Esibizionismo...ma tu mi vedi?

Esibizionismo Con il termine esibizionismo si intendono varie forme di comportamento che si discostano in modo più o meno significativo da quanto normalmente rientra nella prassi comune.

30 APR 2015 · Tempo di lettura: min.
Esibizionismo...ma tu mi vedi?

Indica il disturbo del comportamento sessuale inteso come bisogno ossessivo di denudarsi in pubblico e mostrare parti intime o i propri genitali. L'esibizionismo legato a comportamenti che coinvolgono più direttamente i comportamenti sessuali, è invece una forma di parafilia caratterizzata dalla ricerca dell'eccitazione mostrando il proprio corpo in pubblico.

La caratteristica dell'esibizionismo è l'esposizione, da parte del soggetto, dei propri genitali ad un estraneo (APA, 2001).

Il soggetto esibizionista, prevalentemente maschile (Colombo, 2001), è in certi casi consapevole del suo desiderio di sorprendere notevolmente la persona a cui si mostra; talvolta, invece, ha la fantasia che il suo spettacolo determini un'eccitazione sessuale nello spettatore (APA, 2001).

Talvolta, sebbene in rari casi (Colombo, 2001) il soggetto si masturba durante l'esposizione o mentre fantastica di mostrarsi (APA, 2001).

Il comportamento esibizionista non determina atti di costrizione o di aggressione rivolti verso lo spettatore; essendo finalizzato a catturare l'attenzione altrui, se non provoca alcuna risposta viene interrotto (Colombo, 2001).

L'esibizionismo ha tendenzialmente origine psicologica, soprattutto quando è diagnosticabile come forma primaria; tuttavia può intervenire anche secondariamente a patologie organiche, quali alcolismo, sifilide, demenza, insufficienza mentale, o a patologie psichiatriche funzionali, come schizofrenia, mania, episodi psicotici acuti (Colombo, 2001).

Tale tipo di Parafilia viene anche chiamata "Exposing", dall'inglese, e l'individuo che sente la necessità assoluta di esporre le proprie parti intime per ottenere una risposta sessuale viene invece detto "Exposer".

L'Esibizionismo comporta chiaramente disagi e compromissioni nelle aree affettiva, relazionale, sociale, lavorativa, così come problemi di giustizia con possibili e probabili denunce, processi e detenzioni in carcere e/o comunità.

Oltre alle suddette complicazioni questo comportamento parafilico può degenerare in sintomi ossessivi e compulsivi e quindi nell'ulteriore necessità di ripeterlo con intensità e frequenza sempre maggiori, rendendo ancor più complesso e dannoso il quadro sintomatologico.

Alla Parafilia di esibire i propri genitali si possono associare disfunzioni sessuali, ansia, depressione, ed anche altri gravi atteggiamenti sessuali parafilici come Voyeurismo, Pedofilia e/o Sadismo; inoltre i suoi sintomi possono nel tempo andare incontro ad una cronicizzazione.

Perché si tratti di Esibizionismo occorre che le fantasie ed i comportamenti sessuali disfunzionali ricorrano alcuni mesi in modo consecutivo e che siano presenti le menomazioni sopra accennate nelle varie sfere vitali del soggetto.

Infine questa Parafilia può sopraggiungere già nella prima età adulta, e di solito riguarda maggiormente il sesso maschile, piuttosto che quello femminile, e persone dalle normali e funzionali apparenze e caratteristiche (es. buona formazione scolastica, presenza di fidanzamento o matrimonio, doti intellettive, interessi personali, etc.).

Esponendo pubblicamente i propri genitali a donne o bambine sconosciute, l'esibizionista si rassicura di non essere castrato: la reazione di shock che le sue azioni provocano lo aiuta a fronteggiare l'angoscia di castrazione e gli dà un senso di potere sul sesso opposto. Stoller (1985) ha messo in evidenza che le azioni esibizionistiche fanno seguito ad una situazione nella quale la persona si è sentita umiliata, spesso da parte di una donna. L'umiliazione rappresenta per queste persone "un'ansia esistenziale", come la definisce Stoller, una minaccia al nucleo di identità di genere: spesso, questi uomini rivelano una profonda insicurezza rispetto al loro senso di mascolinità.

