Il caso di Anna: imprigionata nella tela della Vedova Nera

Semplificazione del trattamento di un disturbo da attacchi di panico in età matura.

22 SET 2014 · Tempo di lettura: min.

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Il caso di Anna: imprigionata nella tela della Vedova Nera
Anna é una simpaticissima donna di circa 50 anni che si presenta nel mio studio perchè soffre da ormai anni di forti attacchi di panico, che le impediscono di muoversi liberamente e di vivere la vita che vorrebbe. Io ed Anna ci siamo conosciute informalmente durante una mia serata a tema proprio sui disturbi di ansia ed è li che Anna prende il coraggio di contattarmi direttamente per provare finalmente amettere mano al suo problema.

Anna mi racconta che l'ansia è una sua dolce compagnia degli ultimi dieci anni e che questa la sormonta in particolari situazioni: al supermercato, in auto, nei negozi, al cinema, in generale in quasi tutte lesituazioni in cui è fuori casa ed in cui è sola. Quello che le succede in quei momenti è di sentirsi prima agitata, poi tachicardica, con le mani che sudano, le vertigini, il senso di svenimento, un fortepeso sullo stomaco e soprattutto il terrore "di sentirsi male/svenire in mezzo alla gente".

Quando succede ciò Anna deve allontanarsi immediatamente dal luogo in cui si trova, lasciando la spesa sul carrello, il film a metà o chiamando qualcuno per farsi venire a prendere e questole crea un fortissimo imbarazzo e disagio nei confronti degli altri. Si sente in colpa nei confronti del marito e della figlia che ogni volta che lei sta male "devono mollare tutto e correre da lei", dandoleun sollievo immediato per lo scampato pericolo, ma lasciandole comunque una grande tristezza e senso di mortificazione interiore.Anna ha lavorato tanti anni senza questo disturbo che invece ha cominciato a manifestarsi dopo il baby-pensionamento; ad oggi è una casalinga per la maggior parte del tempo, anche se è comunque riuscita a tenersi un piccolo lavorettodi qualche ora alla settimana.

Per il resto del suo tempo Anna sta in  casa, si occupa dei figli, del marito e si muove solo ed esclusivamente per andare a trovare la madre o per accompagnarla da qualche parte, tutte le volte che si muove per sè il panico ha il sopravvento.In questo caso è stato importante chiedere ad Anna di registrare tramite un diario tutte le occasioni in cui questo panico le veniva, facendole annotare le emozioni, le sensazioni ed i pensieriprovati, mettendo in evidenza le reazioni degli altri di fronte al suo panico ed il suo modo per uscirne.

Questo lavoro è fondamentale all'inizio di un trattamento psicoterapeutico per un disturbo d'ansia perchè ci permette di capire come e quando si manifesta l'attacco di panico, di comprenderese esistono situazioni e/o emozioni che lo favoriscano e soprattutto di individuare i comportamenti dannosi del paziente e di chi gli sta intorno.

Nel caso specifico di Anna è emerso proprio che gli attacchi di panico avvenivano principalmente quando lei si trovava a fare delle attività in autonomia, da sola ed il libera scelta, che c'era la necessitàdi stabilire un immediato contatto con un famigliare, che la rassicurasse sul fatto che "era tutto ok".Indagando meglio questo aspetto è emerso che Anna, pur ai miei occhi essendo una donna brillante, simpatica, estremamente intelligente e piena di vita, aveva una considerazione di sè piuttostodifferente da ciò che appariva.

Anna si sentiva "una donnetta debole e con poche capacità", goffa, non in grado di fare le cose da sola e non molto intelligente...cavolo mi sembrava cosi strana questa sua idea di sè!! A me pareva una donna in gambissima!!..come mai questa distonia? Ed è indagando sulle inferenze di Anna che emerge la sua storia di vita e soprattutto emerge il suo rapporto con la madre, donna ultra ottantenne vedova da tantissimi anni e "dura come il marmo!".

Eh si...ahimè...Anna è stata cresciuta da una madre che ha il fatto il meglio che poteva in quanto vedova e con due figli da mantenere, che ha costruito una solida tela di protezione intorno ai suoi figli, ma talamente solida da avercele incastrate dentro. Anna racconta di una donna molto dura nei toni e nei modi, che aveva ed ha tutt'ora una forte tendenza al controllo degli altri, con un temperamento impositivo, svalutante e molto critico.

Anna crede di non valere perchè questo è ciò che le è stato ripetuto da sempre, crede di essere un'imbranata perchè tutte le sue azioni sono state considerate tali, crede di non poter muoversi da solaperchè qualcuno le ha insegnato "che potrebbe succederle qualcosa e che poi lei non riuscirebbe a cavarsela", insomma è profondamente convinta di ciò che le è stato sempre esplicitamente detto...

E quindi come diceva Forrest Gump "stupido è chi stupido fa"!!

Questo le ha impedito di svuluppare una reale autonomia di pensiero e di azione da questa figura materna cosi opprimente e deludente, come alla ricerca di un'approvazione mai arrivata Annasi è ritrovata a 50 anni a non riuscire a muovere un passo senza l'ok di mamma, come incastrata nella tela del ragno...viva...ma prigioniera.E l'attacco di panico ha rappresentato un campanello di allarme ogni volta che lei tentava di uscire dalla tela..come un antifurto perimetrale che la rimetteva in gabbia ogni volta che cercava diuscirne.

Ecco questo è un altro grande passo per la trattamento del disturbo...capire il "vantaggio secondario" del sintomo. Gli attacchi di panico le garantivano questa dipendenza dalle figure famigliari, confermando il fatto che lei avesse bisogno degli altri perchè da sola non in grado di fare nulla.Da qui un pò alla volta io ed Anna abbiamo iniziato a dare del filo da torcere alla Vedova Nera e con un pò di coraggio, cominciando da piccoli passi (la spesa nel negozio sotto casa, il giro in auto da sola,il corso di cucina, la palestra) Anna ha sperimentato l'autonomia..di pensiero...di azione.. e di sentimento.

Ed anche se i primi tempi la paura dell'attacco di panico era altissima, con il suo boccettodi Xanax per sicurezza in borsa, Anna si è fidata di sè ed ha cominciato ad uscire dalla tela.Oggi Anna ha buttato lo Xanax, lavora quasi a tempo pieno, ha una sua macchina, segue due corsi in palestra e tiene una sua rubrica di cucina. Non ha più avuto attacchi di panico negli ultimi due anni, è felice di essersi ritrovata e sorride quando la VedovaNera la guarda e le dice "certo che tu sei proprio strana!".

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Scritto da

Dr.ssa Laura Galuppi

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