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È tutta una questione di immagine

Una immagine corporea alterata è la base su cui si poggia il disturbo alimentare, averne una sana ed equilibrata è fondamentale per non incappare in questi disturbi.

25 MAG 2015 · Tempo di lettura: min.
È tutta una questione di immagine

Cosa vediamo quando ci guardiamo allo specchio? Ci fissiamo sui dettagli del nostro corpo o guardiamo la sua figura intera? Ciò che guardo influenza in qualche modo le mie idee o sono le mie cognizioni ad influenzare ciò che guardo? La risposta a queste domande è sempre la stessa: dipende.

Paul Schilder (1935) coniò il concetto di Immagine corporea definendola come "Quel quadro del nostro corpo che formiamo nella nostra mente" e questa associazione è del tutto calzante proprio perché l'immagine corporea è la rappresentazione mentale del nostro aspetto, e questa non deriva interamente dalla percezione fisica di esso.

Quando pensiamo o guardiamo il nostro corpo sono moltissimi i fattori che intervengono, da quelli puramente percettivi a sentimenti emozioni ed aspettative, proprio come quando guardiamo un quadro. Il problema è che questa rappresentazione può alterare la percezione del corpo reale, generando diverse complicazioni, che insorgono quando l'immagine corporea è rigidamente ancorata a standard elevatissimi e irrealiappresi solitamente nell'ambiente in cui si vive.

Il corpo diventa fonte di preoccupazioni costanti perché l'immagine mentale non combacia con quella reale, dando inizio ad una serie di comportamenti disfunzionali chiamati body checking ovvero comportamenti di controllo come pesarsi e specchiarsi svariate volte al giorno, misurare le circonferenze corporee o vestirsi con taglie inferiori per verificare la perdita di peso e maggiore è l'insoddisfazione per il proprio corpo maggiore sarà il tempo passato ad effettuare tali controlli.

Ma questa spesso è solo la punta dell'iceberg dato che il problema principale è legato all'autostima e di come essa sia direttamente proporzionale al proprio aspetto fisico, che essendo percepito inadeguato, diventa fonte di autosvalutazione, frustrazione, ansia e depressione.

Non bisogna necessariamente pensare che queste cose avvengono solo nei disturbi alimentari, in alcuni periodi di vita può capitare che il nostro aspetto non ci soddisfi e tentiamo di fare qualcosa per cambiarlo, l'importante è che questo non si tramuti nell'unica ragione di vita e che l'obbiettivo che mi pongo non sia irreale o dettato da standard sociali irraggiungibili, perché tanto più rigido sarà il mio comportamento tanto più sarò incline alla frustrazione.

Scritto da

Dott. Tommaso Colonna

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