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Essere genitori ai tempi del Coronavirus

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Articolo rivisto dal Comitato di GuidaPsicologi

Suggerimenti su come gestire le giornate in casa con bambini piccoli, in modo da sfruttare al meglio questo tempo

19 MAR 2020 · Tempo di lettura: min.
Essere genitori ai tempi del Coronavirus

Questo periodo di "reclusione" richiede ad ogni persona di organizzare, strutturare, pianificare le giornate in modo diverso rispetto a come era abituata… tempi si fanno più ampi, gli spazi più stretti, gli stimoli più limitati.

Se un adulto deve rendere conto "soltanto" a se stesso nella definizione della sua routine casalinga, un genitore, soprattutto di un bimbo piccolo (1-3 anni) deve valutare anche i bisogni, i desideri, le emozioni di quest'ultimo e definire qualcosa che sia un compromesso tra sé stesso ed il figlio. Ovviamente questo non vale solo nel periodo Coronavirus, ma in generale…tutti sanno che un figlio modifica tempi, attività e spazi, ma nella vita quotidiana in cui si può fare una passeggiata al parco, un giretto con altri bimbi, in cui si va al lavoro o al nido, dai nonni o dai cuginetti, si costruisce un equilibrio che in molti casi rende la vita del bambino e quella del genitore per alcuni momenti della giornata indipendente.

Entrambi hanno i loro stimoli, hanno le loro abitudini, spazi e tempi che escono dalle mura di casa. Ad oggi questo non è possibile: la mamma non può prendere il caffè con l'amica, il papà non può concedersi l'oretta di palestra, il bimbo non vede i compagnetti del nido o gli amichetti del parco; genitori e bambini si trovano insieme per la totalità del tempo, con abitudini saltate, passatempi impraticabili, spazi vietati. Questo se da un lato permette di conoscersi meglio, e di trascorrere insieme quel tempo che spesso è destinato a lavoro/scuola o altri passatempi, dall' altro può creare nervosismi individuali che poi si trasformano i nervosismi reciproci.

In questo scenario, da mamma di un bimbo di 20 mesi, ho pensato di scrivere qualche riga per proporre dei suggerimenti su come trascorrere questo tempo con i propri figli piccoli (indicativamente da 1 a 3 anni).

  1. Mantenere il più possibile la routine nostra e del bambino sin dal mattino: sia i genitori che il bambino dovrebbero ad esempio indossare un abbigliamento differente per il giorno e la notte (non rimanere in pigiama tutto il giorno). Se questo è importante per l'adulto in quanto lo riporta maggiormente ad un concetto di normalità e lo attiva da un punto di vista comportamentale, lo è ancora di più per il bambino che non vede stravolte completamente le sue abitudini e riesce maggiormente a differenziare il momento della giornata in cui si è più attivi e si fanno "cose" dalla sera in cui ci si avvia verso l'addormentamento.
  2. Proporre attività in luoghi della casa differenti. Soprattutto i bambini che sono abituati a frequentare luoghi diversi (nido, casa dei nonni o dei cuginetti, parco, palestra, negozi etc…) potrebbero soffrire la riduzione degli spazi dovuti al periodo. A tal proposito si può organizzare gli spazi di casa in modo che non ci sia l'unico "angolo giochi" in camera del bambino, ma distribuire giochi diversi e quindi attività diverse nelle stanze della casa. Dopo un po' di tempo in cui si sono fatte delle attività in una stanza è utile proporre al bambino di spostarsi per fare altro da un'altra parte, anche ad esempio strutturando un ordine di attività che preveda spazi diversi nelle diverse parti della giornata (es. dare l'acqua alle piantine del balcone nelle ore più calde della giornata). Per far questo è importante sfruttare tutti gli spazi a disposizione, dal giardino al garage, alla lavanderia alla taverna…
  3. Coinvolgere il bambino in quello che facciamo. Pur considerando l'età e i rischi circa gli oggetti di cui facciamo uso, si può coinvolgere il bambino nelle nostre attività, in modo da fornirgli stimoli diversi rispetto ai suoi giochi, che dopo un po' perderanno di attrattiva. Ad esempio gli si può chiedere di tenere il filo dell'aspirapolvere mentre lo si passa in casa, di aiutarci a pulire i suoi giocattoli, di supportarci mentre togliamo i panni dallo stendino. Questo modalità richiede sicuramente più tempo (che in questa fase non manca!) e magari può causare inconvenienti, ma permette al genitore di espletare le attività domestiche mentre va a stimolare la motilità del bambino, anche quella fine, e ad insegnargli procedure e passaggi, in un' ottica di autonomia crescente.
  4. Strutturare i giochi in modo che il bambino si possa muovere. Soprattutto nella prima parte della giornata molti bambini sono abituati a muoversi molto: al nido, al parco, insieme ai genitori nelle varie commissioni. Iin questo periodo in cui tutti questi spostamenti non ci sono può essere utile impostare i classici giochi in casa in modo che il bambino si muova di più. Ad esempio si può proporre un puzzle o un incastro disponendo i pezzi in una cesta in fondo al corridoio e chiedendo al bambino di "correre" per andargli a recuperare uno ad uno, oppure si può nascondere i mattoncini delle costruzioni in varie parti della stanza/casa e cercarli insieme…
  5. Accettare e comprendere i nostri momenti di nervosismo e quelli del bambino. Come ho spiegato all' inizio, sia i genitori che i bambini possono risentire dell'alterazione delle abitudini e limitazioni degli spazi e quindi essere più tesi, insoddisfatti, annoiati. Il genitore a fine giornata può perdere la pazienza per una sciocchezza o il bambino mettersi a fare più capricci del solito; colpevolizzarsi o preoccuparsi è umano, ma non è utile. E' importante vivere questo periodo come una parentesi in cui si possono fare strappi alla regola…Se il bambino è nervoso perché è una bella giornata e non può andare fuori gli si possono concedere 5 minuti in più di cartoni, spiegandogli che capiamo il suo nervosismo e siamo dispiaciuti e quindi potrà guardare un po' più cartoni del solito per tranquillizzarsi e passare il tempo. Ovviamente tali strappi alla regola dovrebbero essere utilizzati per gestire i momenti di particolare difficoltà nostra o del bambino, perché se diventano abitudine, saranno poi difficili da eliminare quando si tornerà alla normalità.
Scritto da

Dott.ssa Linda Mannori

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