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Esiste davvero la serendipità?

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Articolo rivisto dal Comitato di GuidaPsicologi

La serendipità è una sorta di magia che circonda il mondo che ci permette di fare delle scoperte fortunate. Ma esiste davvero?

21 NOV 2019 · Tempo di lettura: min.
Esiste davvero la serendipità?

La serendipità è diventata un concetto famoso in seguito al film “Serendipity- quando l’amore è magia” del 2001, e che vede come attori John Cusack e Kate Beckinsale.

In questo film sembra che l’incontro tra i due protagonisti sia destinato a diventare amore prima o poi: i segnali e la tenacia dei due personaggi renderanno realtà questo presagio. Il loro incontro si può così definire una coincidenza fortunata, perché sono la persona giusta uno per l’altro.

Ma esiste davvero la serendipità nella vita reale? La psicologia e la scienza stanno studiando questo fenomeno per capire come il nostro cervello riesca a formulare intuizioni o nuove idee in situazioni critiche.

Significato Serendipity

L’origine della serendipity e il suo significato

Serendip è l’antico nome dello Sri Lanka. Lo scrittore Horace Walpole, coniò il termine Serendipity dopo aver scoperto un’antica favola persiana “i tre principi di Serendip”.


Questa storia si basava sulle capacità di questi principi di riuscire a cavarsela sempre, grazie a un particolare dono innato: la capacità di realizzare scoperte per caso e con perspicacia che fossero in grado di salvarli in ogni momento.

Da lì questo termine, venne a designare il momento magico e intuitivo in cui scopriamo o conosciamo qualcosa che ci può essere utile in determinati momenti. Si dice che la serendipità sia alla base di molte scoperte.

Esempi e scoperte

Alcuni esempi di serendipità riguardano scoperte scientifiche o idee per produzioni culturali.

Potremmo definire queste scoperte coincidenze fortunate, per distinguerle dalle cosiddette illuminazioni che derivano esclusivamente da ragionamenti o deduzioni dell’ingegno umano. Vediamo alcuni esempi:

  • Sembra che i personaggi di Dr. Jekyll e Mr. Hyde nascano da un sogno di Stevenson, che poi ha deciso di mettere nero su bianco.
  • La scoperta della penicillina fu un caso di serendipità: il Dr. Fleming stava infatti analizzando una coltura batterica quando una parte di essa con un fungo fu contaminata. Fleming vide che i batteri non crescevano intorno alla parte con il fungo e suppose che qualcosa li stesse effettivamente uccidendo. Da questa scoperta fortunata e dalla sua supposizione si arrivò poco dopo alla scoperta della penicillina.
  • La scoperta delle Americhe di Cristoforo Colombo fu solo una coincidenza fortunata dal momento che in realtà l’obiettivo del viaggio era raggiungere le indie.
  • August Kekulé non riusciva a trovare una spiegazione alle origini delle molecole del benzene, finche non sognò un serpente che si mordeva la coda, intuendo così la composizione ciclica del composto.

Questi sono solo esempi di quello che viene definito serendipità.

La serendipità nella scienza

Si può valutare la serendipità come un processo scientifico? Si può spiegare attraverso delle regole?

Alcuni esperimenti hanno cercato di spiegare questo processo attraverso lo studio del funzionamento del cervello, in particolare studiando alcune situazioni di incertezza. Alcuni esperimenti, realizzati da alcuni ricercatori dell’Università La Sapienza, hanno cercato di trovare le prove per spiegare come il cervello possa formulare delle ipotesi in modo inaspettato o senza l’intenzione di scoprirli.

Alcuni esperimenti riguardavano la capacità di riconoscere alcune lettere proiettate su uno schermo a brevi intervalli di tempo. Normalmente il cervello ha difficoltà a riconoscere le lettere se presentate in maniera molto veloce (ossia inferiore alla soglia di 300 millisecondi).

Realizzando diverse tipologie di proiezioni (con pattern definiti o meno, con velocità superiori ai 300 millisecondi o meno, o tutte le tipologie insieme), i ricercatori hanno scoperto che la capacità di individuare le lettere a tale velocità, migliora in determinate condizioni.

In particolare hanno potuto rilevare che quando non ci sono regole in quello che osserviamo e non abbiamo aspettative, siamo molto più bravi a vedere quello che di solito non riusciamo a scorgere.

Dal punto di vista neurobiologico, sembra che nelle situazione in cui manca la regolarità, il cervello cerca di mantenere un’attenzione vigile e una ricerca attiva ma senza aspettative precise (nel caso degli esperimenti la corteccia visiva manteneva e immagazzinava più a lungo gli stimoli, per aumentare la soglia dell’attenzione).

Il concetto alla base è che se stiamo cercando qualcosa, senza però sapere cosa, tendiamo a rimanere più attenti, avendo così la possibilità di accoregerci di cose, che sennò non saremmo in grado di notare.

Serendipità psicologia

Il punto di vista della psicologia

A livello di psicologia, ricalcando ciò che dice la scienza, sembra sottolineare che la nostra mente sia vigile e attiva anche nell’instabilità e nella novità.

