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Gli effetti di queste giornate inedite sulla psiche

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Articolo rivisto dal Comitato di GuidaPsicologi

Solitudine o isolamento? Costrizione o scelta? Alla ricerca delle giuste distanze dal virus, dai familiari, dagli altri, dal proprio tempo e in definitiva da se stessi.

16 MAR 2020 · Tempo di lettura: min.
Gli effetti di queste giornate inedite sulla psiche

I giorni che stiamo vivendo stanno insospettabilmente mutando le nostre abitudini.

Insospettabilmente e senza preavviso, ci stiamo ritrovando a vivere giornate inedite alle quali non eravamo abituati, né preparati. Ma ci si può mai sentire davvero preparati a vivere? La vita è sempre oltre le nostre previsioni, preoccupazioni, preconcetti e tutti i pre che le nostre angosce istintivamente attivano per immaginare gli eventi prima che possano capitarci, coltivando così la speranza di poterli prevenire. A volte l'esperienza e la riflessione aiutano, ma il più delle volte la vita ci spiazza. Sarà successo altre volte, per eventi personali, lutti, delusioni, fallimenti, cadute, frustrazioni, sconfitte.

E ogni volta, nonostante la propria incredulità, ciascuno ha sperimentato dentro di sé forze e capacità di andare avanti che nemmeno immaginava di avere. Sia a livello individuale che, in senso più ampio, comunitario e storico a livello globale: catasfrofi, guerre, carestie, crisi economiche, epidemie ecc.

Guardando alla storia dell'umanità in generale, come alle piccole grandi battaglie personali in particolare, ci accorgiamo che l'uomo possiede notevoli capacità di resistenza, adattamento e cambiamento più grandi di quanto immagina. La diffusione del virus ci ha costretti a fermarci, interrompere e reinventarci: lavoro, affetti, contatti senza toccarsi, impegni vari, abitudini, tempi, progetti, sogni.

In questi giorni di incertezze e paure, di isolamento forzato a casa, di distanze fisiche sia dagli altri che dalla vita che eravamo abituati a condurre e che davamo per scontato, stiamo inevitabilmente riscoprendo un rapporto diverso con il tempo, con gli altri e con noi stessi.

Il tempo dell'essenzialità, la creatività, la lentezza, lo spazio per il desiderio, per sentire coloro che non possiamo incontrare di persona.

Un tempo per sentirsi in modo meno superficiale e frettoloso dei brevi scambi verbali o messaggi inviati durante le frenetiche giornate di lavoro e routine. Un tempo per sentire di più e andare col pensiero e le emozioni dove non si era ancora stati, sia nelle relazioni con gli altri, che dentro di sé.

Più tempo per parlarsi, in famiglia, al telefono o sui social, per raccontarsi e condividere timori, preoccupazioni e speranze.

Un tempo di ritrovata solidarietà, coinvolgimento e impegno, di passioni e destini comuni, di un rinnovato senso di umanità nella quale, attraverso la diffusione di questo virus, ci stiamo rendendo conto sempre di più di quanto siamo inevitabilmente interconnessi e interdipendenti a livello planetario nel nostro villaggio globale, come già proposto negli anni '60: il battito d'ali di una farfalla in Brasile può generare un tornado in Texas".

Quante altre cose possiamo imparare da ciò che stiamo vivendo a motivo di questa epidemia CODIV-19?

Come nel caso di altre sofferenze e difficoltà della vita, sarà importante farne tesoro e apprendere dall'esperienza, per uscirne migliorati.

Scritto da

Dott. Salvatore Cattano

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