Ho l'ansia e non mi capiscono!

Chi soffre di disturbi d'ansia spesso non si sente compreso e riconosciuto e paradossalmente deve peggiorare il suo stato d'ansia per essere compreso e visto.

5 OTT 2020 · Tempo di lettura: min.
Ho l'ansia e non mi capiscono!
"Ho paura di dire che ho l'ansia. Non capirebbero...".
"Sii forte", mi direbbero, il problema è nella tua testa!".

Negli anni ho provato a condividere il mio malessere con amici e parenti, anche solo per giustificare come mai non sarei andata ad una festa, per spiegare perché non andavo al centro commerciale o cosa è successo quella volta che non sono riuscita a partire per le vacanze. Speravo che capissero.

Non è successo: "dipende da te, sforzati" mi hanno detto. Ho sentito anche frasi del tipo: "anche io non mi sento, ma esco comunque" o suggerimenti come: "vai a fare shopping".

Ma davvero credete che voglia star male? Davvero pensate che possa bastare una bella dormita (non dormo come si deve da almeno due anni), o un pomeriggio di shopping sfrenato a far passare questo incubo che va avanti da troppo tempo?!

Quando ho cominciato ad assumere farmaci, ho deciso di nasconderlo a tutti. Avrebbero pensato che sono una "psicopatica"... Li prendevo di nascosto. Evitavo di uscire con gli amici, perché dopo cena prendevo due compresse e non volevo destare sospetti. Poi ho deciso di cominciare a fare un percorso di psicoterapia e ho capito che non sono l'unica in questa situazione e ho capito che non sono sola.

La psicoterapia è stata la chiave che cercavo da tempo per uscire dalla stanza buia in cui ero intrappolata, apparentemente senza via di scampo. Ho trovato la via di uscita quando ho capito che l'ansia può essere parte della vita delle persone e per la prima volta ne ho parlato senza vergogna. Ho capito che ero troppo concentrata su cosa avrebbero pensato gli altri di me, finendo per trascurare me stessa e il grido d'aiuto che la mia ansia periodicamente provava a lanciarmi.

Non mi rendevo conto che non era l'ansia di per sé il problema, ma tutti i pesi attorno alla mia ansia (la colpa, la vergogna, l'inadeguatezza, la paura, la tristezza), che facevano si che io non potessi spiccare il volo.

Adesso ci sono io e basta. Con o senza ansia, ci sono io. Ho cominciato a stare meglio quando mi sono concessa di stare in ansia. Da quando mi sono concessa di stare in ansia ho capito che il problema non ero io, ma la mia vita passata e le persone che nel presente continuavano a rivangare il mio passato.

Adesso non ho più paura di non andare bene e mi sento degna di attenzione, di cura e di aiuto.

Se conosci qualcuno che qualche volta ha provato a dirti che "soffre di ansia", prova ad immaginare quanta fatica fa a parlartene. Apprezza il suo tentativo e non giudicarlo!

Dottoressa Gilda Chiaromonte

Scritto da

Dott.ssa Chiaromonte Gilda psicologa psicoterapeuta

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