Effetti del confinamento: come trarre vantaggio dal Coronavirus?

Nonostante l'ondata di pessimismo, è fondamentale cercare di trarre vantaggio dalla situazione attuale sia psicologicamente che professionalmente.

20 GEN 2021 · Tempo di lettura: min.

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Effetti del confinamento: come trarre vantaggio dal Coronavirus?

Secondo diversi studi, è emerso che l'angoscia della popolazione è cresciuta del 46% come risultato della crisi sanitaria ed economica vissuta per via del confinamento e del Coronavirus.

Un’altra ricerca portata avanti da Open Evidence, un progetto della Universitat Oberta di Catalunya (Uoc), ha esaminato i dati riguardanti la fetta di popolazione la cui salute mentale è a rischio per via di diversi elementi di fragilità socio-economica in Italia, Spagna e Regno Unito. Risulta che la salute mentale del 41% della popolazione italiana è a rischio.

Ci sono, dunque, vari indicatori che fanno pensare che le conseguenze psicologiche del confinamento e del Covid-19 dureranno molto più a lungo della stessa malattia contro cui stiamo combattendo attualmente.

La paura che il Coronavirus provoca in noi, a volte, ci fa agire in un modo che finisce per  danneggiargi (come spiegato in questo articolo). Esiste un'ampia varietà di esempi di numerose conseguenze del confinamento e di questo virus, conseguenze molto più numerose di quanto non sembrasse a prima vista. Nonostante l’ondata di pessimismo che ci sta travolgendo, è fondamentale cercare di trarre vantaggio dalla situazione sia psicologicamente che professionalmente.

Effetti psicologici del confinamento

Una delle conseguenze della reclusione che abbiamo potuto vedere sia nelle reti che nei telegiornali, e che abbiamo potuto provare sulla nostra pelle, è formata senza dubbio dagli effetti psicologici vissuti a causa di questa situazione. Ci sono casi in cui queste conseguenze non sono state neppure riconosciute da chi è più vicino alle persone che ne soffrono. Ci sono studi che dimostrano che sono aumentate alcune delle patologie psicologiche tipiche della solitudine e dell'isolamento, soprattutto nei giovani. Di seguito riassumiamo i principali effetti psicologici del confinamento.

1. Sensazione di irrealtà

Sebbene pensare che ciò che ci sta accadendo sia irreale e strano sia una sensazione comprensibile dovuta agli effetti del confinamento, la realtà è che se questa momentanea alterazione della percezione viene avvertita in modo ricorrente, può portare a determinate conseguenze. Il sintomo più comune è sentirsi disconnesso da tutto ciò che circonda una persona, sia gli oggetti che l’ambiente. Principalmente i sintomi percepiti in una sensazione di irrealtà sono:

  • sensazione di essere all'interno di un film o di un sogno;
  • percepire di essere emotivamente disconnessi dagli altri;
  • cambiamento nella percezione del tempo e dell'ambiente (sentirli più distorti).

Nei casi più estremi, questa percezione può provocare un attacco di panico nelle persone che ne soffrono.

2. Ansia per il confinamento forzato

L'ansia è una delle conseguenze più comuni. Durante il confinamento, oltre il 65% della popolazione ha sperimentato una forte ansia. Gli effetti psicologici vissuti sono i seguenti:

  • pensieri negativi e minacciosi;
  • eccessiva preoccupazione;
  • sentimenti di inferiorità;
  • sensazione di morte imminente.

Ci sono molte altre complicazioni dovute a questa condizione psicologica (ti consigliamo la lettura di quest'articolo).

3. Paura di contrarre la malattia o di perdere i propri cari

La paura è la sensazione di perdere il controllo quando usciamo dalla nostra zona di comfort, o da un luogo in cui ci sentiamo completamente al sicuro.

Ma nel caso del confinamento è molto diverso, la paura nasce a causa di una sensazione di mancanza di controllo e a causa dell’instabilità. Per questo motivo possiamo sentirci mentalmente destabilizzati in molti aspetti della nostra vita.

