Figli problematici, ansiosi, viziati

Spesso sentiamo i genitori dire: "L'amore non ha mai fatto male a nessuno", oppure "ho dato tutto a mio figlio e questo è il risultato".

19 NOV 2019 · Tempo di lettura: min.
Figli problematici, ansiosi, viziati

Sociologicamente la famiglia ha subito nel corso degli anni un'enorme trasformazione e i suoi membri hanno dovuto ridefinire i diversi ruoli, regole e principi fondanti che la mantengono.

Nel corso degli anni si è passato da un sistema famigliare di tipo patriarcale, in cui a pochi era permesso di formarsi, divertirsi e realizzarsi, ad un sistema famigliare attuale multiforme in cui sempre più genitori cercano di dare il massimo delle opportunità ai propri figli. che si tratti di famiglie mononucleari, famiglie allargate, famiglie in cui entrambi i genitori lavorano e i figli sono gestiti dai nonni, la logica di base sembra essere quella che i genitori fanno di tutto per garantire ai figli una vita migliore, maggiore benessere, una migliore qualità di vita e opportunità.

I figli devono praticare più, devono frequentare le scuole migliori, devono imparare più cose nuove. Quali conseguenze?

➡️ Sin da bambini, per poi continuare durante l'adolescenza e in alcuni casi anche da adulti, i genitori cercano di aiutare i figli in tutti i modi possibili, risolvono i loro problemi, riducono le loro difficoltà dalla più banale alla più complessa, anticipano le richieste dei figli e prevedono ciò di cui hanno bisogno al fine di proteggere i figli da un ambiente esterno ritenuto pericoloso e rischioso.

Ma i genitori sembrano perplessi quando si ritrovano con figli grandicelli viziati, ansiosi, incapaci e problematici. Perché?

➡️ La relazione patogena. Senza rendersene conto, genitori e figli costruiscono una relazione patogena che auto-alimentano: i genitori sono contenti nel dare e i figli nel ricevere. I genitori aiutano così tanto i loro figli a tal punto da diventare onnipresenti nella loro vita, si sostituiscono a loro e vivono da protagonisti una vita altrui. I figli, adolescenti o giovani adulti, essendo vissuti in una "campana di vetro", non hanno imparato a conoscere il mondo, a superare le difficoltà attraverso le piccole cadute, ad apprendere per prove ed errori. Non avendo sviluppato la fiducia nelle proprie capacità e risorse, si ritrovano ad essere dipendenti, insicuri, incapaci di scegliere e assumersi responsabilità in piena autonomia. Ed è così che, da volerli proteggere, i genitori espongono i figli ai problemi.

Oscar Wilde diceva: "È con le migliori intenzioni che si ottengono gli effetti peggiori". Ed è così che non sempre l'intenzione di garantire ai figli una vita migliore produce gli effetti desiderati.

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Scritto da

Dott.ssa Angela Leonetti

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