I genitori hanno una missione importante!

Un contatto reale in cui c'è dialogo e comunicazione di regole e valori, così come di affetto e di stimoli, girerà sempre ad una velocità maggiore.

20 LUG 2016 · Tempo di lettura: min.

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I genitori hanno una missione importante!

C'è chi definisce coloro che sono nati nelle ultime decadi, da quando è presente la rete, come nativi digitali, mentre coloro la cui venuta al mondo è precedente alla connessione internet come immigrati digitali.

Così, quelli che hanno avuto sin da piccoli un approccio con la connessione wi-fi sono ritenuti i veri esperti del settore tecnologie, ed attualmente la loro età si attesta tra gli 0 e i 18-20 anni; tuttavia sono anche quei bambini o ragazzi, nostri figli, studenti, utenti, che necessitano delle competenze del proprio adulto di riferimento per addentrarsi in un terreno così impervio come quello del digitale. Sicuramente più veloci nell'apprendere le modalità di utilizzo di questi strumenti, ma certamente con meno consapevolezze di quali possano essere i vantaggi e i pericoli per ciascuna fascia d'età, che solo un adulto consapevole può attestare.

Ma come fare se anche l'adulto non è del tutto consapevole di ciò che circonda il proprio figlio?Si evidenzia una disparità tra bambini e genitori nella conoscenza della connessione internet, la quale causa difficoltà di gestione delle dinamiche che avvengono a casa e difficoltà nel porre regole poichè non si conosce cosa ha bisogno di essere regolato, per non parlare delle difficoltà nell'organizzazione dei ritmi giornalieri, nel tipo di relazioni che possono essere instaurate dai ragazzi in un contenitore virtuale, quali meccanismi psicologici emergono in seguito all'utilizzo e quando è necessario accorgerci che l'utilizzo è diventato abuso.

Dopotutto, questa modalità di conoscere il mondo non esisteva quando i genitori erano figli e solo molto più tardi si è arrivati ad un utilizzo massiccio di questa. I genitori, in alcuni casi, sembrano ricordare e percepirsi solamente come immigrati digitali e appare loro, come a molti insegnanti ed operatori sui minori, solamente la propria incapacità nei confronti di quello strumento, come se questo avesse allontanato i propri bambini, o li avesse resi diversi da come li si conosceva prima, affidando, di fatto, tutta la capacità di gestione o di impossibilità di gestione della situazione alla rete. Sicuramente questo atteggiamento di impotenza può inizialmente essere reale, ma è sempre possibile partecipare a corsi e conferenze in merito per colmare la differenza di conoscenza delle tecnologie tra sé e i figli, e poter poi mettere a loro disposizione la propria esperienza, è possibile partecipare a dibattiti con esperti e specialisti del settore psico-educativo, per comprendere a pienopermesso di creare un legame e una relazione che resisterà a rotture e riparazioni, che ci guiderà nella vita, sarà il modello per altre interazioni e che ci permetterà di affrontare anche le dinamiche create con lo strumento della rete.

Un contatto reale, in cui c'è dialogo, comunicazione e trasmissione di regole e valori, così come di affetto e di stimoli, girerà sempre ad una velocità maggiore rispetto a qualsiasi altro tipo di connessione senza fili. Perciò non riteniamoci solo degli immigrati digitali, ma riteniamoci responsabili di far conoscere alle nuove generazioni cosa sia una connessione affettiva, che emerge da sempre come uno dei bisogni fondamentali dell'uomo, dove però spesso gli immigrati, per caratteristiche, storia personale o sviluppo non ancora avvenuto, sono loro, i nostri figli.

Rimanete Connessi!

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Scritto da

Dott.ssa Moruzzi Sara

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