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Disturbi della nutrizione e dell’alimentazione

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Articolo rivisto dal Comitato di GuidaPsicologi

L'inquadramento dei disturbi alimentari secondo il DSM-5 (il Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali) e l'utilità delle diagnosi per i pazienti

27 NOV 2017 · Ultima modifica: 4 DIC 2017 · Tempo di lettura: min.
Disturbi della nutrizione e dell’alimentazione

ll DSM-5 propone una ridefinizione dei criteri diagnostici dei disturbi della nutrizione e dell'alimentazione rispetto al DSM-IV

È molto umana la necessità di classificare per aiutarci a decodificare e comprendere la realtà. Da qui nasce il DSM, il manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali dell'Associazione Americana di Psichiatria, che ha il suo corrispondente nel cugino ICD, la classificazione internazionale delle malattie e problemi correlati dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, che tratta al Capitolo V le Patologie mentali e del comportamento.

Nel maggio 2013 è uscita negli Stati Uniti d'America la V edizione, DSM-5, tradotto in Italia nel 2014, mentre l'ICD-10 è l'ultima versione.

Secondo il DSM-5 i Disturbi della Nutrizione e dell'Alimentazione sono caratterizzati "da un persistente disturbo dell'alimentazione oppure da comportamenti inerenti l'alimentazione che hanno come risultato un alterato consumo o assorbimento di cibo e che compromettono significativamente la salute fisica o il funzionamento psicosociale", quali l'ingestione di sostanze senza contenuto alimentare, non commestibili; il ripetuto rigurgito di cibo, non attribuibile a condizioni gastrointestinali associate; l'evitamento di particolari cibi; le restrizioni alimentari con il conseguente significativo peso corporeo basso e la paura di diventare grassi; le abbuffate; i comportamenti compensatori inappropriati (vomito autoindotto, abuso lassativi e/o diuretici, digiuno, attività fisica eccessiva).

Messaggio pubblicitario Nel DSM-5 non è inserita l'obesità, anche se è statisticamente associata ad alcuni disturbi mentali quali: binge-eating, depressione, disturbo bipolare, schizofrenia. Quindi chi è obeso, ha un eccesso di grasso corporeo e non necessariamente soffre di alcun disturbo mentale.

Quali sono le differenze tra il DSM-5 e la precedete versione del DSM-IV-TR rispetto a quest'area?

Innanzitutto la denominazione era prima Disturbi della Alimentazione o Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA), oggi Disturbi della Nutrizione e dell'Alimentazione.

Andando ad elementi più sostanziali è stato eliminato il capitolo "Disturbi solitamente diagnosticati per la prima volta nell'infanzia, nella fanciullezza o nell'adolescenza", tra cui il paragrafo "Disturbi della nutrizione e dell'alimentazione dell'infanzia o della prima fanciullezza", così la pica e il disturbo da ruminazione sono entrati nei Disturbi della Nutrizione e dell'Alimentazione.

Il disturbo della nutrizione dell'infanzia o della prima fanciullezza è stato denominato disturbo evitante/restrittivo dell'assunzione di cibo, con ampliamento dei criteri diagnostici.

La descrizione dell'anoressia nervosa non è cambiata sostanzialmente, tranne che l'eliminazione del criterio diagnostico dell'amenorrea.

Rispetto alla bulimia nervosa la variazione introdotta è rispetto alla frequenza settimanale media minima, modificata da due ad una abbuffata con comportamenti compensatori inappropriati.

L'alimentazione incontrollata è divenuta nel DSM-5 disturbo da binge-eating, cambiando la frequenza media minima delle abbuffate da 2 giorni alla settimana per 6 mesi a 1 volta a settimana negli ultimi 3 mesi.

Il lettore si chiederà queste etichette diagnostiche come aiutano i pazienti?

In realtà i sistemi di classificazione nascono da esigenze dei clinici e ricercatori di inquadrare, incasellare, per i pazienti il beneficio può essere nel dare un nome al proprio disagio.

Scritto da

Dr.ssa Lorena Ferrero

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