vincenzo Mastronardi che dice: «i film sono come iniezioni intramuscolari di forza, di energia». Queste semplici riflessioni devono far capire la potenza di un film, di una scena sul nostro stato d'animo e anche inconsapevolmente sulla nostra psiche.

E pertanto nell'era degli aforismi e delle citazioni che esprimiamo o leggiamo, cito le parole di un filosofo, Gilles Deleuze. Sono parole che mi risuonano ultimamente quando vado al cinema:

«Se il mondo è diventato un brutto cinema al quale non crediamo più, un vero cinema non potrebbe contribuire a ridarci delle ragioni per credere nel mondo e nei corpi venuti meno?».

Ecco: il cinema dà una possibilità a tutti noi di vederci dentro, che il film ci piaccia o no, se ci ha toccato interiormente o anche se non ci ha catturato. Un film apre sicuramente un mondo di conoscenza formativa e psichica in noi. In genere si è attratti e catturati da fattori nascosti che agiscono negli strati più profondi e inconsci.

Ci identifichiamo con i personaggi che toccano le nostre corde, proiettiamo stati nostri mentali. Le emozioni s'incontrano con le rappresentazioni mentali di noi che guardiamo.

Il cinema oltre ad essere conoscenza, ci apre a nuove strade mentali e scenari, ci fa crescere interiormente e inevitabilmente migliora il nostro rapporto con il mondo e inconsapevolmente anche con gli altri. Permette di comprendere meglio ciò che accade intorno a noi, come ogni forma d'arte, ma nello specifico a parer mio ci "affina" e farci stare meglio.

I registi ne son ben coscienti di ciò, a tal proposito cito le parole di Fellini, dopo l'ultimo ciak in un suo film (8 e mezzo):

«Non so dire esattamente cosa farò dopo questo film ma, posso dire, con molta sincerità, che esso mi ha fatto veramente bene. Io so che adesso potrei fare qualsiasi cosa, perché è nuovo il modo di guardare le cose e anche il modo di amare».

Gli studi psicoanalitici riportano che i film e i sogni sono per immagini dato che tempo e spazio non corrispondono alla vita reale.

Il cinema dei nostri giorni è entrato nella clinica, ci sono psicoterapeuti che lo usano con una funzione terapeutica infatti si fanno laboratori per adolescenti, bambini, adulti.

Si è sviluppata la Cinema-terapia che si sta diffondendo in Italia per affrontare disagi e disturbi. Oggi viene considerata una modalità che permette di entrare nel mondo dei "sogni" degli individui, un luogo privilegiato che attiva il nostro inconscio.

Il cinema è un "luogo sacro" della rappresentazione di parti del nostro mondo interno, il cinema ci dà tanto: sul piano delle nostre conoscenze lenisce le nostre inquietudini, ci eleva ad una maggiore consapevolezza delle nostre emozioni.

Scritto da

Dott.ssa Cristina Savatteri

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