Esiste una differenza sostanziale tra il sentirsi depressi e avere la depressione

La depressione è una delle malattie più diffuse nel mondo occidentale, ma dal momento che si tratta di una malattia mentale, non possiamo ridurla ad una semplice spiegazione...

5 OTT 2020 · Tempo di lettura: min.
Esiste una differenza sostanziale tra il sentirsi depressi e avere la depressione

La depressione è una delle malattie più diffuse nel mondo occidentale, ma dal momento che si tratta di una malattia mentale non possiamo ridurla ad una semplice spiegazione come, ad esempio, "Si tratta di un eccesso di cortisolo".

Bisogna fare una distinzione chiara tra avere la depressione e sentirsi depressi. Ognuno di noi, qualche volta , finisce per sentirsi giù a causa di un brutto voto, per la perdita del lavoro, per la una lite o magari perché è una giornata di pioggia intensa. In alcuni casi, non necessitiamo di un fattore attivante, il sentirsi depressi compare dal nulla e scompare con una certa rapidità ma la depressione clinica è un qualcosa di completamente diverso.

Si tratta di un disturbo mentale e non va via semplicemente perché tu lo vuoi, resta in circolo per almeno due settimane consecutive e compromette in maniera significativa il funzionamento del soggetto sul piano lavorativo, relazionale, ma anche rispetto allo svolgimento di attività quotidiane e di svago. Sono diversi i sintomi della depressione:

  • sentirsi molto tristi per la maggior parte del tempo,
  • variazioni nell'appetito (ipofagia-iperfagia),
  • provare scarso piacere/interesse nelle cose che prima erano gradite,
  • sentirsi inutili,
  • sentirsi sempre in colpa,
  • sentimenti di disperazione,
  • ideazione suicidaria,
  • agitazione psicomotoria o rallentamento psicomotorio,
  • scarsa energia,
  • ipersonnia o insonnia.

Secondo il Manuale Diagnostico e Statistico per i Disturbi Mentali DSM-5, se vigono almeno 5 di questi sintomi, di cui uno deve essere necessariamente umore depresso o scarso interesse o piacere per le cose, possiamo fare la diagnosi di depressione. Non si tratta solo di manifestazioni comportamentali, ci sono delle variazioni significative presenti a livello cerebrale.

Si possono per esempio notare cambiamenti visibili con i raggi-X come la riduzione in termini di volume dei lobi frontali e dell'ippocampo. La depressione è associata ad una trasmissione anomala e ridotta dei neurotrasmettitori come la serotonina, noradrenalina e la dopamina, alterazione dei ritmi circadiani, del sonno-REM e del sonno ad onde lente nonchè disfunzioni a livello ormonale, come l'incremento eccessivo di cortisolo e la disregolazione degli ormoni tiroidei.

Tuttavia, la neuroscienza non riesce a fornire una spiegazione completa relativa alle cause della depressione. Pare che alla base ci sia una complessa integrazione tra geni e ambiente, ma non siamo in grado di diagnosticare dove e quando la depressione si manifesterà. Dal momento che i sintomi depressivi non sono così visibili è difficile stabilire con facilità se qualcuno ne sta soffrendo. Secondo l'Istituto Nazionale della Salute Mentale, una persona che soffre di disturbo depressivo impiega circa dieci anni per chiedere aiuto.

Esistono, tuttavia, diversi trattamenti efficaci come l'integrazione tra farmacoterapia e psicoterapia. Nei casi di depressione molto grave potrebbe essere indicata la terapia elettroconvulsivante che ha lo scopo di indurre una crisi epilettica controllata all'interno del cervello del paziente, fornendo comunque ottimi risultati.

Se sei in contatto con persone che stanno combattendo con la depressione, potresti supportarli nella ricerca di opzioni specializzate di aiuto. Un passo importante potrebbe essere aiutarli in compiti specifici come la ricerca di un terapeuta o nel fare una lista di quesiti da porre ad uno specialista. Si tratta di passi che ad una persona depressa appaiono come insormontabili. Se la persona in questione si sente in colpa o prova vergogna, ricordale/gli che la depressione è una condizione medica esattamente come il diabete o l'asma. Non si tratta di un tratto di personalità o un difetto e non può farsela semplicemente passare nella stessa misura in cui non potrebbe, con la sola volontà, guarire da una colica renale o una rottura delle ossa.

Se non hai mai vissuto la depressione, non paragonare la sua condizione a momenti in cui ti sei sentita/o semplicemente giù temporaneamente perché potrebbe attivare sentimenti di colpa e inutilità in lei/lui che ne soffre per non essere in grado di uscirne così facilmente. Parlare apertamente di come si sente può essere di aiuto. Dalle ricerche emerge che parlare del fatto di pensare al suicidio riesce a ridurre il rischio di suicidio stesso. Discutere con tranquillità delle malattie mentali è fondamentale per far uscire le persone che ne soffrono dallo stigma e facilitarli nella richiesta di aiuto.

Scritto da

Dott.ssa Maria Teresa Caputo Linkedin

Psicologa Nº iscrizione: Nº iscrizione all’Albo 5836

La dott.ssa è Psicologa e Psicoterapeuta ad indirizzo Cognitivo-Comportamentale, iscritta all'ordine degli Psicologi della Regione Campania. Svolge la professione privatamente occupandosi di disturbi d’ansia, depressione, disturbo ossessivo compulsivo, lutto nell’ età evolutiva e nell’età adulta.

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