Fuori dal coro: quattro No allo Psicologo di base

La figura dello Psicologo di base. Se ne è parlato con entusiamo e si è criticata. Quì quattro motivazioni per dire No a questa figura professionale, così come è stata, ad oggi, ipotizzata.

4 GEN 2016 · Tempo di lettura: min.

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Fuori dal coro: quattro No allo Psicologo di base

Da qualche tempo si parla dello Psicologo di base, una figura che dovrebbe affiancare il MMG (Medico di Medicina Generale, il Medico di base) nella sua attività offrendo un servizio di consulenza psicologica agli assistiti. Si tratterebbe di consulenze brevi, gratuite, di facile accesso.

L'entusiasmo che si è sollevato intorno a questa figura dipende dal desiderio di veder riconosciuto dall'alto il valore della psicologia e di farne conoscere il suddetto valore all'utenza.

Preferisco considerare questa faccenda con meno entusiasmo.

Ecco 4 motivazioni, del tutto personali e discutibili.

1) Lo Psicologo di base farebbe lo psicologo "a metà".


La legge 56/89 indica tra le attività di competenza dello psicologo la diagnosi, la prevenzione, il sostegno, l'abilitazione e la riabilitazione in ambito psicologico. La legge dimentica di indicare la consulenza psicologica come atto tipico dello psicologo. (Qui si innestano le innumerevoli interpretazioni date dalle associazioni di counselling che, negli ultimi anni, hanno offerto consulenze -e, ahimè, sostegno– che somigliano prepotentemente alla consulenza psicologica. Da poco, tuttavia, il TAR del Lazio ha pronunciato la sentenza n. 13020/2015 per restituire il counselling psicologico alla psicologia - e ci mancherebbe! - Ma questa è un'altra storia.). Lo Psicologo di base avrebbe il compito di produrre consulenze brevi di orientamento e ri-orientamento psicologico. Il mansionario per questa figura non è stato ancora definito e mettiamo che siano inserite nel mansionario anche attività diagnostiche che richiedano poco tempo per essere effettuate. Trovo che il (s)fortunato vincitore del concorso, dopo poco, si troverebbe a svolgere un compito che ridurrebbe il suo ambito di intervento non consentendogli di agire eventuali competenze in ambito riabilitativo, abilitativo e di sostegno. Potreste dire: "E chi se ne importa? Affari suoi, è lui ad aver scelto di partecipare al concorso!" Vero, ma non sono convinta che tutti i colleghi abbiano valutato questa componente di circoscrizione dell'area di competenza.

2) Lo Psicologo di base a chi invia?

Immaginiamo che sia autorizzato ad inviare a colleghi del privato.E qui già immagino le corse dei liberi professionisti per ottenere il privilegio di essere i destinatari preferenziali degli invii. Con evidenti disagi da parte di chi non vincesse la corsa e, soprattutto, con la confusione dell'utente e la perplessità: sono stato inviato al professionista più adatto o al professionista che piace di più allo Psicologo di base? Un inciso. La psicologia ha la sua forza in diverse componenti, tra cui la relazione tra il professionista e il cliente. Con che criterio sarebbe possibile, per lo Psicologo di base, indicare un collega o un altro? Ricordo che il MMG, al momento della prescrizione di un esame clinico, rimanda ad un settore della clinica (gastroscopia, visita urologica, visita neurologica ecc.) e ad una categoria di professionisti specifici, ma NON ad un professionista con un nome specifico. La psicologia, ad oggi, non ha aree differenziate di questo tipo, pertanto non sarebbe possibile inviare ad uno psicologo "specializzato" in un'area specifica, ma solo ad un collega che si ritiene più abile di altri nella gestione di un caso.Immaginiamo che invii a servizi pubblici dedicati. La mia previsione è di un intasamento del servizio pubblico oppure di un calo di richieste per i liberi professionisti.

3) L'assistito si potrebbe sentire paziente, malato.

Data l'assonanza tra Medico di base e Psicologo di base, non mi meraviglierebbe che la psicologia assumesse connotati di cura di malattie psichiche confondendosi con la psichiatria. Dopo anni di investimento, da parte della categoria, nel ridefinire il ruolo della psicologia e le sue funzioni di empowerment e valorizzazione e nel prendere le distanze da categorie diagnostiche che mal si adattano alla variabilità del disagio psicologico (non psicopatologico), il rischio di precipitare nuovamente nell'equazione psicologo=cura i matti mi sembra dietro l'angolo.

4) L'utenza potrebbe scegliere di rivolgersi allo Psicologo di base a spotting, nel momento di necessità, non impegnandosi in un percorso terapeutico.

Il MMG da tempo lamenta che alcuni assistiti si presentano periodicamente in ambulatorio per ricevere una consulenza sullo stesso disturbo non rendendosi disponibili a eseguire esami clinici, talora ad assumere farmaci prescritti. Nel caso dello Psicologo di base questo si tradurrebbe in una serie di consulenze a spotting, periodiche, per ottenere il beneficio dell'ascolto, senza l'impegno a seguire le indicazioni del professionista. Ne potrebbe conseguire un intasamento del servizio e, al contempo, una riduzione del lavoro per i liberi professionisti: la persona che si sarebbe rivolta a loro potrebbe trovare più semplice e soprattutto più economico recarsi una tantum dallo Psicologo di base e usufruire delle consulenze brevi con la convinzione che i due servizi si equivalgano.

Queste 4 ragioni per dire No allo Psicologo di base così come, ad oggi, è stato ipotizzato.

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Scritto da

Dott.ssa Francesca Fontanella

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Commenti 1
  • Giuseppe Di Maria

    Per niente d'accordo, lo Psicologo di base potrebbe essere veramente una risorsa decisiva per la sublimazione dello stress che aumenta ogni giorno per i motivi noti a tutti, soprattutto per quella fascia di persone che non può permettersi alte parcelle e terapie lunghe.

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