Essere padre: l

Una riflessione sulla figura del padre vedendo come esso è cambiato nel tempo e tracciando il profilo ideale di una tra le figure di accudimento più importanti nella crescita personale.

11 DIC 2017 · Ultima modifica: 26 GEN 2018 · Tempo di lettura: min.

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Essere padre: l

Quali sono i tratti distintivi del padre moderno? Cosa ci aspettiamo ora da questa figura?

Da vari studi sociologici e psicologici si è visto come la figura del padre si sia evoluta passando dall'eroe omerico che torna, dopo aver condotto un'intera nazione alla vittoria con solo il suo ingegno, per ristabilire l'ordine e la legge nelle sue terre a quella "assente come immagine ancor più che come individuo (L. Zoja)".

In terapia "il silenzio dei padri assorda lo studio dell'analista. Ogni giorno i pazienti rimproverano loro di non essersi espressi, addirittura di non essersi difesi; di non aver spiegato o sostenuto il proprio punto di vista; di essere stati presenti, ma tacendo" (L.Zoja, Il gesto di Ettore, pp 270-271).

Colui che avrebbe il compito di rappresentare simbolicamente il distacco e il limite perché possano essere punti di partenza e crescita dell'individuo, risulta oggi bisognoso di ridefinirsi e ricostruirsi una nuova identità partendo dalle radici storiche per far crescere nuovi rami.

Quanto segue è una piccola raccolta di caratteristiche della figura del padre, presa in parte dalla letteratura e in parte da alcuni incontri svolti.

Protezione. Freud in primis, nonostante sia conosciuto ai più per il complesso Edipico e quindi per la conflittualità padre-figlio, si esprime a riguardo dicendo: "Non saprei indicare un bisogno infantile di intensità pari al bisogno che i bambini hanno di essere protetti dal padre." Il padre viene visto quindi come protettore del focolaio e soprattutto della prole. Quanti non penserebbero a lui come l'individuo che ha il dovere di difendere i propri figli durante la crescita?

Limite e desiderio. Il Padre è la struttura simbolica che funge da freno inibitorio rispetto alle pulsioni istintuali e aggressive, tese al godimento puro e immediato. Secondo Jung, l'archetipo paterno istituisce la norma strutturante del desiderio, l'immagine che il figlio interiorizzata, avente la funzione di sublimare il godimento sfrenato perché possa essere arginato e diventare capacità desiderante. Se non esiste limite, non vi è capacità di desiderare. Lo scontro, quindi, porta ad una maturazione che rappresenta simbolicamente l'occasione per imparare a desiderare.

Rifugio sicuro. Stern, all'interno della teoria dell'attaccamento, parla del triangolo primario: la funzione paterna trova la sua piena espressione solo se anche la cornice di riferimento è triadica. Secondo questa visione, egli non è secondario e solo supportivo rispetto ad una relazione considerata sino ad oggi principe (quella madre-bambino): è invece significativa in quanto tale, essenziale e preziosa, pregna di valore poiché partecipa direttamente alla determinazione di un campo relazionale unico, che esiste anche grazie alla sua presenza. Sarà quindi anche dal modo in cui il padre si prenderà cura del figlio che esso potrà completare quell'idea intrinseca del mondo e di sé in relazione ad esso.

Riconoscimento e cura. Il padre ha il dovere e la capacità di leggere l'uomo o la donna che il proprio figlio sarà. Riconoscendolo, ne permetterà lo sviluppo e la realizzazione. Al contempo, si prenderà così cura di esso, dandogli ciò che è più necessario in base al livello di sviluppo momentaneo e proiettandolo verso il futuro che lo aspetta. Risulta così un padre capace di vedere i bisogni e soddisfarli, fornendo anche gli strumenti perché questo possa avvenire in autonomia.

Guida e compagno. Un uomo capace di essere luce sul cammino del figlio senza costringerlo alla sua idea, ma cogliendone la profonda autenticità. Il padre ha il compito di dare l'adeguato spazio di crescita al grande mondo interiore del figlio partendo dal presupposto secondo il quale entrambi sono OK.

In conclusione, potremmo dire che oggi la figura del padre è ancor più preziosa e necessaria per re-definire la società attuale e i suoi abitanti. Come Ettore, che riconobbe la paura del figlio e si tolse l'elmo per poterlo dapprima avvicinare e poi presentarlo agli dèi, indicando come lui, un giorno, sarebbe stato ancora più grande del padre, così oggi si ha bisogno di un uomo consapevole di sé e sicuro a tal punto da poter insegnare al figlio e permettergli di farsi superare senza sentirsi sminuito.

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Scritto da

Dottor Michele Orlando

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