Giornata internazionale contro l'omofobia, la bifobia e la transfobia

Articolo rivisto dal Comitato di GuidaPsicologi

Oggi 17 maggio è la Giornata internazionale contro l'omofobia, la bifobia e la transfobia. Ma purtroppo Il collettivo Lgbt soffre tutt'oggi numerosi attacchi.

17 mag 2016 · Tempo di lettura: min.

Dal 2004, ogni 17 maggio si celebra la Giornata internazionale contro l'omofobia, la bifobia e la transfobia (IDAHOBIT).

Solo pochi giorni fa l'Italia ha approvato la cosiddetta Legge Cirinnà sulle unioni civili, che riconosce legalmente le coppie omosessuali. Tuttavia, l'Italia arriva ancora una volta in ritardo rispetto ad altri Paesi europei nel campo dei diritti della comunità Lgbt. Il riconoscimento delle coppie omosessuali non solo concede un diritto legittimo ma è un passo in avanti nella lotta contro l'omofobia e la bifobia. Riconoscere a livello nazionale le coppie omosessuali, infatti, può aiutare alla distruzione degli stereotipi e quindi a un grande cambiamento a livello culturale e sociale.

Nonostante ciò, la Legge Cirinnà è stata duramente criticata da una parte della società italiana attraverso manifestazioni di diverso tipo, quali il Family Day e le Sentinelle in Piedi.

stop.jpg

Gli episodi di discriminazione in Italia

Oltre alle manifestazioni, il collettivo Lgbt soffre tutt'oggi attacchi a livello psicologico e fisico quali insulti, rapine e stupri. Nell'ultimo anno, infatti, secondo il rapporto pubblicato da Arcigay basato su fonti giornalistiche, sono stati 104 gli episodi di omotransfobia in Italia. Si tratta di uno studio che fotografa solo la parte visibile dell'omotransfobia, riferendosi quindi ai casi che sono stati denunciati e poi divulgati dai mass media.

Lo studio di Arcigay dimostra anche che, in Italia, è purtroppo ancora possibile morire a causa della propria identità sessuale o di genere: dal 2015 al 2016 sono stati commessi due omicidi e due suicidi. Nonostante omosessualità e bisessualità si avviino verso una situazione migliore, seppur fra molteplici difficoltà, è ancora lunga la strada per l'accettazione e l'eliminazione dei pregiudizi legati alla transessualità.

Secondo il rapporto di Arcigay, inoltre, il profilo delle persone che si rendono colpevoli di episodi di omofobia, bifobia e transfobia è molto vario: dai politici agli studenti, dai giovani agli anziani. Il risultato di questa situazione è una maggiore fragilità delle persone appartenenti al collettivo Lgbt che spesso vengono discriminate a livello sociale e lavorativo, rendendole un ancor più facile bersaglio dell'omotransfobia. La Giornata internazionale contro l'omofobia, la bifobia e la transfobia (IDAHOBIT), dunque, è una delle tante ricorrenze per cercare di rendere visibile la condizione precaria che, tutt'oggi, vive il collettivo Lgbt.

La transfobia

Lo stigma che ricopre la transessualità è dovuta non solo ai pregiudizi legati alla prostituzione ma anche a una marcata disinformazione. La transessualità, al contrario di omosessualità e bisessualità che sono legate al concetto di identità sessuale, riguarda l'identità di genere. Ad ogni bambino, infatti, viene assegnata un'identità di genere che dipende dai genitali.

Nel caso dei transessuali, la persona sente di appartenere al genere opposto rispetto a quello deciso alla sua nascita. Non si tratta di un individuo che è nato nel "corpo sbagliato" come si sente dire normalmente. Un'affermazione simile è estremamente errata e potenzialmente offensiva, basti pensare a coloro che non avvertono l'esigenza di operarsi per cambiare sesso. Succede spesso, ma non sempre.

Partiamo dal presupposto per cui l'identità di genere è legata all'autocoscienza e non ai genitali. E per quanto riguarda l'identità sessuale i transessuali possono essere eterosessuali, omosessuali o bisessuali come qualunque altra persona.

Un tema ancora poco dibattuto in Italia, inoltre, è quello dei minori transessuali costretti a crescere, nella maggior parte dei casi, con un'identità in cui non si riconoscono a causa della completa disinformazione sul tema.

Secondo uno studio di TGEU (Transgender Europe) svolto su 65 Paesi, fra il primo gennaio 2008 e il 31 dicembre 2015 sono stati 2016 gli omicidi legate alla condizione di transessualità. Fra questi, 1500 sono stati commessi in Centro e Sud America. Il 65% dei transessuali uccisi lavoravano nel mondo della prostituzione.

Se vuoi ricevere maggiori informazioni sul tema, puoi consultare il nostro elenco di professionisti esperti in orientamento sessuale.

psicologi
Scritto da

GuidaPsicologi.it

Lascia un commento