Accesso Psicologi Registra il tuo centro gratis

Gli attacchi di panico come somatizzazione

<strong>Articolo rivisto</strong> dal

Articolo rivisto dal Comitato di GuidaPsicologi

Il figlio adolescente può diventare il "sintomo" della problematica materna, quando la relazione di dipendenza, per definizione, non permette lo "svincolo naturale" per l'autonomia.

31 LUG 2019 · Ultima modifica: 1 AGO 2019 · Tempo di lettura: min.
Gli attacchi di panico come somatizzazione

Oggi le statistiche dimostrano che le personalità con aspetti narcisitici, o dei veri e propri disturbi narcisitici di personalità, sono aumentate! Quando questo si verifica, nella figura materna i figli possono sviluppare dei veri e propri sintomi, incomprensibili a se stessi, per il tipo di relazione che può crearsi tra loro due.

Infatti, tra gli aspetti che potrebbero comportare una sorta di "somatizzazione" nel/la figlio/a, c'è il sottile condizionamento e la modalità manipolativa della madre, che "ha bisogno", attraverso l'intrusività, di controllare e/o comunque agire un "potere" su quello/a.

L'incapacità della madre di donare Amore autentico e gratuito e di donarsi perché il figlio/a possa sviluppare le sue potenzialità, ma affinché, soprattutto, possa imparare "a prendere il volo" verso la sua autonomia, sono alla base del senso di "soffocamento", presente in molte situazioni d'attacco di panico.

L'"incastro" di questo tipo di relazione, tra madre narcisista e figlio/a, potrebbe andare avanti senza che si sviluppi alcun sintomo, fino ad eventi che comportino una "presa di coscienza" ed un'evoluzione naturale verso un'autonomia più o meno stabile del/la figlio/a.

Ma se, invece, si presenta un evento traumatico che possa interferire in questa relazione, senza che questo possa trovare spazio e tempo per essere elaborato, il/la figlio/a può sviluppare vari tipi di sintomi, tra cui gli attacchi di panico.

Un evento traumatico che non trovi il tempo e lo spazio per l'elaborazione potrebbe essere un'improvvisa malattia seria e grave della madre, con rischi possibili per la sua sopravvivenza.Il/la ragazzo/a potrebbe venirsi a trovare in una dimensione in cui i suoi stessi sogni, progetti, prospettive sembrino dover crollare improvvisamente e venirsi a trovare con un "senso d'ineluttabilità" addosso, carichi di paure ed incognite.

Ho esperienza clinica di casi di questo tipo dove, pur in queste situazioni, la madre continua ad interferire nella vita del/la figlio/a in maniera "vincolante", con la pretesa di risolvere lei il problema del/la figlio/a per non volere "mollare la presa"!

Il bisogno di controllo e potere non riconosce come fondamentale il bisogno di "respiro" autonomo del/la figlio/a che vorrebbe e potrebbe decidere come, dove e da chi farsi aiutare. Può capitare al figlio che il senso di colpa/tradimento nei confronti della madre non glielo permetta! Ed è a questo punto, che si crea una vera e propria "vittima" della madre narcisista.

Soltanto un'escalation di sintomi potrebbe portare, paradossalmente, verso "l'obbligata" via d'uscita che s'auspica sia un "percorso di liberazione".

Articolo della Dott.ssa Ambra Filippelli, iscritta all'Ordine degli Psicologi del Lazio
Scritto da

Dott.ssa Ambra Filippelli

Lascia un commento

ultimi articoli su attacchi di panico