Genitori stressati: auto indulgenza e consapevolezza!

Nei periodi più difficili e complessi, nei quali le dinamiche individuali e famigliari si possono bloccare su modalità disfunzionali, bisogna innanzitutto ascoltare se stessi senza giudizio.

23 LUG 2020 · Tempo di lettura: min.
Genitori stressati: auto indulgenza e consapevolezza!

Durante il lockdown e ancora oggi alcuni genitori si sono dovuti reinventare per far fronte agli impegni lavorativi e parallelamente occuparsi dei bambini e ragazzi a casa da scuola, senza il supporto della rete sociale che tutt'ora non è al massimo della sua funzionalità; genitori costantemente alla ricerca di nuovi equilibri, giusto nel momento in cui magari si iniziava a prendere confidenza con il "nuovo stile di vita" (o forse ci si era anche abituati).

Questo è un po' l'inesorabile destino del Genitore fin dai primi istanti in cui lo si diventa: adeguarsi e adattarsi a continui e ineluttabili cambi di scenario determinati dai bisogni, dalle richieste, dalle trasformazioni ed evoluzioni che caratterizzano lo sviluppo dei figli (o derivanti da situazioni esterne). Ogni volta come genitori ci mettiamo in gioco: i figli crescono e allo stesso tempo si modifica una parte di noi, cambiamo come persone in modo più o meno percepito e significativo. Nello specifico, in quest'ultimo periodo ci siamo ritrovati a vivere con maggiore intensità il ruolo di mamma o papà e, volontariamente o meno, a confermare o rivedere il nostro stile affettivo, genitoriale e educativo. Magari è stata l'occasione per fare qualche riflessione e considerazione o qualche piccolo aggiustamento necessario per far fronte all'emergenza che ha travolto indistintamente adulti, bambini e ragazzi.

In quanto genitori, il nostro approccio e atteggiamento nei confronti dei figli muta e si plasma nel tempo in modo funzionale per accompagnarli un poco alla volta a far parte del mondo là fuori e diventare qualcuno diverso (magari migliore) rispetto a noi, seppur qualcuno in cui abbiamo bisogno di ritrovarci in parte. Tutto ciò è fonte di gioia, soddisfazione, amore, pienezza, realizzazione... ma nel contempo quante fatiche, compromessi, difficoltà, a volte frustrazioni, senso di inadeguatezza o smarrimento, quando le cose non vanno come avremmo voluto o quando ci percepiamo così lontani dal modello di genitore che avevamo in mente. Nella maggior parte dei casi si tratta di un susseguirsi di fasi, di alti e bassi, di equilibri instabili che via via si assestano per poi essere messi nuovamente in discussione, in modo più o meno forte, da noi stessi o dagli altri, magari proprio dai comportamenti dei nostri figli più piccoli o da quello che ci dicono direttamente, schiettamente e a volte con violenza i figli adolescenti.

I genitori di oggi non temono di esplicitare i propri limiti, le proprie inadeguatezze, le proprie difficoltà, anche apertamente, rendendole pubbliche sui social e condividendole con altri genitori. Ciò consente di rendere "normale" la stanchezza, lo sconforto, il nervosismo e l'esaurimento che a tratti si sperimentano e prevalgono, e ci autorizza, senza sensi di colpa (o almeno contenendoli), ad essere "umani" e persone, prima ancora di essere genitori. Di questo non bisogna mai dimenticarsi! Quando non si riesce ad essere il genitore "da manuale" e si pensa agli sbagli e agli errori commessi, a quello che si sarebbe potuto fare diversamente, di più o di meno... in questi momenti è essenziale essere indulgenti e benevoli con se stessi!

Non perché "va bene così", ma perché è inevitabile che a volte veniamo sopraffatti dallo stress, dalle cose da fare, da molteplici impegni, da frustrazioni, delusioni, perdite a cui dobbiamo sopravvivere e che magari non dipendono dai nostri figli ma che immancabilmente si riversano anche su di loro, perché davvero a volte ci sfiniscono!

La responsabilità di un genitore risiede perciò non tanto nel fare in modo che ciò non accada mai (ricordiamolo ancora, siamo esseri umani!), bensì nell'averne consapevolezza quando succede, non come autocritica o rimprovero nei confronti di se stessi, ma come esempio e insegnamento per i propri figli.

  • Entrare in contatto con la propria vulnerabilità e le proprie fragilità, parlandone direttamente con i figli (con un linguaggio e una modalità adatti alla specifica età), li autorizzerà a loro volta a fare altrettanto, accrescendo la loro capacità di mettersi in discussione, senza sentirsi inadeguati o falliti per questo.
  • Riconoscere di aver avuto una reazione esagerata o esasperata permetterà loro di comprendere che si può sbagliare e che dagli errori si può apprendere, ma solo se si ammettono, si rielaborano e si prova a fare qualcosa di diverso.
  • L'esplicitazione e la condivisione del proprio sentire e del proprio vissuto più profondo permettono inoltre ai bambini e ai ragazzi di comprendere quanto sia importante ascoltare e tenere in considerazione le proprie emozioni per poterle incanalare in modo efficace.
  • E seppur spesso non sia semplice tollerare che i figli abbiamo idee molto distanti dalle nostre o atteggiamenti che non condividiamo, adottare un ascolto non giudicante (nell'accogliere l'altro o nel porre limiti e confini) rappresenta la base del rispetto che i bambini e i ragazzi interiorizzano attraverso il modello fornito dai genitori.

Riconoscersi genitori sufficientemente buoni alla Winnicott, riflettendo su di sé per cercare di fare del proprio meglio per i figli e soprattutto accettando le imperfezioni che ognuno di noi ha, ci permette di diventare autorevoli agli occhi dei figli e di creare con loro relazioni attraverso una comunicazione costruttiva che un po' libera e fa "stare meglio" anche le mamme e i papà...

Scritto da

Dott.ssa Monica Barzaghi

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