Gli sbagli più comuni in una relazione

Stare insieme non è facile, le influenze culturali ci portano a pensare all'amore come a qualcosa di assoluto e costante ma purtroppo non è così.

2 DIC 2016 · Tempo di lettura: min.

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Gli sbagli più comuni in una relazione

Quali sono gli sbagli più comuni che facciamo quando cerchiamo una relazione?

Ognuna di noi, anche se non l'ammette, è alla costante ricerca del principe azzurro. Come nella fiaba "La principessa e il ranocchio" nella vita ci capita di baciare un rospo (spesso più di uno!) e così trasformiamo il rospo, cioè in uomo normale, in un principe. E da qui nasce la grande storia d'amore. Batticuore, romanticismo, poesie…Tutte le coppie durante l'innamoramento pensano e si dicono che loro sono speciali, tutte! Purtroppo però tutte dopo qualche anno capiscono che non è così…

Ci presentiamo all'inizio della relazione come dei pavoni, mostrando la nostra ruota più scintillante e tenendo l'immondizia ben nascosta dietro la schiena. Finché quando siamo abbastanza sicuri che l'altro si sia ben bene innamorato mostriamo la nostra immondizia; d'altra parte, se ci ama, ci deve prendere per quello che siamo, non possiamo mica fingere di essere diverse. Pretendiamo che l'altro accolga i nostri difetti e li ami, pretendiamo che l'altro ci capisca senza parlare, pretendiamo che l'altro sia come noi vorremmo che fosse. Insomma smettiamo di vedere la realtà e vogliamo che la nostra relazione rispecchi il nostro film preferito.

Purtroppo, o per fortuna, nella vita non esistono i finali sullo stile "e vissero felici e contenti", anche perché non è poi così facile accontentarci. Gira su internet una storiellina carina su questo.

A New York è stato appena aperto un nuovo negozio dove le donne possono scegliere e comprare un marito. All'entrata sono esposte le istruzioni su come funziona il negozio.

1) Puoi visitare il negozio solo una volta. 2) Ci sono sei piani e le caratteristiche degli uomini migliorano salendo. 3) Puoi scegliere qualsiasi uomo ad un piano oppure salire al piano superiore. 4) Non si può ritornare al piano inferiore.

Una donna decide di andare a visitare il Negozio di Mariti per trovare un compagno. Al primo piano l'insegna sulla porta dice: "Questi uomini hanno un lavoro". La donna decide di salire al successivo. Al secondo piano l'insegna sulla porta dice: "Questi uomini hanno un lavoro e amano i bambini". La donna decide di salire al successivo. Al terzo piano l'insegna sulla porta dice: "Questi uomini hanno un lavoro, amano i bambini e sono estremamente belli". "Wow!" - pensa la donna, ma si sente di salire ancora. Al quarto piano l'insegna sulla porta dice: "Questi uomini hanno un lavoro, amano i bambini, sono belli da morire e aiutano a fare le faccende di casa". "Incredibile! - esclama la donna - Posso difficilmente resistere!". Ma, detto questo, sale ancora. Al quinto piano l'insegna sulla porta dice: "Questi uomini hanno un lavoro, amano i bambini, sono belli da morire, aiutano nelle faccende domestiche e sono estremamente romantici". La donna è tentata di restare e sceglierne uno, invece decide di salire all'ultimo

Il cartello del sesto piano: "Sei la visitatrice No. 31.456.012 di questo piano, qui non ci sono uomini, questo piano esiste solamente per dimostrare come sia impossibile accontentare una donna. Grazie per aver scelto il nostro negozio!".

Di fronte a questo negozio è stato aperto un Negozio di Mogli. Al primo piano ci sono donne che amano far sesso. Al secondo piano ci sono donne che amano far sesso e sono ricche. I piani dal terzo al sesto non sono mai stati visitati.

Divertente, no?! Ma questo non è vero solo perché le donne sono in accontentabili ma anche perché siamo costantemente bombardate da bisogni e sogni e desideri diversi. Vogliamo una relazione ma ci piace anche sentirci libere, vogliamo un uomo attento ma siamo attratte dagli uomini difficili, vogliamo un uomo passionale ma solo nel momento in cui lo siamo anche a noi…Insomma non è facile accontentarci o forse proprio non è possibile, infatti una maledizione della natura umana è di essere costantemente assediati da desideri contrastanti tra loro che ci fanno vivere in conflitto con noi stessi.

Inoltre nella storia che ci hanno raccontato del "e vissero felici e contenti" è come se si desse per acquisito che l'amore, una volta ottenuto, rimanga costante per sempre. I sentimenti però non rimangono costanti, i sentimenti cambiano, fluttuano, deperiscono o si nutrono anche secondo come stiamo noi, cosa ci succede intorno, cosa fa l'altro. In questo siamo più brave noi femminucce dei maschi, le donne hanno più dimestichezza con le fluttuazioni dell'amore: infatti, di solito se tradiscono mica lo dicono. Lo sanno che può essere un'infatuazione del momento, una cosa passeggera. Gli uomini su questo fanno più fatica, pensano che l'amore ci sia o che non ci sia, se s'infatuano di un'altra donna succede spesso che l'uomo interrompa subito la relazione perché non è più innamorato, per poi tornare sui suoi passi 3 giorni dopo perché si è sbagliato.

L'amore fluttua, cambia, come tutto il mondo intorno a noi cambia costantemente, come il nostro corpo che è soggetto a continue modificazioni, così l'amore. È impensabile che i rapporti rimangano inalterati negli anni, eppure ognuno di noi è caduto almeno una volta nella vita in quest'illusione.

Spesso rimaniamo così attaccati a quest'illusione che non vediamo i segnali di deterioramento della relazione e ci ritroviamo che la relazione è morta con una sorta di stupore. Solo chi ha il coraggio di analizzare retrospettivamente con sincerità la relazione finita si accorge che certi silenzi, certi ritardi o certi improvvisi malumori potevano essere sintomo di qualche problema o di qualche insoddisfazione. Notare certi segnali però porta inquietudine, quindi si preferisce ignorarli o minimizzarli. Così, quando le tensioni esplodono, si ha l'impressione di essere colti di sorpresa.

D'altra parte non ci sono manuali che ci insegnino a gestire le relazioni o i momenti di crisi e la maggior parte delle persone ha anche difficoltà a gestire le proprie emozioni, figuriamoci come può comunicarle all'altro o evitare che influenzino la relazione. Anzi spesso in coppia c'è la richiesta che sia l'altro a gestire le nostre emozioni disturbanti o ci immaginiamo che se l'altro fosse veramente la persona giusta saprebbe come prenderci e addirittura non ci sentiremmo così. Lavorando su noi stessi a livello terapeutico si può capire cosa è andato storto in una relazione per non rifarlo, imparare a gestire autonomamente le nostre emozioni, imparare a non chiedere la luna al nostro partner, capire come costruire una relazione da adulti, più reale e più soddisfacente.

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Scritto da

Dott.ssa Federica Parri

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