...e allora danzo!

E se la smettessimo di sentirci malati? E se le nostre sofferenze psichiche fossero delle danze, quali sarebbero? Siamo tutti forse "un pò ballerini"!

19 DIC 2018 · Tempo di lettura: min.

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...e allora danzo!

Il Bolero, con la sua musica e la sua danza ripetitiva ci ricorda ciò che in Psicologia viene definita Ossessività. Se l'Ossessività fosse una danza, allora sarebbe il Bolero. Chi soffre la sua Ossessività, danza il suo Bolero.

Perché l'ossessione è come la musica di M. Ravel. Entra delicatamente, sinuosamente striscia e s'infila negli spazi impercettibili della tua quiete. All'inizio è delicata, discreta, poi pian piano occupa lo spazio in un crescendo di forza e di potenza, di delirante vitalità. Allora il Bolero è questo: è Ossessione Danzata, è ossessione che grazie al potere della danza esce dalla condanna e diventa felicità. "Soffro, quindi danzo!" perché il movimento nasce da un impulso interiore, come emerge dal pensiero del danzatore e coreografo slovacco Rudolf Von Laban, secondo il quale la natura del movimento è conseguenza di un impulso interiore. La persona sente il desiderio e il bisogno di esprimere questo impulso tramite il movimento corporeo.

Nella danza così come nelle altre forme di espressioni corporee, il corpo diventa protagonista dell'attività artistica e protagonista delle proprie espressioni personali, aprendosi così a nuove forme espressive e comunicative. In questa prospettiva il corpo viene inteso come intermediario fra il mondo interiore e il mondo esteriore. Carolyn Canson, ballerina e coreografa statunitense, ci offre questo sua riflessione: "la danza è l'espressione di potenzialità nascoste, è come liberare dei soffi misteriosi che disegnano il movimento del corpo e portano l'anima a rivelarsi. Il corpo diventa parola".

Ogni uomo, riportando le parole emozionanti di R.Nureyev, dovrebbe danzare per tutta la vita, non essere ballerino, ma danzare. Iniziare un percorso psicologico in cui la talking cure si associ a tecniche di espressione corporea è come entrare in una danza in cui il corpo diventa ponte, diventa relazione fra il mio mondo interno e il mio mondo esterno. Il corpo diventa ponte, legame fra il mio corpo e quello dell'altro che accompagna il mio cammino di conoscenza e di consapevolezza. La psicoterapia è così corpo che diventa parola che permette di aprire nuovi scenari e nuovi significati, dandoci la possibilità di slancio vitale e di trasformazione verso la nostra esistenza.

"Il mio corpo è luogo della mia presenza".

Articolo della dottoressa Isadora Fortino, iscritta all'Ordine degli Psicologi della Calabria

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Scritto da

Dott.ssa Isadora Fortino

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Commenti 1
  • Petra algisi

    Io danzo da tanto tempo e ho fatto anche lunghi percorsi di analisi. Ma la cosa che desidero di più ovvero una famiglia mia non arriva mai. Anzi ultimamente solitudine e insonnia sono pesantissime

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