Hikikomori: chi sono?

Il cosiddetto disturbo hikikomori è ormai diffuso anche in Italia.

1 AGO 2019 · Tempo di lettura: min.
Hikikomori: chi sono?

Il cosiddetto disturbo hikikomori è ormai particolarmente diffuso anche in Italia. Riguarda per lo più giovani in età adolescenziale o tardo adolescenziale.

È una forma di ritiro sociale e si potrebbe "assimilare" al disturbo evitante di personalità, già noto da tempo. Quest'ultimo, però, ha delle peculiarità proprie, diverse da quelle dei ragazzi/e di questo nostro tempo, dove la competitività e l'autoriferimento risultano presenti come non mai!

All'origine del disturbo possono esistere varie concause, non solo d'origine sociale ma anche familiare e personale.

In famiglia, spesso, per quello che posso testimoniare direttamente attraverso la mia esperienza clinica, sono presenti un particolare disinteresse e un certo disimpegno sociale; inoltre, tra i membri della famiglia, può essere presente un singolare tipo di "invischiamento" che "condiziona" gli stessi in ruoli rigidamente costruiti, dai quali è difficile venir fuori.

Il giovane, vittima del disturbo, spesso è un ragazzo che, anche in famiglia, non ha avuto la possibilità d'esprimersi e d'essere "riconosciuto" nei suoi bisogni, risorse ed aspirazioni; soprattutto, uno dei due genitori (generalmente la madre, con un padre assente e/o passivo) ha adottato, da sempre, modalità direttive più che amorevoli e di comprensione.

La coppia genitoriale, insieme, per contenere le proprie ansie non risolte, ha da sempre pensato per il figlio, parlato per il figlio, agito per il figlio, scelto per il figlio...Finchè il figlio "ha rinuciato a vivere", finendo per rinchiudersi nella sua "tana", convinto di non essere capace di nulla.

Naturalmente la particolare disistima del ragazzo, spesso, è stata rinforzata anche a scuola e/o nei timidi tentativi d'inserimento nel mondo del lavoro, finendo poi per rinunciare completamente a tutto e a non credere minimamente in se stesso!

Questo comporta il rischio di psicosi, o quantomeno il ritrovarsi su una "linea di confine" tra nevrosi e psicosi, in cui la persona è schiacciata da fobie di vario tipo!

Fondamentalmente le persone hikikomori non hanno avuto la possibilità di sperimentarsi, di vivere la cosiddetta fase esplorativa ed, ancor prima, il cosiddetto "narcisismo primario". Persino dopo i loro "primi passi", in senso stretto e comportamentale, non hanno avuto la possibilità ed il tempo di rialzarsi da soli.

Ma il problema può risolversi, ne ho conferma clinica.

Dovranno essere affrontati e risolti molti ostacoli e resistenze, sia da parte del soggetto interessato dalla problematica che da parte del terapeuta! Con la dovuta e necessaria pazienza, con il tempo, con la competenza e molto spesso con "approcci integrati" che prevedano anche l'adozione del modello ecologico per l'intervento, il giovane arriverà a riprendere in mano la propria vita, con responsabilità e determinazione nuove.

Articolo della Dott.ssa Ambra Filippelli, iscritta all'Ordine degli Psicologi del Lazio

Scritto da

Dott.ssa Ambra Filippelli Linkedin

Psicologa Nº iscrizione: 7499

La Dott.ssa Ambra Filippelli offre attività di diagnosi, prevenzione, abilitazione, riabilitazione, sostegno per disturbi dell’alimentazione, dipendenze, disturbi d’ansia (attacchi di panico, fobie, ossessioni), disturbi dell’umore (depressione, etc.), sostegno a famiglia e anziani.

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13 Commenti
  • rouault nathalie

    MI SCUSO MA LEI NON HA CAPITO UN BEL NIENTE DI NOSTRI FIGLI ,ancora una volta una che spara a vanvera senza avere vissuto in prima linea con uno di questi ragazzi ,poi come si permette di giudicare noi genitori ,cambi mestiere che lei è dannosa

  • Letizia Mazza

    Prima di scrivere un articolo che raggiunge anche ragazzi e famiglie con questo problema, cercate di informarvi meglio... C'è un gruppo nazionale italiano sugli hikikomori e il gruppo Minotauro a Milano fatto da esperti su questo fenomeno. Rischiate di fare del male e di distruggere ragazzi già molto provati e sofferenti. A ognuno la sua competenza!

  • Leandra Diarena

    Possibile che non ci sia nessun commento pubblicato????? C'è una censura? Chi controlla?

  • Leandra Diarena

    Non tutti possono scrivere .... bisogna prima Sapere... Cercate il sito Ikikomori Italia! Per i genitori interessati iscrivetevi al gruppo Ikikomori genitori Gratis... naturalmente....

  • maria angelica ruggiero

    Gentile dottoressa, sono la madre di un ragazzo hikikomori e devo dirle che mi sento ferita dalle sue affermazioni. Sono una persona che svolge un lavoro nel terzo settoree fa volontariato. Su quali dati , da quale ricerca provengono le sue affermazioni? Aspetto una sua risposta. Grazie

  • Paolamaria.esposito

    Non condivido affatto l' analisi delle cause , specie riguardo alle responsabilità genitoriali.....l' articolo é fuorviante

  • Stefania linari

    Perfetto! La prego prendere contatto con mio figlio in ritiro da 8 anni. Non condividiamo la sua analisi. Sono membro del gruppo Hikikomori Italia e le loro buone prassi ci hanno aiutato più di tanti psicologi e psico terapeuti.

  • Marialuce Latini

    Buonasera. Sono la madre di un ragazzo che tende al ritiro sociale. Al contrario di quanto da lei sostenuto sono una persona molto impegnata nel sociale. Architetto, sempre sensibile alle questioni inerenti i diritti dell'infanzia e dell'adolescenza. Ho incentrato la mia professione sugli aspetti inerenti la vivibilità delle nostre città da parte delle fasce cosiddette più deboli della popolazione, compresi i nostri ragazzi e ho svolto innumerevoli attività in merito. Sono certa di non essere una eccezione. Grazie per l'attenzione.

  • Maria Grazia Isabella Costa

    Altro che disimpegno delle famiglie.Vi è un disimpegno sociale verso le nuove generazioni che si aprono alla conquista del loro futuro,ma si trovano ostacolati da un sistema sociale e politico che li considera come dei bicchieri da riempire con le credenze politiche dominanti.I genitori da soli non si rendono conto che i propri figli siano ostacolati dalla scuola, dai disvalori della propaganda consumistica. E anche quando lottano per favorire nelle nuove generazioni nuovi creatori do pensieri,ecco che il sistema scolastico ostacola.Ma la responsabilità a chi si dà sempre ai genitori !

  • Marisa idra

    Disinteresse e disimpegno sociali nelle famiglie dei ritirati sociali? Mi piacerebbe che evidenziasae da quale ricerca emerge questo dato: sono la madre di un ritirato sociale e da 35 anni mi impegno nel sociale con anziani, stranieri minori in associazioni parrocchiali, mi sento offesa da questo articolo che fa affermazioni gratuite ....


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