Emdr: cos'è e come funziona

L'Emdr permette di accedere all'esperienza traumatica "non digerita" e stimola il naturale processo di elaborazione delle informazioni consentendo di elaborare l'esperienza traumatica.

29 SET 2016 · Tempo di lettura: min.

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Emdr: cos'è e come funziona

L'Emdr (Eye Movement Desensitization and Reprocessing -Desensibilizzazione e rielaborazione attraverso i movimenti oculari) è un approccio terapeutico è basato sul modello di elaborazione adattiva dell'informazione (AIP) secondo cui le esperienze vengonoimmagazzinate nella memoria ed elaborate in modo funzionale permettendo alla persona di accedere volontariamente ai ricordi e di utilizzarli in modo costruttivo.

Durante un'esperienza traumatica, invece, le informazioni restano "intrappolate", scollegate dal resto, mantenendo attive le convinzioni, emozioni e sensazioni fisiche presenti al momento dell'evento traumatico. I diversi aspetti dell'esperienza traumatica possono riattivarsi in modo involontario creando uno stato di disagio alla persona. Se pensiamo al Disturbo Post-Traumatico da stress (Ptsd), il primo per il quale l'efficacia dell'Emdr è stata chiaramente dimostrata, gli individui continuano a rivivere l'evento traumatico come se fosse appena accaduto.

L'Emdr permette di accedere all'esperienza traumatica "non digerita" e stimola il naturale processo di elaborazione delle informazioni consentendo di elaborare l'esperienza traumatica e di renderla adattiva.

Durante l'Emdr alla persona viene chiesto di concentrarsi sull'immagine più traumatica dell'evento rievocando i pensieri negativi che lo accompagnano e le sensazioni fisiche ad esso associate.

L'Emdr è strutturato in un protocollo standardizzato di 8 fasi. La prima fase prevede la raccolta della storia della persona e la formulazione del piano terapeutico. Questa fase è seguita da una fase di preparazione al trattamento durante la quale terapeuta e paziente lavorano insieme sul potenziamento delle risorse necessarie per gestire l'elaborazione dell'evento traumatico.

La fase successiva, è orientata all'identificazione:

  • della parte peggiore dell'evento traumatico;
  • delle convinzioni negative su di sé legate all'evento;
  • delle emozioni e delle sensazioni fisiche;
  • del livello di disagio percepito;
  • delle convinzioni positive auspicabili;
  • del livello di fiducia nelle convinzioni positive.

Durante le fasi successive il terapeuta utilizza la stimolazione bilaterale che permette di desensibilizzare la persona all'esperienza traumatica e rielaborare l'evento e le convinzioni a questo associate per renderle più adattive. Il ricordo traumatico viene elaborato e le convinzioni negative su di sé lasciano il posto a quelle positive.

Dopo una seduta Emdr i pazienti riportano che le emozioni negative e le sensazioni fisiche spiacevoli relative al ricordo sono scomparse o fortemente diminuite.

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Scritto da

Dott.ssa Carla Lo Giudice

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Commenti 1
  • Manuela capacci

    Più che un commento avrei una domanda. Si può guarire con l'emdr dopo dieci anni dall'aneaurisma celebrale?

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