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Domenico Diele dal carcere

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Le parole di Domenico Diele, da oggi ai domiciliari presso la casa della nonna a Roma, lasciano sgomenti circa la responsabilità soggettiva dell'atto.

10 LUG 2017 · Tempo di lettura: min.
Domenico Diele dal carcere

Le parole di Domenico Diele, da oggi ai domiciliari presso la casa della nonna a Roma, lasciano sgomenti circa la responsabilità soggettiva dell'atto. Paradossalmente più dichiara "sono colpevole" e più scompare la sua responsabilità. Responsabilità non come persona ma come soggetto. A tal proposito mi vengono in mente le parole di Serge Cottet, psicoanalista francese, che in un'intervista pubblicata in La Psicoanalisi n. 51, nell'articolo Attualità della criminologia lacaniana, parla del legame che connette l'atto alla storia del soggetto e di come questo legame si declini in una forma particolare all'interno dell'istituzione carceraria.

"I nostri colloqui con i detenuti volevano far apparire il legame che connette l'atto alla storia del paziente. Se la congiuntura dell'atto può essere dispiegata, uno iato permane tra quello che veniamo a sapere dalla bocca del soggetto e il dramma di cui è l'agente. La disgiunzione tra il soggetto e il suo atto non è mai attestata così bene come in questa occasione. I detenuti raccontano il loro passaggio all'atto come se fosse stato fatto da un altro e non vi si riconoscono. Il taglio tra l'atto e la soggettività è manifesto.

[...]

Vi sono dei buchi. Si tratta, in effetti, di una clinica dell'assenza, del non senso, dell'estraneità, quella che si è presentata a noi in diversi casi. Ma la giustizia ha orrore del buco. [...] Se il criminale non si ricorda più, o se non comprende il proprio atto, la sanzione gli renderà la memoria.

[...]

Il giudizio della corte riflette la rimozione di un sapere su tale godimento oscuro, di cui la società non vuole sapere nulla, ed è in questa opacità che si pone, per noi, il problema della responsabilità."

Verrebbe, dunque, da chiedersi: qual è la funzione dell'analista?, e soprattutto: la funzione dell'analista avrebbe un posto?

Domande riferibili al destino della sentenza, al carcere, all'obbligo della cura ma soprattutto al destino del soggetto.

La funzione, come dice Virginio Baio, in La Psicoanalisi, è una funzione storica: "Noi analisti e avvocati, dobbiamo 'essere un freno' allo tsunami di un godimento che fa dell'universo un deserto".

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Studio Privato Arianna D'Acuti

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