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Effetti della pandemia su pensieri ed emozioni

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Articolo rivisto dal Comitato di GuidaPsicologi

In questo momento storico e sociale, siamo tutti quanti noi chiamati a due sfide molto importanti: scopri quali leggendo l'articolo.

30 MAR 2020 · Tempo di lettura: min.
Effetti della pandemia su pensieri ed emozioni

In questo momento storico e sociale siamo tutti quanti noi chiamati a due sfide molto importanti: non solo quindi quella di fare in modo, tramite l'isolamento e la quarantena, di limitare il contagio e quindi la diffusione del Coronavirus (Covid-19), ma anche quella che ognuno di noi è chiamato ad affrontare con se stesso e, in particolare, con i propri pensieri e le proprie emozioni, fronteggiando tutto questo con strategie a volte inefficienti, frutto di credenze di base e schemi altrettanto disfunzionali.

È facile e assolutamente prevedibile che in un momento come questo chiunque entri in contatto con emozioni quali ansia, panico, la noia e la tristezza. Anche chi non ne soffriva in modo particolare in precedenza.

L'isolamento, il senso di costrizione, la paura del contagio, l'incertezza per il futuro derivante dal non sapere quando questo isolamento finirà, la convivenza forzata, l'interruzione o limitazione del proprio lavoro, l'interruzione dei contatti sociali, sono tutti possibili eventi attivanti pensieri negativi come ad esempio "che ne sarà di me?", "che ne sarà del mio lavoro?", "e se il virus colpisse me o i miei cari?", "e se morissi?", "e se dovessimo stare costretti in casa per mesi e mesi?".

Ancora, potrebbe svilupparsi un'attenzione selettiva verso i segnali provenienti dal nostro corpo, per cui anche un mal di gola o uno starnuto da allergia potrebbero diventare l'evento attivante di pensieri e scenari catastrofici.

A tal proposito vorrei fare una distinzione tra due categorie di persone: da un lato coloro che, ancor prima che scoppiasse questa pandemia, fronteggiavano quotidianamente il proprio disturbo d'ansia generalizzato, il disturbo di panico, l'agorafobia, la depressione, l'ipocondria, il disturbo ossessivo-compulsivo e che, immersi in una situazione di emergenza mondiale stanno vivendo un incremento e un'esacerbazione della propria sintomatologia; dall'altro ci sono coloro che fino a questo momento avevano in tutti i modi evitato di entrare troppo in contatto con emozioni spiacevoli, con pensieri negativi e situazioni problematiche. Penso quindi a tutte quelle persone per le quali la propria attività lavorativa rappresentava la via di fuga da problemi familiari o da problemi con se stessi, e per le quali riempire il proprio tempo di attività, impegni e progetti aveva costituito fino a questo momento un comportamento evitante ma allo stesso tempo autodistruttivo.

Questa iperattività può essere stata un modo per mantenere un senso di controllo sulla propria vita, ma il risultato è stato esattamente l'opposto, ossia l'incapacità di godere del riposo o l'incapacità di riflessione, così come di gestire ogni possibilità di non fare. Ora questo momento, in cui siamo richiamati a non fare e a stare a casa con noi stessi, con i nostri familiari e con i problemi che abbiamo sempre cercato di evitare, potrebbe rappresentare uno scompenso per molti, con cadute di umore che possono essere alla base della cosiddetta ruminazione depressiva o del cosiddetto rimuginio ansioso.

Vediamo questi due fenomeni mentali nelle loro caratteristiche distintive.

  • La ruminazione è una forma di pensiero ripetitivo e persistente, che generalmente si attiva in risposta ad un umore negativo. Si tratta dunque di un processo di pensieri ricorrenti rispetto ad argomenti con una valenza negativa e i pensieri ripetitivi hanno principalmente a che fare con eventi passati o stati emotivi presenti. La ruminazione è associata prevalentemente a temi di perdita e di fallimento e allo sviluppo di sentimenti depressivi. Quali sono le conseguenze di questo tipo di pensiero? Certamente il fatto che i pensieri si concentrano su un unico argomento; la ruminazione può dunque divenire ripetitiva, intrusiva e anche avversiva, impedendo alla persona di focalizzarsi su problemi immediati. La ruminazione è una forma di pensiero certamente comune a tutti ed è necessaria per la riflessione, la pianificazione e la risoluzione dei problemi ma quando dura troppo a lungo e assume le forme descritte in precedenza, ci porta a sperimentare per lo più emozioni negative poiché il pensiero si concentra prevalentemente su temi negativi.
  • Il rimuginio è un processo cognitivo che implica anch'esso pensieri ripetitivi riguardo però eventi negativi che potrebbero verificarsi in futuro. Anche in questo caso il rimuginio è un processo umano naturale, poiché tutti noi ci preoccupiamo per il futuro, ma diventa disfunzionale quando diviene eccessivo e incontrollabile. Il rimuginio cronico è tipico nel disturbo d'ansia generalizzato ed è pervasivo in tutti i disturbi d'ansia e nei disturbi dell'umore. Solitamente è accompagnato da emozioni di ansia ma può suscitare anche sentimenti di depressione.