4. Depressione e pessimismo

Un altro degli effetti psicologici della reclusione e del Coronavirus è che la nostra mentalità è diventata molto più pessimista. Ciò non solo accade perché si trascorrono molte ore rinchiusi in casa, ma è anche una conseguenza di un ambiente pieno di cattive notizie e della destabilizzazione dell'economia del Paese. Avere la mente piena di pensieri ricorrenti e negatività può portare all'insorgenza della depressione (a riguardo, ti consigliamo la lettura di quest'articolo su come sostenere l’incertezza dei tempi attuali).

5. Irritabilità e rabbia

Una situazione ingiusta può farci sentire irritati e arrabbiati con il mondo. Sebbene la rabbia sia una reazione umana naturale, se è molto intensa e ricorrente può essere preoccupante. Non solo a causa degli effetti psicologici che ha su di te, ma anche su coloro che ti circondano. Inoltre, questi tipi di sentimenti possono essere strettamente collegati allo sviluppo di una maggiore intolleranza verso lo stress e di una maggior tendenza alla frustrazione, rendendo queste emozioni un circolo vizioso.

In tutti questi casi, è fondamentale prendere il controllo delle proprie emozioni e dei propri sentimenti, e cercare di porvi rimedio per non subire ulteriori conseguenze psicologiche durante il confinamento. In tutti i casi ricorda che puoi contare sull'aiuto di un professionista della salute mentale online per uscire indenne e rafforzato da questa situazione.

Come affrontare il confinamento?

Nonostante tutti i sintomi di cui abbiamo parlato finora, è possibile cercare di beneficiare della crisi che il Coronavirus ci sta causando. Tant'è che nonostante tutte le conseguenze del confinamento, ci sono alcune abilità psicologiche che possono aiutarci a sfruttare al meglio questi momenti. Per questo motivo abbiamo chiesto qualche consiglio al Dr. Matteo Radavelli.

1. Come possiamo affrontare meglio una brutta situazione economica dovuta alla pandemia?

Purtroppo la situazione economica è complicata per molti e credo che sia questo il concetto principale: non sentirsi gli unici, i soli in difficoltà. La condivisione sicuramente non permette di guadagnare e portare denaro in famiglia, ma può dare un grosso aiuto in termini di rielaborazione della situazione. Esprimere la difficoltà ad un parente vicino, un fratello/sorella, un genitore, un/una amic* permette di avere un punto di vista, seppur coinvolto, esterno rispetto alla situazione e quindi di ricevere supporto sia psicologico che non. L’aspetto principale, in un periodo totalmente inaspettato e invadente come quello che stiamo vivendo, è quello di non pensarci come esseri individuali e indipendenti: non lo eravamo, non lo siamo e non lo saremo mai.

2. Cosa fare in un cattivo ambiente familiare, in una situazione come questa nella quale dobbiamo passare tanto tempo in casa?

Tutti i nuclei famigliari che si sono trovati a convivere 24/24h nelle stesse mura hanno avuto uno sviluppo. Questo può avere avuto un andamento negativo, ma anche uno positivo. In questo secondo caso, si è notato che la convivenza forzata ha alimentato delle risorse che in un contesto di vita quotidiano, senza pandemia, non venivano messe in campo così facilmente. Queste hanno permesso di superare e migliorare aspetti di vita comune che prima portavano sofferenza e malessere. Lo stesso, purtroppo, vale in senso negativo: sarebbe poco rispettoso e professionale riassumerne i motivi estremamente soggettivi in una risposta breve. Il consiglio che posso dare è innanzitutto di parlare, sfruttare la reclusione forzata e tentare di dialogare ed esprimere i punti di vista divergenti. Soprattutto non ci si deve considerare isolati: molte risorse sono state messe in
campo affinché, chi è in difficoltà, trovi supporto. Per esempio, durante il periodo del precedente lockdown abbiamo svolto molti colloqui dal garage di casa o dalla macchina.