Voyeurismo

Il voyeurismo non è necessariamente considerato come una parafilia, ovvero come una forma patologica di sessualità, mapuò divenirlo laddove esso divenga, per un periodo di tempo prolungato, l'unica forma di soddisfazione sessuale raggiunta dal soggetto, provocando danni o limitazioni alla sua vita di relazione e/o svolgendosi nei confronti di soggetti non consenzienti. Secondo l'American Psychiatric Association il voyeurismo può essere classificato nel DSM-IV e come un disordine di preferenza sessuale nel ICD-10.

Il voyeur o ''guardone'' è colui che osserva o spia gli altri per ricavarne eccitazione; L'FBI afferma che alcuni individui che si dedicano a pratiche come il voyeurismo possono anche avere una propensione ad assumere comportamenti violenti che possono sfociare in gravi reati sessuali. Un ricercatore dell'FBI ha dimostrato che i voyeur sono suscettibili a mostrare alcune caratteristiche che sono comuni, ma non universali, nei reati sessuali più gravi come l'attenzione meticolosa per i dettagli e la metodica pianificazione dedicata alla selezione e preparazione delle attrezzature di spionaggio e osservazione.

Personalità del voyeur; questi soggetti tendono ad essere timidi nel corso dell'adolescenza e con qualche difficoltà ad iniziare o mantenere le relazioni. Ilvoyeur, di solito, ha difficoltà ad avere rapporti eterosessuali e limita per lo più la sua attività sessuale alla masturbazione. Normalmente si ritiene che il fenomeno riguardi prevalentemente i maschi. Ciò è dovuto alla differenza tra la sessualità maschile e quella femminile. In effetti oggi la sessualità non è più legata solo ad un meccanismo biologico, ma anche ad un fenomeno culturale, ad un meccanismo di invio di segnali comportamentali. In questo invio di segnali, che hanno come fine ultimo l'accoppiamento, l'uomo ha chiaramente canali visivi, mentre la donna ha più un bisogno di vicinanza e di tenerezza. I voyeur hanno delle caratteristiche peculiari: la loro azione è passiva ed il loro piacere deriva dal fatto che violano l'intimità dei soggetti che osservano, non hanno alcun bisogno di entrare in contatto con le loro vittime per ricavare piacere.

Il voyeurismo è spesso basato sulla vista di particolari.

Il voyeurismo è un comportamento frequente e normale nel bambino che non avendo nozioni sessuali vuole scoprire ciò che gli adulti nascondono. L'impulso è quello di comprendere il funzionamento del corpo umano (il proprio in primis) e le differenze tra i sessi. Nell'adolescenza, quando si avvicina la possibilità concreta di un'attività sessuale completa, l'impulso viene spostato sulla visione di materiale più esplicito e pornografico, anche in gruppo. Nell'età adulta la curiosità dovrebbe ormai essere stata soddisfatta dall'esperienza personale, quando il voyeurismo permane assume le caratteristiche di un disturbo psicologico vero e proprio. Fenichel (1945) ha associato le tendenze voyeuristiche ad una fissazione alla scena primaria infantile, nella quale il bambino assiste o ode un rapporto sessuale tra i genitori. Questa precoce esperienza traumatica potrebbe stimolare l'angoscia di castrazione del bambino e portarlo, una volta adulto, a rimettere in atto la scena, ponendosi di nuovo come osservatore, nel tentativo di padroneggiare attivamente un trauma vissuto passivamente.

Mitchell (1988) ha osservato che l'esibizionismo e il voyeurismo colgono "una dialettica tra ciò che è superficiale e ciò che è profondo, tra ciò che è visibile e ciò che è segreto, tra ciò che è disponibile e ciò che è negato".

Pornografia e voyeurismo

Non si devono confondere pornografia e voyeurismo: la pornografia rappresenta in modo osceno (nella normale accezione del senso del pudore) manifestazioni sessuali e chi si esibisce è conscio di quello che sta facendo e retribuito mentre, nel caso del voyeurismo, la vittima è inconsapevole.


Fonte: Wikipedia e Cipsico

Scritto da

Studio Psicologia Giuridica Criminologia e Psicodiagnosi

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