Frustrazione e aggressività
La frustrazione è uno stato di tensione derivante da vari fattori tra cui l'incapacità di giungere a un risultato. L'aggressività è il conseguente comportamento disfunzionale dovuto ad esempio ad una difficoltà di regolare le emozioni
La frustrazione è ad esempio la sensazione di tensione che intercorre tra la scelta di un obiettivo e il raggiungimento di questo obiettivo. La frustrazione in questo caso è uno stato di stress del sistema nervoso che si prepara al superamento di un ostacolo. Quando un ostacolo si frappone al raggiugimento di uno scopo di genera una motivazione che porta all'aumento degli sforzi per raggiungere quello scopo. Quando lo scopo non è raggiunto sia per fattori interni (per esempio l'incapacità di fare fronte alla frustrazione che genera un'impossibilita' di attivare strategie adeguate di comportamento per superare l'ostacolo) che fattori esterni ( per esempio situazioni sociali avverse che incidono sul raggiungimento dello scopo), si genera l'aggressività. L'aggressività è ad esempio il comportamento disfunzionale che deriva da una incapacità di utilizzare strategie adeguate di comportamento ad esempio nelle situazioni sociali o di coppia.
Possiamo vedere il comportamento sociale lungo un continuum che va dalla passività (per esempio quando si accetta ogni scelta proveniente dall'ambiente sociale in maniera passiva senza motivare le proprie scelte); all'altro estremo abbiamo il comportamento aggressivo ( per esempio quando si cerca di imporre le proprie scelte utilizzando un comportamento prepotente e non considerando scopi e motivazioni degli altri). Al centro di questa linea immaginaria c'è invece l'assertivita', un comportamento positivo e funzionale in cui si risponde ad una discussione motivando le proprie scelte, ma con positività. L'assertivita' non è spesso facile da mettere in pratica. In psicoterapia dopo una fase di psicoeducazione su questi presupposti, si cerca di analizzare gli eventi critici dell'infanzia in cui o non sono state considerate le proprie scelte o era impossibile esprimere il proprio punto di vista e si insegnano strategie per regolare le emozioni di rabbia e di disperazione in maniera più funzionale.
Anche nella coppia assistiamo spesso a comportamenti aggressivi espressi da un partner verso l'altro. In quel caso, secondo la psicoterapia costruttivista, si tratta di modelli relazionali negativi in cui si esprimono male bisogni di attaccamento al partner o in cui si arriva troppo spesso all'attivazione di schemi disfunzionali in cui si cerca di esprimere il proprio potere sull'altro. In questo caso la psicoterapia serve per ristabilire la calma nella coppia, ridurre i modelli di pensiero disfunzionali che portano ad un agito disfunzionale (per esempio attivando un modello operativo interno basato sull'attivazione del sistema di rango), e l'insegnamento di strategie per rapportarsi all'altro in maniera costruttiva e positiva senza considerare i propri schemi disfunzionali che la gente utilizza senza la consapevolezza di metterli in pratica. Questo significa imparare ad interagire in maniera positiva e assertiva e attivando modelli operativi interni più funzionali. I modelli operativi interni sono schemi di comportamento inconsapevoli che vengono appresi nell'infanzia che portano al sentirsi ad esempio di essere amato o al contrario non amato nella maggior parte delle situazioni sociali. Attraverso il lavoro su questi schemi appresi nell'infanzia è possibile ricostruire lo schema di base della persona (ad esempio il senso di non amabilita'), e cambiare i vecchi schemi con strategie di pensiero più funzionali e quindi con comportamenti più adeguati.
Nell'ambito familiare in studio si assiste spesso ad agiti di aggressività per esempio espressi da un adolescente verso i genitori, nella lotta verso l'indipendenza e l'emancipazione. Oppure assistiamo a comportamenti oppositivi espressi da un bambino che vuole tutto e subito senza considerare scopi e motivazioni dei propri familiari.
I familiari spesso non hanno le strategie adeguate per fare fronte ai comportamenti oppositivi del proprio figlio e la psicoterapia serve per fare acquisire ai genitori quel bagaglio di conoscenze che servono a loro per interagire con il bambino in maniera adeguata. Le persone, salvo che nelle patologie psichiche, non hanno un solo interesse, né hanno una scala perfettamente stabile ed ordinata di interessi. Se la situazione in un dato momento viene interpretata in un detto modo, ciò non avviene necessariamente perché la persona non veda altri modi di interpretarla ma perché il modo prescelto prevale temporaneamente sulle alternative. È per questo motivo che le risposte delle persone nelle situazioni quotidiane sono spesso largamente imprevedibili. Ogni persona è spinta dai propri scopi, ma anche dai mutamenti nelle priorità tra gli interessi di uno stesso individuo. Attraverso l'analisi di questi scopi è possibile attraverso la psicoterapia far convergere la famiglia verso scopi comuni di pace e serenità e ristabilire il corretto andamento della vita quotidiana.
Nella patologia psichica, ad esempio se siamo in presenza di un disturbo oppositivo-provocatorio , invece si lavora sul bambino cercando di modificare schemi di comportamento e di pensiero in modalità più funzionali liberandolo così dallo stato di tensione e rabbia che caratterizza il suo vissuto , attraverso la rielaborazione di eventi critici dell'infanzia in cui non si è sentito capito o in cui ha dovuto mettere in atto un attaccamento ansioso-evitante causato da un parenting di tipo controllo senza affetto, in cui i genitori controllano il bambino nelle sue scelte limitando la sua possibilità di esplorazione dell'ambiente ma senza farlo sentire accolto o senza dimostrargli affetto. In questo caso si alternano sedute individuali con il bambino che sedute familiari.
Bibliografia
"Processi cognitivi e personalita'",Pravettoni G.,Miglioretti M. 2002
"Frustrazione e aggressività ", Dollard J., Miller N.E.,1967
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