Gestire gli attacchi di panico

L'attacco di panico è un cortocircuito che coinvolge la mente, le emozioni ed il corpo. La rimuginazione e l'evitamento delle situazioni temute contribuiscono al mantenimento dei sintomi.

11 NOV 2019 · Tempo di lettura: min.

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Gestire gli attacchi di panico

Durante l'attacco di panico sentimenti di terrore, indotti da pensieri catastrofici, si associano ad intense sensazioni di malessere fisico quali, ad esempio, palpitazioni, sudorazione, vertigini, difficoltà respiratorie, dolori gastrici, ecc.

Si verifica, solitamente, in persone con una sensibilità e, spesso, capacità cognitive al di sopra della media, che attraversano periodi stressanti della propria vita.

L'esordio dell'attacco di panico è indotto da pensieri negativi che attivano ansia e sensazioni di malessere, oppure può essere preceduto da sensazioni di disagio fisico, interpretate in modo catastrofico: "sto avendo un infarto", "sto per svenire", "soffoco". La paura, aumenta progressivamente, fino a raggiungere l'apice del panico, per poi decrescere spontaneamente, secondo una curva ad U rovesciata.

Dopo il primo episodio di panico, la persona tende ad avere paura della paura, cioè teme di provare nuovamente le sensazioni terrificanti legate al panico, per cui mette in atto due strategie: controlla ossessivamente il proprio corpo e la propria mente, alla ricerca di segnali di malessere ed evita tutte le possibili situazioni, in cui teme di avere un nuovo attacco.

Paradossalmente, tali strategie aumentano e sostengono lo stato di malessere: il controllo ossessivo genera un logorio mentale, detto rimuginazione, mentre gli evitamenti restringono il raggio d'azione e lo spazio vitale della persona, compromettendone la qualità di vita. Pertanto all'ansia, spesso, si associa la depressione.

L'attacco di panico, per quanto terrificante ed associato a sensazioni reali di malessere, non provoca danni fisici, anzi, dal punto di vista organico, rappresenta, una valvola di sfogo per la tensione accumulata, che la persona non riesce a gestire diversamente.

Nel trattamento di questo disturbo integro contributi della terapia cognitivo comportamentale, con tecniche di mindfulness e di ipnosi ericksoniana, insegnando al paziente a gestire adeguatamente pensieri e sensazioni angoscianti, allo scopo di liberarlo dal gorgo della rimuginazione e di accompagnarlo ad affrontare, gradualmente, le situazioni temute, eliminando le condotte di evitamento.

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Scritto da

Dott. Lauritano Domenico Gerardo

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Commenti 2
  • Paoletta la paola

    Buongiorno io ho una figlia di 13 anni che comincia con gli attacchi di panico...già soffre d'ansia,sono molto preoccupata non voglio darle farmaci

  • Alice Ghirotto

    Ciao, sono una ragazza di diciotto anni, e da qualche mese a questa parte, sto avendo anche io, ripetutamente, attacchi di panico, spesso scaturiti per la paura di farmi la pipi sotto, mi capita nei posti dove non c'è via di uscita né un bagno, come pullman,treno aule buie e piccole,ma ultimamente anche in posti aperti con un bagno nelle vicinanze,non so più come comportarmi, ho la costante paura che mi ricapiti,mi capita anche quando incomincio una conversazione con una persona che non mi conosce e non conosce la mia situazione. Cosa posso fare per far smettere tutto ciò?

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