Accesso Psicologi Registra il tuo centro gratis

I diritti relazionali dei bambini: l'importanza dei confini

<strong>Articolo rivisto</strong> dal

Articolo rivisto dal Comitato di GuidaPsicologi

I diritti dei bambini nella separazione: rimanere bambini, essere informati, protetti e rassicurati.

13 OTT 2016 · Tempo di lettura: min.
I diritti relazionali dei bambini: l'importanza dei confini

I bambini di fronte alla separazione dei genitori corrono il rischio di non veder soddisfatti alcuni loro diritti importanti e significativi, ovvero quelli che definiamo i diritti relazionali dei bambini: il diritto di essere e rimanere bambini, il diritto di essere protetti e di essere al sicuro, di essere rassicurati.

I bambini di genitori separati sono spesso coinvolti nella stessa separazione in prima persona, a prescindere dall'età: vengono "esposti, usati e manipolati" dall'uno o dall'altro genitore. Spesso i bambini si schierano, ma non lo fanno, nella maggior parte dei casi, per un proprio bisogno, ma per attendere a una ben precisa aspettativa del genitore, sentito e vissuto come quello più debole e in difficoltà.

I bambini hanno il diritto di essere bambini, di non essere adultizzati e messi in mezzo al conflitto.

Spesso il conflitto soverchia i confini generazionali e trans-generazionali; i bambini fanno gli adulti, gli adulti fanno i bambini. Questo causa sofferenza a tutti, agli adulti e ai bambini; questo genera sensi di colpa e di di recriminazione. Saltano i confini generazionali; c'è confusione, non c'è più rispetto.

Il confine è un importante parametro psicologico; i bambini sono diversi dagli adulti, hanno ruoli diversi, competenze emotive - affettive/relazionali diverse. Se il confine in famiglia è chiaro, adeguata e pertinente è l'informazione che passa. Se il confine in famiglia non è chiaro, si assiste a un passaggio eccessivo di informazioni qualitativamente non adeguate e pertinenti. I bambini si trovano a essere considerati i confidenti dei genitori, per esempio.

I bambini si trovano dunque in difficoltà a gestire comunicazioni di tal genere, in quanto "non attrezzati" emotivamente e affettivamente a gestire una comunicazione di tal genere. I bambini rispetto alla separazione hanno bisogno di essere informati, ascoltati e rassicurati. Essere informati significa che il bambino necessita di capire cosa sta accadendo, con parole semplici adeguate all'età; è bene che il bambino non sia tenuto all'oscuro della situazione famigliare.

Nel caso in cui si tenga secretata la separazione, il bambino può avvertirne il disagio, non comprendere e provare da solo a cercare delle risposte. Spesso questi bambini alla ricerca di risposte le vanno a cercare dentro di sé, colpevolizzandosi del malessere dei genitori. Si corre dunque il rischio che sviluppino psicopatologie legate al sé, malesseri che possono poi tradursi in disagi comportamentali. È dunque auspicabile parlare della separazione in modo chiaro e preciso ai bambini di qualunque età, anche con l'aiuto di un professionista preparato.

I bambini hanno bisogno di essere ascoltati e rassicurati circa le tappe della separazione, della nuova organizzazione famigliare; non devono essere tenuti all'oscuro perché "tanto non capiscono", ma necessitano di un preciso e puntuale accompagnamento. I genitori rimangono ad assolvere la loro funzione di guida e sostegno; i due capisaldi della genitorialità.

Il caso di James: un bambino senza confini

James ha 8 anni, i suoi genitori si sono separati da due anni.

James è convocato in Ctu in quanto il Giudice ha disposto, nel caso della separazione dei suoi genitori, una consulenza tecnica di ufficio al fine di meglio comprendere la vicenda famigliare e fornire al tribunale una più precisa e puntuale indicazione in merito all'affido e collocamento del minore.

James non vuole vedere il papà; da un anno il padre non vede James.

Il Ctu incontra James con i suoi genitori attraverso l'uso del Disegno Congiunto, un test grafico interattivo in cui tutti i membri della famiglia sono invitati a parteciparvi attraverso la realizzazione di un disegno congiunto.

James esordisce all'incontro con: "Io e mamma ci siamo separati da due anni", intendendo in realtà la separazione della mamma dal papà.

La produzione grafica del disegno è eloquente: il disegno è diviso in tre, da tre linee disegnate dallo stesso James. Il padre occupa una piccola porzione del foglio, fa un disegno tutto suo, in cui rappresenta se stesso e il figlio mentre giocano a calcio; la madre occupa una porzione ben più vasta del foglio e disegna se stessa e il figlio mentre lo accompagna a scuola. James disegna sestesso molto alto, alla pari della madre accanto a lei mentre fanno shopping: sembrano di fatto una coppia. Il padre non compare né nel disegno del bambino né in quello della madre.

Al di là di altre e più approfondite considerazioni in merito all'analisi testuale e grafica dello strumento, quello che appare un elemento prognostico critico è il netto schieramento di James con mamma contro il papà e l'invischiamento a cui è stato esposto.

Non ci sono più confini generazionali: la separazione non riguarda solo i genitori ma coinvolge anche la relazione padre - figlio; James inoltre si fa compagno di vita al fianco della madre nel disegno. Accanto a lei, è alto come lei.

Scritto da

Dott.ssa Cristina Fumi

Lascia un commento

ultimi articoli su psicologia sociale e legale