Quando il nostro cervello è libero di lavorare senza ipotesi o previsioni già stabilite, lavora meglio, perché esplora nuove alternative e rimane più vigile. In psicologia si è infatti parlato a lungo sia di pensiero divergente  come una maniera complementare di pensiero, che esce dagli schema, portando nuove soluzioni a problemi che sembrano avere una sola risposta corretta. In questo senso il pensiero divergente è un pensiero creativo e che apporta nuove idee.

In psicologia si parla inoltre di sincronicità. Secondo Jung infatti non esiste il caso, ma tutti gli eventi sono collegati alla persona a cui accadono, rivelando un’intima connessione tra l’uomo e l’ambiente. Per meglio dire, tutto ciò che accade accade per un motivo, e molto spesso è il nostro istinto e il nostro inconscio che ci guida verso queste connessioni magiche.

A seconda delle interpretazioni, quello che ci insegna la serendipità è quello di mantenere attivo il nostro cervello e il nostro istinto, perché molto spesso le cose più belle accadono quando usciamo dalla routine.

Serendipity in amore

Amore e serendipity: un’accoppiata davvero reale? Le storie d’amore che nascono per incontri fortuiti sono davvero quelle destinate a durare di più?

Non è detto, ma è sicuramente vero che le storie d’amore che nascono da un incontro magico, o che nascondono coincidenze, sono davvero quelle che ci colpiscono di più. Molto spesso sembra davvero che le cose siano predestinate: trovare sul luogo di lavoro qualcuno che conoscevamo, partire e trovarsi di fianco una persona conosciuta qualche giorno prima, scontrarsi al supermercato o al bar con qualcuno di speciale.

Come spiegare tutte queste sensazioni? La spiegazione più logica è che molto spesso, quando ci troviamo davanti ad amori nati dalla serendipità, e quindi nati al di fuori dei soliti schemi, noi stessi tendiamo ad essere diversi, imparando a vivere il momento in maniera diversa: con mente e cuore aperto.

Forse è per questo che se riusciamo a dare una possibilità a queste storie d’amore molto spesso si trasformano in relazioni a lungo termine.

O in ogni caso, come diceva Jung con la sua sincronicità, tutto ciò che accade non è casualità, è un messaggio che arriva dall’ambiente e dal nostro inconscio e che dobbiamo essere in grado di interpretare perché ci possa insegnare qualcosa: perché dall’amore c’è sempre da imparare.

Serendipità in amore

La magia delle cose

Ma se la serendipità esiste, come facciamo per favorirla? Per scoprire la magia delle cose e degli incontri inaspettati è necessario uscire dalla routine. Per questo vi lasciamo 7 consigli per favorire la serendipità:

  1. Impara a lasciarti distrarre da ciò che ti circonda. Non stare sempre concentrato sui tuoi problemi, sul tuo lavoro o sulle cose da fare. Guardati intorno, lasciati distrarre e ammira quello che vedi intorno a te.
  2. Alza gli occhi. Dal computer, dal telefono, dalla scrivania, dai problemi. Guarda per aria, al di là dei tuoi soliti orizzonti. Scoprirai un sacco di cose che ti sei sempre lasciato sfuggire, nonostante ti passassero accanto.
  3. Vivi le cose con più leggerezza e istinto. Ponderare, valutare, soppesare: cerca di vivere le cose con più leggerezza, lasciando decidere al cuore e alla pancia!
  4. L’insoddisfazione aiuta. Non l’insoddisfazione perenne, ma quella piccola insoddisfazione che ti spinge a cercare ancora, ad essere curioso, a volere conoscere di più, ti può aiutare a trovare nuovi spunti.
  5. Curiosità. Sii curioso di quello che ti circonda, curioso di conoscere nuovi libri, canzoni, film. Nuovi luoghi. Per esempio, conosci davvero bene il luogo dove vivi? Hai girato tutte le strade, i monumenti, le curiosità?
  6. Scopri la lentezza. Il giusto ritmo per assaporare delle cose che vivvi. Fermati e respira. Prenditi il tempo per osservare quello che ti circonda, imparare qualcosa di nuovo, fare qualche lavoro manuale.
  7. Aprirsi e muoversi. Per essere più aperti al mondo a volte è necessario muoversi e aprirsi verso gli altri.

Aforismi e frasi

Libri, film e ricerche scientifiche: frasi sulla serendipity ce ne sono a volontà. Ma abbiamo deciso di lasciarli con una frase tratta appunto dall’omonimo film “Serendipity - Quando l’amore è magia”.

[..]“Come conosci questo locale?”

“La prima volta sono entrata per il nome “Serendipity”, una della mie parole preferite.”

"Ah, si? Perché?”

“Ha il suono giusto per quello che esprime, un fortunato incidente, salvo che per me non esistono gli incidenti, c’è sempre il destino dietro”[..]

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GuidaPsicologi.it

Bibliografia

  • https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0010945215001884
  • https://link.springer.com/article/10.1007/BF01857608
  • https://it.wikipedia.org/wiki/Serendipit%C3%A0

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