Emozioni, Binge Eating e Bulimia Nervosa

​Binge Eating Disorder e Bulimia Nervosa sono caratterizzati dalla presenza di episodi di alimentazione incontrollata;le emozioni e la capacità di regolarle svolgono un ruolo fondamentale.

3 MAG 2016 · Tempo di lettura: min.

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Emozioni, Binge Eating e Bulimia Nervosa

Il Binge Eating Disorder e la Bulimia Nervosa sono due disturbi alimentari caratterizzati dalla presenza di "abbuffate".

Si parla di "abbuffata" quando la quantità di cibo ingerita in un certo periodo di tempo (per esempio due ore) è significativamente maggiore di quella che la maggior parte delle persone mangerebbe nello stesso arco di tempo in circostanze simili e quando durante l'episodio viene esperita una sensazione di perdita di controllo, come se non si riuscisse a smettere o a controllare quello che si ingerisce.

La Bulimia Nervosa di distingue dal Binge eating per il ricorso a comportamenti compensatori inappropriati in risposta alle abbuffate (vomito autoindotto, uso di lassativi e diuretici, digiuno, iperattività).

Cos'è il Binge Eating Disorder (BED)?

Chi soffre di Binge Eating Disorder (BED) solitamente mangia con più rapidità rispetto alla norma, può ingerire cibo fino a percepire sensazioni di malessere fisico, mangiare anche in assenza di sensazioni fisiche di fame, consumare cibo in solitudine per l'imbarazzo causato dalla quantità di cibo, provare emozioni di disgusto, colpa, vergogna o depressione dopo l'abbuffata.

Questo disturbo è più diffuso tra le donne, tuttavia anche un numero considerevole di uomini ne soffre. L'insorgenza delle abbuffate, del conseguente sovrappeso e l'inizio di diete si collocano generalmente nella tarda adolescenza o nella prima età adulta e tendono a mantenersi nel tempo.

Chi soffre di BED può sperimentare anche elevati livelli di stress, di depressione o ansia e presentare sintomi tipici dei disturbi alimentari, quali: preoccupazione circa peso e forma del corpo, paura marcata di aumentare di peso, preoccupazioni eccessive riguardo al cibo e profonda insoddisfazione per il proprio aspetto fisico, che hanno importanti conseguenze sui livelli di autostima sperimentati.

Lo stato generale di salute è significativamente inferiore sia rispetto alla norma, sia a persone aventi lo stesso peso corporeo ma che non soffrono di BED.

Emozioni e BED, quali connessioni ci sono?

In questo disturbo le emozioni e la capacità di regolazione emotiva svolgono un ruolo fondamentale, in particolare rispetto alle emozioni negative.

Spesso, infatti, le abbuffate sono scatenate da condizioni di forte stress o da altre emozioni quali tristezza, solitudine, stanchezza e rabbia. A volte anche le emozioni positive, se troppo intense, possono risultare difficili da regolare e portare ad abbuffarsi.

Al presentarsi di queste emozioni, soprattutto quando sono più forti o più dolorose, ricorrere al cibo può essere una modalità per regolarne l'intensità, o anche per distrarsi per non pensare, per stordirsi e non sentire quelle emozioni. Alla fine questa risulta però una strategia poco funzionale. Dopo l'abbuffata è probabile che emergano, infatti, altre emozioni negative, come senso di colpa, disgusto, rabbia verso se stessi, che aumentano ulteriormente la stato di malessere.

Cos'è la Bulimia Nervosa (BN)?

Chi soffre di Bulimia Nervosa solitamente esperisce grande preoccupazione per la magrezza, per il possibile aumento di peso corporeo e mette quindi in atto comportamenti per prevenirlo (vomito autoindotto, restrizione alimentare, abuso di lassativi e diuretici, iperattività fisica). Spesso il disturbo inizia dopo un periodo di restrizioni alimentari e ha un andamento con fasi alterne di remissione e ricomparsa dei sintomi, ma il decorso può essere cronico.

Chi soffre di Bulimia Nervosa può presentare in associazione anche altri disturbi, come disturbi dell'umore o ansia(quest'ultima solitamente precede l'insorgere del disturbo).

Dal punto di vista fisiologico il ricorso al vomito o all'utilizzo improprio di lassativi e diuretici può causare complicanze a lungo termine (ipocaliemia, cioè livelli bassi di potassio, lacerazioni all'esofago, compromissione delle funzioni renali, aritmie cardiache e arresto cardiaco). Le condotte bulimiche influiscono, infatti, a livello organico in termini di complicanze a livello del cavo orale, sintomi intestinali, alterazioni renali e dell'equilibrio elettrolitico, anomalie cardio-vascolari e ripercussioni negative al sistema endocrino. Sintomi comuni sono debolezza, gonfiore, ingrossamento delle ghiandole salivari e sintomi dentali (erosione dello smalto dei denti).

Emozioni e Bulimia Nervosa

I comportamenti bulimici (vomito autoindotto, restrizione alimentare, abuso di lassativi e diuretici, iperattività fisica) si verificano solitamente quando la persona sperimenta stati di ansia, depressione e rabbia o altre emozioni dolorose.

Può accadere che emozioni di tristezza o ansia portino ad abbuffarsi nel tentativo di fuggirle o evitarle e che il ricorrere successivamente a comportamenti di compenso (es vomito o uso di lassativi) diminuisca la possibilità di sperimentare le emozioni negative, come colpa o disgusto, legate all'abbuffata.

La regolazione emotiva

Il Binge Eating e altri tipi di sintomi alimentari (per esempio il vomito autoindotto o la restrizione alimentare) possono essere interpretati come tentativi per cambiare o controllare le emozioni dolorose e per sperimentare un momentaneo sollievo: rappresentano quindi modalità, non adattive, di regolazione emotiva.

Per affrontare quindi questo tipo di disturbi è necessario intraprendere un percorso per appropriarsi di maggiori competenze rispetto alle emozioni: imparare a nominarle, monitorarle, accettarle, modificarle, in sintesi gestirle utilizzando strategie più funzionali.

Il ramo del salice flettendosi sotto il peso della neve abbondante se la fa scivolare di dosso, lasciando che cada a terra per effetto dell'azione del suo stesso peso e in questo modo si mantiene ben integro e vegeto. Al contrario del ramo di quercia, che invece non potendo sopportare lo stesso carico e non volendosi piegare si spezza e muore.

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Scritto da

Dott.ssa Annalisa Nichele

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