3. Come possiamo proteggerci dalle conseguenze psicologiche della reclusione?

Le conseguenze che potremmo avere a causa del confinamento dipendono innanzitutto dalla situazione che viviamo nell’ambiente in cui stiamo in quarantena. Qualora si viva in un ambiente saturo di nervosismi, detti e non detti, discussioni, e questo causa malesseri più o meno invalidanti è utile valutare un supporto psicologico. Il consiglio più generico è organizzare bene la giornata, non lasciare, per esempio, la sveglia al caso, ma al contrario fissare un orario e prepararsi per lavorare, sentirsi ed essere attivi ed efficaci. Indipendentemente dalle strategie messe in atto per sopperire alla mancanza di libertà, le conseguenze potrebbero esserci; quali non possiamo saperlo con certezza poiché estremamente soggettive. Il consiglio utile è pensare di essere proattivi anche nei confronti delle conseguenze, che sono inevitabili. Non dobbiamo, però, vivere passivamente queste conseguenze, anzi: dobbiamo essere noi gestori attivi affinché il cambiamento, necessario, sia in ottica positiva e non negativa.

4. Come affrontare una perdita in questo momento?

Innanzitutto è bene sottolineare che non è scontato che una perdita venga da subito affrontata. Affrontare prevede una preparazione e una visione chiara della situazione, aspetti che non sempre sono presenti nei lutti da Covid-19. Come è avvenuto durante il primo periodo di quarantena, nel 2020 molti lutti sono avvenuti in brevissimo tempo, durante un periodo di allarme generale, le famiglie non hanno avuto la possibilità di incontrare il parente defunto e spesso questo lutto è stato uno dei tanti vissuti. Le famiglie o coloro che subiscono/hanno subito un lutto per Covid-19 in molti casi si sono trovati in una pazza centrifuga di emozioni, paure, allarmi, difficoltà, emergenze che disorientano e difficilmente permettono di creare un ambiente nel quale vivere, con il proprio tempo, le classiche fasi del lutto. È per questo motivo che, a mio modo di vedere, i lutti per Covid-19 richiedono molto più tempo di elaborazione rispetto lutti determinati da altre cause. Potrebbe sembrare scontato, ma un modo per affrontare un lutto che si avverte ancora emotivamente invadente, a distanza di tempo dall’evento, è chiedere aiuto ad un professionista. 

5. Come trarre vantaggio dalla reclusione e dalla situazione attuale?

Il vantaggio lo si trae ponendosi alcune domande alle quali si può rispondere in maniera estremamente soggettiva: “Cosa mi ha permesso di ottenere questo periodo?”, “Qual è il vantaggio che ho ottenuto grazie alle risorse messe in campo in un periodo di crisi?”. Alcuni potrebbero rispondere che il periodo li ha fatti riavvicinare alla famiglia alla quale, nonostante le paure, si è dedicato tempo. Altri invece potrebbero rispondere che finalmente hanno potuto godere di momenti di serenità in completa solitudine perché, anche grazie alla quarantena obbligatoria, avevano una giusta causa per non andare a casa di genitori, parenti e amici. Altri ancora potrebbero affermare che si sono trovati nella necessità di affrontare paure e fobie come l’ipocondria che, a seguito di questo virus, è diventata ingestibile o ancora nella situazione discutere in famiglia di aspetti che generavano tensione, poi positivamente risolti.  Qualora si abbia la sensazione di non aver tratto alcun tipo di vantaggio, credo basti pensare alla forza di volontà spesso messa in campo per sopportare e supportare situazioni che mai ci saremmo immaginati di vivere e vedere.

 

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Bibliografia

  • Savagge, M (2020). Coronavirus: The possible long-term mental health impacts. BBC. https://www.bbc.com/worklife/article/20201021-coronavirus-the-possible-long-term-mental-health-impacts
  • Luo, M., Guo, L., Yu, M., Jiang, W., & Wang, H. (2020). The psychological and mental impact of coronavirus disease 2019 (COVID-19) on medical staff and general public - A systematic review and meta-analysis. Psychiatry research. https://doi.org/10.1016/j.psychres.2020.113190
  • G Serafini, B Parmigiani, A Amerio, A Aguglia, L Sher, M Amore, (2020). The psychological impact of COVID-19 on the mental health in the general population, QJM: An International Journal of Medicine. https://doi.org/10.1093/qjmed/hcaa201

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