La differenza sostanziale dunque tra ruminazione e rimuginio sta nel focus temporale (la ruminazione si focalizza sul passato, mentre il rimuginio sul futuro).

In questo particolare momento che stiamo vivendo è normale per tutti preoccuparsi di più del solito perché siamo effettivamente dinanzi ad una potenziale minaccia per noi stessi, per i nostri cari e per la comunità intera. Questa situazione può dunque portarci a sperimentare ansia e/o tristezza e se non riconosciute queste cadute di umore possono innescare una spirale discendente di pensieri tossici e irreali che possono in alcune persone condurre a disturbi depressivi o ansiosi più importanti. Se si prova un senso di vuoto dentro di sé, è normale cercare un modo per colmarlo. Ma è importante anzitutto accoglierlo, autovalidarlo, non giudicarlo e osservarlo. In questo modo non lo aggraveremo, non lo trasformeremo in qualcosa di più.

Immaginate chi in questo momento sta sperimentando un'ansia acuta e attacchi di panico e non aveva mai provato una sensazione simile fino ad ora: potrebbero provare rabbia per la propria ansia, ansia per la propria rabbia, colpa per la propria rabbia, depressione per la propria ansia. Potrebbero perfino provare senso di colpa per la rabbia che l'ansia suscita e deprimersi per tutto questo.

Provate a non lottare contro le vostre emozioni spiacevoli e pensieri negativi. In questo modo le vostre emozioni saranno libere di transitare nella nostra mente, non si perderà tempo e non si sprecheranno energie cercando di combatterle, di ridurle o evitarle, evitando così di intensificare il dolore che è associato. Ma se lottate contro tutto questo le vostre emozioni saranno bloccate, si sprecherà una grande quantità di energia a lottare contro di esse e si creerà una gran quantità di dolore in più.

D'altra parte, al fine di non innescare rimuginio o ruminazione disfunzionali, occorre cercare di focalizzarsi sul qui ed ora, incoraggiare uno stile di pensiero concreto sia verbalmente ma anche con l'immaginazione. È importante pianificare la propria giornata, anche stando tutto il tempo a casa, concentrandosi su ciò che per ognuno è veramente importante e focalizzandosi completamente sull'attività che si sta svolgendo. Non smettere di prendersi cura di sé stessi e rimanere comunque attivi. Trascorrere tutto il giorno a letto o sul divano potrebbe far sentire ancora più stanchi, alimentando ancora di più pensieri di inutilità, di fallimento e di perdita dell'immagine di sè precedente. Mantenere i contatti con amici e colleghi e limitare la lettura di articoli dal solito contenuto "Coronavirus" in modo da non diventare monotematici. Ritagliarsi solo una piccola parte della giornata all'informazione e all'aggiornamento, affidandosi ai soli siti ufficiali, evitando dunque di approfondire documenti dalla dubbia validità e veridicità che potrebbero alimentare ancor più la confusione, l'incertezza e il pensiero catastrofico.

Scritto da

Dott.ssa Michela Garzia

Bibliografia

  • Sassaroli, S., Lorenzini, R., Ruggiero, G. M., (2006), Psicoterapia cognitiva dell'ansia. Rimuginio, controllo ed evitamento. Raffaello Cortina Editori, Milano.
  • Kabat-Zinn, J., (2019), Vivere momento per momento. Sconfiggere lo stress, il dolore, l'ansia e la malattia con la mindfulness. TEA S.r.l., Milano.
  • Harris, R., (2010), La trappola della felicità. Come smettere di tormentarsi e iniziare a vivere. Erickson, Trento.

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