E tu, perché ti arrabbi?

Dal punto di vista della crescita personale ci sono vari tipi di rabbia. È interessante conoscerli per sapere come ci relazioniamo con la rabbia e perché ci arrabbiamo.

6 MAG 2014 · Tempo di lettura: min.

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Foto: Dott.ssa Gaia Rinaldi
La rabbia è una delle emozioni che più ci energizza, il nostro sistema biologico secerne adrenalina e noradrenalina, ci mettiamo in allerta e aumenta la nostra attività fisica.  

La rabbia è solitamente una risposta a qualcosa che ci succede e, generalmente, è una risposta che ci protegge. Qualcosa ci danneggia e abbiamo bisogno di proteggerci e riparare a questo danno, per cui ci arrabbiamo. Ci allontaniamo, prendiamo le distanze o litighiamo per essere sicuri di stare bene.

Dal punto di vista della crescita personale ci sono vari tipi di rabbia. È interessante conoscerli per sapere come ci relazioniamo con la rabbia e perché ci arrabbiamo.

  1. La Rabbia Repressa: È la rabbia primaria, che non è uscita nel momento che doveva uscire. Sono rimasto zitto e non ho manifestato la mia rabbia provocando così vulnerabilità, depressione o possiamo rimanere paralizzati o razionalizzare quello che ci danneggia minimizzandolo e dandogli poca importanza. In questo modo la rabbia non esce e non libera questa energia, sfociando nel risentimento persistente, il lamento, il sussurro che ci ricorda che ci hanno tradito e il pensiero che tutti possano tradirci. In questo caso è importante liberare questa rabbia. L’emozione liberata, la catarsi, è un modo per risolvere il conflitto. Nel caso della rabbia si tratta di porre limiti o riconoscere e accettare i limiti che esistono. In questo processo di lavoro con la rabbia è necessario accettare questi limiti.
  2. La Rabbia Disadattiva: È una rabbia primaria che distrugge attraverso il castigo, l’occhio per occhio, la vendetta e gli insulti. Lo sguardo è sempre sull’altro: “Guarda quello che mi ha fatto”. Non esiste l’assunzione della responsabilità di quello che succede a me, cosa faccio io con rispetto alla situazione. È importante lo sviluppo dell’assertività affinché la rabbia diventi adattabile: cosa m'infastidisce e come posso comunicarlo.
  3. La Rabbia Secondaria: Sto male e mi arrabbio (evitando così l’esperienza di attraversare questo dolore). Mi arrabbio con me stesso per qualunque cosa, perché non sono all’altezza, perché sto facendo sempre gli stessi errori... È una rabbia che non ci permette d’imparare né di provare a fondo quello che succede. In questo caso è importante identificarla e interrompere l’emozione, mettere da parte la rabbia per far emergere quello che nasconde.
  4. La Rabbia Strumentale: È una rabbia in cui utilizzo l’altro, uso la rabbia per ottenere che l’altra persona ceda o soddisfi le mie necessità. In questi casi è necessario essere consapevoli della manipolazione e fermarsi. Bisogna accettare i limiti degli altri e uscire dal gioco della manipolazione.
La “Medicina della Rabbia” consiste nell’assertività, nell’ascoltare ed essere ricettivo con gli altri. Legittimare il sì e il no dell’altro alle nostre proposte si può considerare una rabbia adulta: m’infastidisce e comprendo quello che mi dà fastidio, accettando e rispettando la decisione dell’altro. In caso contrario cadiamo in una rabbia immatura, la rabbia del “lo voglio, lo voglio, lo voglio” in cui negandoci alla realtà possiamo solo causarci sofferenza. 

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